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mercoledì 15 luglio 2009

Camorra, scacco al clan dei casalesi: Dia sequestra beni per 50 milioni di euro

CRONACA Caserta – E' stata denominata "Operazione Cinquanta" perché il valore dei beni sequestrati è di oltre 50 milioni di euro ed è la cinquantesima operazione di tipo 'finanziario' condotta contro il clan dei Casalesi. Tra i beni posti sotto sequestro, oltre a immobili e società, molte delle quali intestate a prestanome, anche autocisterne, camion e automezzi. Posti sotto sequestro anche polizze assicurative e numerosi conti correnti. In uno di questi, intestato a un prestanome di Setola, sono stati trovati e sequestrati 60 mila euro. L'operazione, condotta dalla Dia di Napoli, colpisce il clan dei Casalesi e i loro alleati, dalla fazione bidognettiana a Giuseppe Setola, già detenuto, e ai Belforte di Marcianise, in provincia di Caserta. Oltre cento Agenti del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli hanno eseguito quattro decreti di sequestro emessi, ai sensi della normativa antimafia dalla Sez. Misure di Prevenzione del Tribunale di S. Maria C.V. nei confronti dei seguenti soggetti, tutti detenuti:- SETOLA Giuseppe, nato il 5.11.1970 - SETOLA Pasquale nato il 9.6.1964 - FIORETTO Giosuè, nato il 4 maggio 1963; - VEROLLA Nicola, nato il 4 luglio 1946; - DELLA VENTURA Antonio, nato il 27.10.1964. I sequestri, emanati su proposta del Direttore della D.I.A., Generale dei Carabinieri Antonio GIRONE, sono il frutto di articolate indagini patrimoniali che hanno portato all'emissione dei provvedimenti nei confronti dei 5 soggetti sopra indicati e di 30 prestanome dei predetti, tra i quali alcuni familiari e numerosi incensurati insospettabili, dietro i cui nominativi si celavano le attività di reimpiego e di riciclaggio dei proventi dell'attività criminale del clan dei Casalesi.Il valore dei beni sottoposti a vincolo reale ammonta a oltre 50 milioni di euro e consistono di 34 beni immobili, 9 società, 24 autoveicoli tra i quali camion ed autocisterne, 87 rapporti finanziari con Istituti di credito delle provincia di Caserta e di Napoli. In un solo conto corrente intestato ad un prestanome di Setola sono stati sequestrati 60.000 € in contanti.L'operazione, che colpisce tutta la galassia del clan dei Casalesi e dei loro alleati, dalla fazione bidognettiana, a Giuseppe SETOLA ed ai Belforte di Marcianise, rappresenta uno dei più rilevanti sequestri disposti dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere fin dai tempi dell'operazione Spartacus che, nel corso degli ultimi 15 anni, ha portato la sola D.I.A. di Napoli a sequestrare, in esecuzione di provvedimenti ablativi emessi dal citato Ufficio Giudiziario, beni per un valore di 1 miliardo di Euro, alla confisca di beni per oltre 700 milioni di Euro ed all'arresto di circa 700 appartenenti all'organizzazione camorristica dei Casalesi.I soggetti colpiti dagli odierni provvedimenti, detenuti per il reato di associazione per delinquere di stampo camorristico, sono ben noti alle cronache giudiziarie e se ne delinea di seguito il profilo criminale. FIORETTO GiosuèIl FIORETTO, asseritamente assicuratore, originario di Mugnano di Napoli, è convivente di Emiliana Carrino, una delle sorelle della c.d.g. Carrino Anna ex convivente del boss Francesco Bidognetti.Nell'anno 2000, nel periodo in cui Aniello Bidognetti, figlio primogenito di Francesco, era ricercato per omicidio, il Fioretto - meglio conosciuto per la sua apparente bonomia come "O' Zio" - ha costituito un costante punto di riferimento e di appoggio per l'intero gruppo camorristico. Il FIORETTO è attualmente detenuto per essere stato colpito con altri 63 soggetti, da una O.C.C emessa dal GIP di Napoli; allo stesso sono contestati la partecipazione alla fazione facente capo alla famiglia Bidognetti del clan dei Casalesi nonchè l'illecita concorrenza, a vantaggio di imprese facenti capo al BIDOGNETTI ed a SCHIAVONE Alfonso. Tra i destinatari del medesimo provvedimento figurano, esponenti di primissimo piano del clan quali lo stesso BIDOGNETTI Francesco, GUIDA Luigi, SETOLA Giuseppe CIRILLO Alessandro, SPAGNUOLO Oreste. DELLA VENTURA AntonioÈ ritenuto il capozona di Caserta del pericolosissimo clan camorristico BELFORTE, organizzazione che pur mantenendo autonomia operativa, sia territoriale che funzionale, si colloca all'interno del cartello camorristico del Clan dei casalesi. Gravato di una lunga serie di provvedimenti giudiziari, è attualmente detenuto per essere stato colpito, da ultimo, da una O.C.C. emessa in data 02.01.2008 dal GIP di Napoli con la quale gli sono stati contestati i reati di associazione di tipo mafioso ed omicidio doloso. VEROLLA NicolaÈ attualmente detenuto per essere stato colpito con altri 63 soggetti, da una O.C.C emessa nell'ambito del procedimento penale nr. 77946/01 R.G. dal GIP di Napoli, stesso provvedimento contestato al FIORETTO. Al VEROLLA, con il provvedimento eseguito nell'aprile 2008, è contestata la partecipazione alla fazione facente capo alla famiglia Bidognetti operante sul litorale domitio. È titolare di un negozio di autoricambi ubicato in Lusciano, utilizzato come una delle basi operative del gruppo; nel corso delle indagini emergeva che in tali locali venivano condotti imprenditori sottoposti o da sottoporre ad estorsione. SETOLA Giuseppe e PasqualeSETOLA Giuseppe è da considerare uno degli esponenti di vertice della famiglia Bidognetti. Già colpito da una serie di provvedimenti di rigore, il 06/02/2008, veniva arrestato in forza di un provvedimento cautelare; subito dopo, però, per una presunta grave patologia agli occhi otteneva il beneficio degli arresti domiciliari da cui evadeva l'8/4/2008 rendendosi irreperibile. Dopo aver riunito attorno a sé un gruppo di affiliati al clan Bidognetti, molti dei quali resisi irreperibili subito dopo l'inizio della collaborazione di Bidognetti Domenico e Carrino Anna, dava avvio ad una lunga serie di omicidi in danno di soggetti che avevano osato denunciare alle Forze dell'Ordine le estorsioni poste in essere dal clan e ad azioni di ritorsione nei confronti di familiari di collaboratori di giustizia allo scopo di tentare di ristabilire, con il terrore, il controllo sulle aree di competenza del clan. A conclusione di un lungo periodo di latitanza veniva tratto in arresto il 14/01/2009 in Mignano Montelungo. Il fratello Pasquale, pure detenuto, oltre ad essere affiliato al clan del casalesi, è stato individuato quale terzo intestatario di gran parte dei beni illecitamente accumulati, oggetto dell'odierno sequestro, già titolare di imprese commerciali, poi cedute a terzi per evitare i sequestri una volta che il ruolo del fratello Giuseppe era assunto agli onori delle cronache giudiziarie a seguito degli omicidi avvenuti nel corso dell'estate del 2008.. Le indagini patrimoniali, hanno disvelato numerosi altri immobili e società intestate ad insospettabili terzi intestatari per evitare che l'attività investigativa potesse aggredirli con l'attuazione della normativa antimafia. ELENCO DEI BENI SEQUESTRATI CARICO DI: FIORETTO Giosue': a) immobile sito nel comune di Mugnano di Napoli consistente in appartamento di vani 5,5 + locale deposito di mq. 20; b) autovettura Smart Forfour 1.5 CDI; c) polizza Assicurativa. DELLA VENTURA Antonio: a) quote e beni strumentali della Cooperativa "NUOVA GENERAZIONE" Soc.Coop. a.r.l., con sede in Caserta alla via Petrarelle nr.5; b) quote e beni strumentali della "NUOVA COOPERATIVA TERRA DI LAVORO – SOCIETA' COOPERATIVA" con sede in Caserta alla via Tifatina nr. 43; c) quote e beni strumentali della Cooperativa "SERVIZI INTEGRATI TERRA DI LAVORO – COOP ONLUS", con sede in Caserta alla Via G. Falcone n. 17; d) quote e beni strumentali della Cooperativa Sociale "NEW PARKING" a r.l. con sede in Caserta alla via Pigna Parco Primavera;e) quote e beni strumentali della Società a responsabilità limitata "M. & F.", con sede in Caserta alla via Tescione n. 236; f) Appartamento intestato a Marzo Filomena, sito in Caserta alla via Claudio, n. 71, riportato nel catasto fabbricati al foglio 46, particella 139, subalterno 11, di vani 3,5; g) Autovettura CITROEN, Modello C3 Cabrio 1,6 16V, targata CM696PJ ed intestata a Marzo Filomena. VEROLLA Nicola: a. quote e beni strumentali della "VEROLLA S.a.S. di DI MARINO Rosa & C.", con sede legale in Lusciano (CE) alla via della Liberta' 59. b. quote e beni strumentali della "VEROLLA S.R.L." con sede legale in Lusciano (CE) alla via della Liberta' 59; c. Terreno di proprietà di DI MARINO Rosa are 85,60, sito in TrentolaDucenta localita' "Marco Cecato"; d. Immobile intestato a VEROLLA Maria Cecilia, VEROLLA Luciana e VEROLLA Tiziana, di mq 205, sito in Lusciano; e. Immobili intestati a VEROLLA Maria Cecilia, siti in Lusciano, viale della Libertà, riportati nel catasto fabbricati al foglio 1, particella 363, subalterno 6 per intero ed 1/3 del subalterno 5, natura L, piano 2; f. Immobili intestati a VEROLLA Luciana, siti in Lusciano + ½ dei magazzini e locali di deposito di mq 186, posti al piano S1, e 1/3 del lastrico solare, posta al 2° piano; g. Immobile intestato a VEROLLA Tiziana, sito in Lusciano + ½ dei magazzini e locali di deposito di mq 186, posti al piano S1, dello stesso fabbricato + 1/3 del lastrico solare, posta al 2° piano; SETOLA Giuseppe e SETOLA Pasquale: 28 beni immobili (di cui 18 terreni e nr.10 fabbricati), nr. 13 veicoli, nr. 88 rapporti finanziari formalmente riferibili a diversi soggetti ed, inoltre: a) ditta individuale denominata "Baldascino Fortunata" sede legale in Casal di Principe al corso Umberto I nr. 544, avente quale oggetto sociale "Bar e Caffè"; b) ditta individuale di D'ANIELLO Antonietta sita in Casal di Principe (CE) via Paolo VI nr. 14, attiva nel settore del commercio al dettaglio di confezioni per bambini e neonati; c) ditta individuale DIANA GIOVANNI, esercente l'attività di bar ed altri esercizi simili senza cucina, con sede legale in Casal di Principe (CE) via S. Donato 33; d) cooperativa EMIBA COSTRUZIONI – SOCIETA' COOPERATIVA; e) società den. GENERAL IMPIANTI SAS DI PAGANO MASSIMILIANO & C., con sede legale in Casal di Principe (CE), alla via S.Donato n.11, ed unità locale, di fatto, in Casal di Principe, v. Fellini n.7; f) società Cooperativa a r.l. COSTRUZIONI GENERALI 2002 - sede legale in Casal di Principe, via XXV Aprile n. 15 –; g) quota nominale pari a 3.333,34 € della società denominata GENERALE PAVIMENTI S.R.L., con sede legale a Casal di Principe (CE), via Baracca n.205 detenuta da VISONE Giuseppe. Fonte : Caserta News

martedì 14 luglio 2009

Camorra, catturato il latitante Ernesto De Luca, spalla destra di Antonio Iovine

CRONACA Casal di Principe – Ale 12,00 circa di ieri, i carabinieri di Caserta, al termine di prolungata e delicata indagine, hanno fatto irruzione in un appartamento di Casal di Principe, in via Alberto Lupo, catturando il latitante Ernesto De Luca, (1970) ritenuto essere la spalla destra di Antonio Iovine, detto 'o ninno, anch'esso latitante, capo dell'omonino gruppo del clan dei casalesi. De Luca era sfuggito il 26.05.08 all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di altri 55 affiliati al clan e ad un successivo provvedimento cautelare, entrambi emessi dal gip di napoli, che lo vedono indagato per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, riciclaggio ed estorsione aggravata.Nel corso dell'operazione è stato anche arrestato, nella flagranzza del reato di favoreggiamento personale, Giovanni Ferrazzano, (1983) di Nocera Inferiore (sa), residente a Villa di Briano ed affittuario dell'abitazione in cui il De Luca aveva trovato rifugio. Gli arrestati sono stati associati alla casa circondariale di S. Maria C.V. Fonte : Caserta News

mercoledì 8 luglio 2009

Camorra, sequestrati beni per 2 milioni di euro a sorvegliato speciale

CRONACA Marcianise – Beni per 2 milioni di euro sono stati sequestrati dagli agenti della Sezione accertamenti patrimoniali della divisione di polizia anticrimine della Questura di Caserta e dal commissariato di Marcianise. Il decreto di sequestro e' stato emesso dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La polizia ha eseguito controlli patrimoniali nei confronti di Gaetano Petruolo, 38 anni, sorvegliato speciale fino ad un anno fa e condannato nel 2002 a tre anni e dieci mesi di carcere per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Petruolo viene ritenuto un affiliato al clan Piccolo detto dei 'quaqquaroni', attivo a Marcianise e contrapposto alla cosca dei Belforte. A Petruolo e' stata sequestrata la societa' edile 'Piccolo Group Srl'. Il provvedimento di sequestro, emesso dal Tribunale di S.Maria Capua Vetere, a conclusione di indagini della Divisione anticrimine, diretta dal primo dirigente Luigi Botte, riguarda, in particolare, la totalità del capitale sociale di una società edile con sede in Marcianise, attualmente impegnata in lavori presso il Reggia Palace Hotel, e dei relativi beni mobili ed immobili, ritenuti fittiziamente intestati ai familiari. Fonte : Caserta News

giovedì 18 giugno 2009

Camorra, Squadra Mobile arresta 3 appartenenti al clan Tavoletta

CRONACA Villa Literno – Tre appartenenti al clan Tavoletta, attivo negli anni '90 a Villa Literno ma da tempo "disarticolato" dagli arresti di capi e gregari, sono finiti in carcere all'alba di ieri. Gli agenti della squadra mobile di Caserta hanno notificato ai tre un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale di Napoli. Si tratta di Clara Ciervo, di 46 anni, Massimo Iavarone, 33 anni, genero della Ciervo, e Mario Cossentino, 38 anni. Una quarta persona e' stata arrestata e si tratta di Rocco Veneziano, 56 anni, estraneo, comunque al clan Tavoletta. I fatti contestati a Ciervo, Iavarone e Cosssentino si riferiscono al periodo della faida tra il clan Tavoletta e il gruppo casalese capeggiato da Francesco Bidognetti. Faida nata per il controllo delle estorsioni nella zona di Villa Literno.Clara Ciervo deve scontare la pena di 4 anni e 2 mesi di reclusione per detenzione illegale di armi e associzione mafiosa, quest'ultima pena gia' in parte scontata. Mario Cossentino, ex affiliato al clan Nuvoletta deve scontare un residuo pena di 2 anni e 5 mesi di carcere per associazone mafiosa. Iavarone deve scontare la pena di 3 anni e mezzo di carcere per associzione mafiosa. Rocco Veneziano insospettabile imprenditore edile, almeno fino al giorno del suo primo arresto, nel '96, e' stato arrestato per associazione mafiosa. Veneziano viene ritenuto organico al piu' potente boss della camorra campana, Francesco Schiavone detto 'Sandokan' "il cui gruppo criminale -spiegano i pm della Direzione distrettuale antimafia- si e' distinto nel corso della sua storia criminale per la sistematica capacita' di infiltrazione nel tessuto economico della provincia di Caserta, strategia che veniva attuata sia direttamente mediante la costituzione mediante appartenenti al clan di attivita' imprenditoriali finalizzate all'acquisizione di appalti pubblici, sia mediante il controllo di attivita' economiche facenti capo da imprenditori compiacenti". Rocco Veneziano rappresenterebbe "uno dei piu' sicuri e fidati referenti del clan Schiavone -spiegano gli investigatori- nel settore edilizio secondo le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia fra i quali Carmine Schiavone". Veneziano deve scontare un residuo pena di due anni e otto mesi di reclusione per associazione mafiosa. Fonte : Caserta News

venerdì 5 giugno 2009

Camorra, favorirono latitanza del boss Franco Letizia: in cella Corvino e Diana

CRONACA Caserta – Ieri mattina gli agenti della Squadra Mobile di Caserta diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli a richiesta della Dda nei confronti dei pregiudicati Antonio Diana di anni 45 di S.Cipriano D'Aversa, detenuto e Carlo Corvino di anni 39 di Casal di Principe, anch'egli detenuto. I due sono ritenuti responsabili di aver favorito la latitanza di Franco Letizia (classe 77, inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi, tratto in arresto iò 19 maggio scorso) con l'aggravante di aver commesso il fatto al fine di favorire l'associazione camorristica denominata "clan dei casalesi" di cui il letizia era personaggio di spicco fino al momento del suo arresto.Si ricordera' che poco dopo la mezzanotte del 19 maggio u.s., gli agenti della Squadra Mobile di Caserta, unita' specializzate del servizio polizia scientifica del dipartimento della pubblica sicurezza, equipaggi dei reparti prevenzione crimine e dell'8° reggimento bersaglieri, catturarono il latitante Franco Letizia che era stato individuato in un'abitazione di via Cilea a San Cipriano D'Aversa, e che era considerato il reggente del "clan Bidognetti" dopo la cattura di Giuseppe Setola. L'uomo, pregiudicato, era latitante da oltre un anno ed era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della direzione distrettuale antimafia, per 416 bis, estorsione ed altro.L'individuazione del rifugio ove si trovava Franco Letizia era frutto di una prolungata attivita' investigativa, coordinata dalla procura distrettuale di Napoli e supportata da servizi di intercettazione telefonica ed ambientale, protrattasi per diversi mesi, che aveva gia' condotto alla cattura, il 4 marzo scorso, in un complesso residenziale di Acerra, del padre Armando Letizia . Il ricercato, anche per i suoi rapporti familiari, era ritenuto uomo di vertice e di assoluta fiducia del capo clan Francesco Bidognetti, detto "cicciotto e mezzanotte", detenuto in regime di 41 bis. La madre, Esterina Pagano, attualmente detenuta per 416 bis, riciclaggio e turbativa d'asta, infatti, e' zia materna di Domenico Bidognetti, mentre il cugino Giovanni Letizia era uno dei componenti del gruppo stragista facente capo a Giuseppe Setola. Insieme al latitante, erano stati tratti in arresto per favoreggiamento personale, aggravato dall'aver agito al fine di agevolare l'organizzazione camorristica denominata clan dei casalesi – fazione Bidognetti, i predetti Antonio Diana, proprietatrio dell'abitazione, e Carlo Corvino, cl. 69, pregiudicato per associazione di stampo mafioso ed armi.Le successive perquisizioni locali e domiciliari avevano permesso di rinvenire e sequestrare numerosi "pizzini" ritenuti di notevole interesse investigativo. Con il provvedimento il Tribunale di Napoli conferma l'ipotesi accusatoria che ritiene che il Diana ed il Corvino abbiano agito ben conoscendo la valenza criminale del letizia nell'ambito dell'associazione camorristica dei casalesi. Viene infatti loro contestato di aver agito proprio al fine di favorire, aiutando nella latitanza il letizia, l'intero clan dei casalesi di cui il predetto e' elemento di elevato rilievo. Fonte : Caserta News

giovedì 4 giugno 2009

Camorra, nuovi arresti per Vargas e Della Corte

CRONACA Caserta – Nella mattinata di ieri agenti della polizia di stato della squadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti, hanno eseguito l' ordinanza di custodia cautelare in carcere, nr. 55290/06 r.g.n.r., nr. 371/09 m. C. E nr. 50472/07 emessa dall'ufficio gip distrettuale di napoli su richiesta della direzione distrettuale del capoluogo campano nei confronti di: 1. Vargas Roberto, di anni 41, residente casal di principe, pregiudicato, detenuto, nonché fratello del latitante pasquale, classe '66, ricercato per 416 bis, omicidio, armi ed esponente di spicco del clan dei casalesi-fazione Schiavone Francesco, alias sandokan; 2. Della Corte Francesco, di anni 40 da Villa Di Briano, pregiudicato, detenuto. Il provvedimento scaturisce dalle indagini condotte dalla squadra mobile a seguito del sequestro, l'8 maggio u. S, ed al successivo omicidio di Papa Giovanni Battista, nato Grazzanise il 18-09-1963; Minutolo Modestino, nato a Santa Maria C.V. Il 17.09.1984; Buonanno Francesco, nato santa Maria La Fossa il 12.04.1969, tutti ritenuti organici al "clan dei casalesi". Il cadavere di Buonanno Francesco veniva rinvenuto nella mattinata di domenica 10 maggio in località sant'angelo del comune di Frignano con ferite d'arma da fuoco al volto ed alla nuca; mentre i corpi di papa e Minutolo venivano ritrovati il successivo 15 maggio a seguito di attivissime indagini della squadra mobile di Caserta, avvolti in coperte e con evidenti ferite da arma da fuoco, seppelliti in una fossa, profonda oltre 4 metri, ricavata in una strada interpoderale che costeggia la superstrada Nola/Villa Literno, nel territorio del comune di Villa di Briano Lo scavo, peraltro, distava poche centinaia di metri dal luogo dove, nel primo pomeriggio di venerdì 8 maggio, era stata ritrovata, completamente incendiata, l'autovettura di Minutolo Modestino. Le indagini avviate dalla squadra mobile di Caserta sin dal giorno della scomparsa dei tre pregiudicati, anche con il ricorso a sofisticate apparecchiature elettroniche, permettevano di acquisire gravi, concordanti ed inequivocabili indizi circa il coinvolgimento di Vargas Roberto e Della Corte Francesco, nella ideazione, organizzazione ed esecuzione del triplice omicidio in argomento e nell'occultamento dei corpi delle vittime la cui eliminazione sarebbe da ricondursi ad uno "sgarro" nella conduzione delle attività illecite del clan ed in particolare relativo alla raccolta di estorsioni. Sulla scorta di tali risultanze la procura distrettuale di napoli adottava lo stesso giorno 15 maggio provvedimento di fermo immediatamente eseguito dagli agenti della squadra mobile di Caserta. Fonte : Caserta News

mercoledì 3 giugno 2009

Camorra, preso a Modena il boss latitante dei casalesi Nicola Ucciero

CRONACA Villa Literno – Nella tarda serata di lunedì gli agenti della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti, e del commissariato di P.S. di Castelvolturno, coadiuvato da personale della Squadra Mobile di Modena, hanno tratto in arresto a Modena il pluripregiudicato Nicola Ucciero nato Villa Literno di anni 51, latitante in quanto colpito da ordine di carcerazione nr. 177/2009/Siep emesso dalla Corte di Appello di Bologna il 28.04.2009, per la espiazione della pena detentiva definitiva di anni 3, mesi 8 e gg. 10 in relazione a pregressa condanna per i delitti di ricettazione e falso.Il prevenuto, gravato da numerosi precedenti di polizia per estorsione, ricettazione, armi e stupefacenti, e' stato localizzato a Modena a seguito di attivita' investigative sulle illecite attivita' svolte dall'organizzazione camorristica denominata clan dei casalesi a Modena e paesi limitrofi. Dopo le formalita' di rito il predetto, che aveva trovato rifugio in una accogliente abitazione delle campagne circostanti Modena, e' stato associato presso la casa circondariale di Modena a disposizione dell'Autorità Giudiziaria competente. Fonte : Caserta News

mercoledì 27 maggio 2009

Camorra, operazione dei carabinieri: arrestato Massimo Russo detto 'Paperino'

CRONACA Casal di Principe – Massimo Russo (classe 1974), detto "Paperino", affiliato alla fazione del clan dei casalesi facente capo alla famiglia Schiavone, latitante catturato a Casal di Principe (CE) dai Carabinieri della locale Compagnia alle 20,30 in via Einaudi, era ricercato, oltre che per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione, anche perché ritenuto responsabile del duplice omicidio (in concorso) di Nicola Villano e di Nicola Della Volpe, consumato ad Aversa il 20.7.2001. Nel corso della perquisizione domiciliare è stata rinvenuta una pistola Beretta 98F con matricola abrasa, completa 15 colpi 9x21 di cui uno in canna, nonché materiale d'interesse per le indagini. Le altre due persone presenti al momento dell'incursione dei Carabinieri, Giuseppina Capoluongo 31enne di Casal di Principe (moglie del proprietario di casa), e Michele Ciervo, 31enne di San Cipriano d'Aversa (CE), sono state arrestate e risponderanno di favoreggiamento personale e detenzione abusiva di arma da fuoco clandestina in concorso con il Russo. Fonte : Caserta News

martedì 26 maggio 2009

Camorra, di nuovo agli arresti la moglie del boss casalese Giuseppe Setola

CRONACA Caserta – Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla DDA di Napoli nei confronti di MARTINELLI Stefania, 31enne moglie del boss Giuseppe SETOLA, per il reato di associazione mafiosa. Le prolungate indagini condotte dall'Arma ed avviate subito dopo l'arresto del marito, hanno consentito di ricostruire il ruolo della donna, che ha fornito un contributo funzionale alla vita ed alla gestione del clan, attraverso il supporto logistico e materiale allo stesso Setola durante la latitanza, la custodia delle armi, l'occultamento e l'impiego di danaro provento dell'attività associativa e la partecipazione ai delitti programmati dal gruppo. Fonte : Caserta News

venerdì 22 maggio 2009

Camorra, arrestato Luigi Nigro, esponente clan casalesi fazione Bidognetti-Setola

CRONACA Caserta – Alle ore 11.30 di ieri, nel quartiere Chiaiano di Napoli, personale della squadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore dr. Rodolfo Ruperti, ha tratto in arresto Luigi Nigro, con precedenti per falso monetario e furto, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip distrettuale di Napoli, su richiesta della Dda del capoluogo campano, per favoreggiamento aggravato dall'avere agito al fine di agevolare l'organizzazione criminale clan dei casalesi-gruppo Bidognetti e segnatamente la fazione stragista capeggiata da Giuseppe Setola.Il provvedimento veniva a seguito delle indagini che, il 7 gennaio 2009, conducevano al fermo da parte della polizia di stato di Caserta dei latitanti Antonio Alluce, alias "a' minaccia" e Davide Granato, nato Napoli 17-10-1975, componenti del gruppo di fuoco capeggiato da Setola. I due pericolosi latitanti, che avevano partecipato con ruoli attivi alle stragi del 18 agosto e del 18 settembre 2008, perpetrate dal clan sul litorale domitio, venivano catturati il 07.11.2009 all'interno di un appartamento ubicato a Villaricca. I servizi di intercettazione telefonica ed ambientale attivati nel corso delle indagini e successivi riscontri investigativi, permettevano di acquisire gravi e non equivocabili indizi circa il coinvolgimento di Nigro nel procurare riparo e rifugio ai componenti del gruppo Setola ed in particolare ai due latitanti Alluce e Granato.Nigro incaricava di affittare l'abitazione dove questi furono individuati il pregiudicato Domenico Quarto, nato a Napoli il 19.12.1960, in quella cirostanza arrestato in flagranza per favoreggiamento aggravato. Le indagini evidenziavano come quest'ultimo agiva dietro le direttive del nigro a cui comunicava gli sviluppi della situazione nonche' le specifiche esigenze, non ultimo quelle relative alle richieste di incontri "galanti" avanzate dai due latitanti ospitati nel rifugio di Villaricca. In particolare nigro e quarto reclutavano ragazze "disponibili", una delle quali di soli 19 anni, che in cambio di denaro, 200 euro a prestazione, concedevano i propri favori sessuali ai loro ospiti. L'indiscutibile ruolo di fiancheggiatore di Luigi Nigro, detto "zizz' e vacca", genero di Angelo Nuvoletta, ha trovato conferma nelle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Oreste Spagnuolo che riferiva ai magistrati della Dda di Napoli che questi aveva dato appoggio ad Alluce e Granato ed aveva offerto la propria disponibilita' ad ospitare nell'abitazione di Villaricca anche setola Giuseppe, Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia e lo stesso Spagnuolo. Fonte : Caserta News

venerdì 15 maggio 2009

Camorra, carabinieri arrestano nella notte capoclan Clemente D'Albenzio

CRONACA Caserta – Nella notte i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno tratto in arresto Clemente D'ALBENZIO, capo dell'omonimo clan. Lo stesso si era reso irreperibile il 17 marzo 2009, allorché i Carabinieri scompaginarono le fila del suo gruppo criminale, arrestando 29 affiliati. Il malvivente, ritenuto responsabile dei reati di associazione mafiosa ed estorsione, si nascondeva nel suo territorio. Fonte : Caserta News

lunedì 11 maggio 2009

Camorra, carabinieri trovano nelle campagne di Frignano uno dei tre scomparsi

CRONACA Frignano – E' stato trovato nelle campagne di Frignano il corpo di Francesco Buonanno, di 40 anni, uno dei tre scomparsi venerdì scorso a Grazzanise. I Carabinieri del nucleo investigativo di Caserta si sono recati sul posto per i rilievi. Buonanno, conosciuto dalle forze dell'ordine per diversi reati di estorsione era sparito da Grazianise in compagnia di Modestino Minutolo, 25 anni, e Giovanni Battista Papa, 46 anni. I tre erano considerati vicini al gruppo di Francesco Schiavone, detto Sandokan, del clan dei casalesi. L'auto in uso ai tre era stata trovata in una masseria abbandonata di Villa Di Briano. Gli investigatori, considerata la personalita' dei tre ritengono che potrebbe trattarsi di un triplice caso di 'lupara bianca'. L'ultima volta che i tre sono stati visti dai loro familiari e' stato venerdì scorso quando nel primo pomeriggio due di loro sono stati visti uscire insieme dai loro parenti. In serata, i familiari dei due uomini non avendo notizie da molte ore si sono recati in caserma dai carabinieri per denunciarne la scomparsa. Fonte : Caserta News

mercoledì 25 marzo 2009

Camorra, Picierno, "Solidarieta’ a Palmesano"

POLITICA Pignataro M. – Dichiarazione di Pina Picierno, parlamentare del Partito democratico."Ho deciso di rispondere pubblicamente all'appello accorato che ci ha rivolto Enzo Palmesano, giornalista libero in terra di camorra, pubblicato da Articolo 21. Palmesano è impegnato da tempo, e spesso in solitudine, a denunciare la criminalità e i suoi legami con la politica e l'economia in quella che viene chiamata "la Svizzera dei clan", nella provincia di Caserta. Nel tempo si sono susseguite le minacce e le intimidazioni nei suoi confronti e in quelli della sua famiglia. L'ultimo attentato il 23 febbraio scorso, in seguito agli arresti scaturiti da un'indagine sul clan Lubrano-Ligato, cui Palmesano ha contribuito esponendosi in prima persona con inchieste e denunce.Ho voluto rispondere che "quanto accade richiama ognuno alla propria responsabilità: chi è impegnato nelle istituzioni deve richiamare lo Stato a un'incessante lotta contro tutte le mafie, deve ancora dare coerenza e continuità alla propria azione; la società civile deve respingere il silenzio, combattere la solitudine, che sono le armi insidiose di chi ti vuole far tacere". Un ruolo centrale spetta ai media, nel difendere il nostro diritto costituzionale a una libera informazione. Per questo, nell'esprimere a Palmesano tutta la mia solidarietà, "mi impegnerò da subito per portare all'attenzione delle istituzioni la questione del rapporto tra informazione e lotta alla criminalità e chiedo agli amici di Articolo 21 di mobilitarci insieme, per organizzare una giornata di riflessione comune e di solidarietà nei tuoi confronti, per l'impegno che da tanti anni porti avanti, spesso in solitudine". Fonte : comunicato stampa

giovedì 19 marzo 2009

Camorra, altri 4 arresti. Sgominata banda dedita a business dei videopoker

CRONACA Maddaloni – All'alba del 18 marzo i Carabinieri del Nucleo Operativo di Maddaloni hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto a carico di 4 giovani maddalonesi, ritenuti affiliati ad un clan camorristico emergente nella cittadina campana. Il provvedimento è stato emesso dalla D.D.A. di Napoli. All'esito delle indagini svolte i 4 giovani sono risultati essere il mandante, gli organizzatori e l'esecutore materiale di un attentato dinamitardo avvenuto il 5 marzo a Maddaloni, in via Palladino, ai danni di Lucia Picillo, vedova del boss Angelo Amoroso, già arrestata dai Carabinieri di Caserta quale appartenente ad un altro clan camorristico di Maddaloni.L'ordigno artigianale predisposto dai giovani era composto da 3 bombe carta collegate tra loro, per un peso complessivo di 4,5 kg. di esplosivo, a loro volta legate con nastro adesivo ad una bombola di gas da campeggio, del peso di 3,5 kg., che avrebbe dovuto amplificare ulteriormente gli effetti dell'esplosione. Se l'ordigno fosse esploso avrebbe potuto sventrare l'intero palazzo, dove vivono varie famiglie, e causare una vera e propria strage; fortunatamente, però, forse a causa della pioggia, o forse per l'imperizia del "bombarolo", la miccia si è spenta e non c'è stata l'esplosione.Le indagini, che si sono sviluppate con intercettazioni, pedinamenti e servizi di osservazione, sono culminate nel fermo di questa notte a carico di Clemente Di Crescenzo, cl. 76, detto "Bocsic"; Angelo Esposito, cl. 79, guardia giurata; la moglie Filomena Cristiano, cl. 88, e Pietro Folgieri, cl. 66, tutti maddalonesi. Le accuse nei loro confronti sono di associazione a delinquere di tipo camorristico finalizzata alla ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi ed esplosivi, alla strage, al tentato omicidio nei confronti di esponenti di un clan camorristico rivale, il tutto con l'aggravante del metodo mafioso. I contrasti tra i due gruppi criminali sono da ricondurre in particolare alla gestione illecita del business dei videopoker e delle slot machines; un affare molto redditizio che in passato aveva causato l'omicidio di Angelo Amoroso, nonchè il più recente omicidio di Vincenzo Di Crescenzo, lo scorso gennaio. In effetti, la mancanza su Maddaloni di soggetti carismatici e di personalità camorristiche di spicco, ha fatto si che la pluralità dei soggetti che orbitavano intorno ad essi abbiano acquisito nel tempo posizioni più importanti, cercando di imporsi con le proprie bande criminali emergenti. Ciò ha generato scissioni e contrapposizioni tra varie frange e, di conseguenza, azioni forti di contrasto tendenti ad aggiudicarsi la supremazia nel territorio.Dopo i numerosi recentissimi arresti da parte dei Carabinieri di Caserta, i giovani pensavano forse di poter approfittare della situazione per allargare e consolidare i loro affari criminali ed il loro controllo del territorio, ma sono arrivate le manette anche ai loro polsi. I militari questa notte alle 5.00 hanno circondato le abitazioni degli indagati Di Crescenzo, Esposito e Cristiano, in via Campolongo, e hanno fatto irruzione all'interno per trarli in arresto. Folgieri invece è stato rintracciato in provincia di Reggio Emilia, a Castelnovo ne' Monti, a casa di alcuni suoi parenti; infatti dopo il fallimento dell'attentato dinamitardo si era allontanato per paura di ritorsioni, sia da parte delle potenziali vittime che da parte dei committenti del lavoro, rimasti insoddisfatti; ma i Carabinieri di Maddaloni sono andati a cercarlo fino a Reggio Emilia, e alle 5.00 sono scattate le manette anche per lui. Al termine delle operazioni di rito i fermati sono stati tradotti presso le Case Circondariali di Santa Maria Capua Vetere e Reggio Emilia, mentre la Cristiano è stata accompagnata presso la Casa Circondariale di Pozzuoli. Fonte : Caserta News

giovedì 12 marzo 2009

Camorra, la Dda fa arrestare 4 esponenti del clan dei casalesi fazione Setola

CRONACA Caserta – Questa mattina, all'alba, quattro presunti appartenenti alla cosca dei casalesi sono stati arrestati su ordine dei pm della Direzione distrettuale antimafia. Gli arrestati farebbero parte del gruppo al cui vertice c'era fino al momento del suo arresto Giuseppe Setola, arrestato a Mignano Montelungo. La Procura ha anche posto sotto sequestro dei beni trovati nella disponibilita' del clan Setola. I quattro pregiudicati sono stati arrestati nel corso di un'operazione congiunta di Dia e carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, coordinata dalla Dda partenopea. Le persone fermate facevano parte del gruppo capeggiato dal latitante Franco Letizia, considerato l'erede di Giuseppe Setola nella gestione della fazione Bidognetti. Tra gli arrestati figurano anche un imprenditore di Castel Volturno e Vincenzo Cirillo, fratello di Alessandro detto 'o sergente', fedelissimo di Setola. L'uomo, secondo gli inquirenti, è subentrato al fratello nell'imposizione del racket delle estorsioni sul litorale domizio. Agli arrestati sono stati contestati reati che vanno dall'associazione per delinquere di stampo mafioso al concorso aggravato dal metodo mafioso in numerose estorsioni. Contestualmente si anche provveduto al sequestro di beni di provenienza illecita tra cui autovetture di grossa cilindrata. Fonte : Caserta News

giovedì 26 febbraio 2009

Camorra, attentato incendiario all'auto del giornalista Enzo Palmesano

Pignataro Maggiore – ''Passata la mezzanotte e cominciato il 25 febbraio, sono entrate in azione le batterie camorristico-mafiose: alcuni vigliacchi hanno cosparso di benzina la mia autovettura e non hanno potuto appiccare il fuoco solo perche' io e la mia innocente famiglia abbiamo dato prontamente l'allarme, mettendoli in fuga''. Lo dichiara in una nota Vincenzo Palmesano, il giornalista del casertano che ha denunciato di essere stato vittima la scorsa notte di intimidazioni. ''Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Capua e della stazione di Pignataro Maggiore'', spiega il giornalista, che racconta anche che ''per tutta la giornata di ieri si sono messe in funzione contro di me le batterie giornalistiche e politiche, essendo io reo di non voler stare in silenzio di fronte allo strapotere politico-mafioso della cosca Lubrano-Ligato, nelle ore precedenti colpita dal blitz della Direzione distrettuale antimafia e dei carabinieri''. ''Fino a quando le manette non scatteranno ai polsi dei referenti e dei protettori politici della camorra - conclude Palmesano - io sono in grave pericolo perche' padroni del potere e padrini mafiosi non sono riusciti altrimenti a mettere a tacere con le pressioni, le querele, le minacce e le ritorsioni professionali''. Fonte : Caserta News

lunedì 2 febbraio 2009

Camorra, arrestati quattro esattori del clan dei casalesi gruppo "Bidognetti-Setola"

Castel Volturno – Dopo l'arresto dei componenti del gruppo di fuoco del clan Setola, nella serata di ieri, la polizia arresta gli "esattori" dell'organizzazione criminale. La squadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore dr. Rodolfo Ruperti, coadiuvata dal servizio centrale operativo e dagli equipaggi dei reparti prevenzione crimine della polizia di stato, ha eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla procura distrettuale di Napoli nei confronti di: Esterino Antonucci, nato a apoli il 7-3-1970, res. a Castel Volturno, alias "biscotto", pregiudicato; Alessandro Gravante, nato a grazzanise il 1-11-1950, res. a Castel Volturno, soprannominato "zi lisandro u' giudice", pregiudicato, sorvegliato speciale; Aldo Russo, nato a Castel Volturno il 11-3-1962, ivi redisente, alias "u' marocchino", sorvegliato speciale; Massimo Vitolo, nato a Castel Volturno il 27-8-1958, ivi residente, sorvegliato speciale. Tutti gli arrestati sono gravemente indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso, per la loro appartenenza alla organizzazione denominata clan dei "Casalesi-fazione Bidognetti e piu' direttamente al gruppo facente capo a Giuseppe Setola, e di estorsione continuata ed aggravata dal ricorso al metodo mafioso. Le indagini della squadra mobile hanno permesso di individuare gli appartenenti al clan setola che negli ultimi mesi avevano assunto, sotto la sua egida, la conduzione delle attivita' estorsive sul litorale domitio, vessando sistematicamente numerosissimi commercianti ed imprenditori, anche attraverso la pretesa e la riscossione di modeste somme di denaro, al fine di coseguire non solo un illecito guadagno ma, soprattutto, per ribadire ed affermare il predominio del gruppo bidognettiano in un'area storicamente soggetta al suo controllo. Gli investigatori, anche attraverso attivita' di intercettazione telefonica ed ambientale, hanno ricostruito numerosi espisodi estorsivi, praticati in forma capillare e continua attraverso una metodica vessazione degli operatori economici del litorale domitio. Le indagini, innanzitutto, hanno consentito di individuare in Esterino Antonucci, sino a pochi mesi fa ritenuto pregiudicato di piccolo spessore criminale ed estraneo alle organizzazioni camorristiche, il principale referente di Giuseppe Setola riguardo alla riscossione ed alla distribuzione delle estorsioni, evidenziandone il ruolo di "cerniera" tra gli storici affiliati e le nuove leve che ne hanno ereditato la conduzione delle attivita' illecite sul territorio.Antonucci aveva assunto un ruolo preminente in tali attivita', organizzando e pianificando con criminale determinazione l'attivita' degli altri fermati, cui era assegnato prevalentemente il ruolo di "contattare" le vittime e "riscuotere" materialmente il pizzo, anche se gli stessi partecipavano ai processi decisionali del gruppo.Tra le vittime del sodalizio criminale sono stai individuati titolari di caseifici, negozi di elettronica, ma anche piccoli artigiani ed ambulanti ed i raccoglitori delle pigne della pineta di Castel Volturno, cui, a seconda della raccolta, veniva imposto il pagamento di una cifra fissa per quintale. L'attivita' estorsiva non risparmiava neppure persone vicine o imparentate con altri gruppi criminali, cui, comunque, veniva reso il favore di effettuare un "regalo".La tangente, addirittura, veniva imposta anche ai figli di uno dei "fermati", Alessandro Gravante, raccoglitori di pigne. Il denaro estorto, come risulta esplicitamente dalle conversazioni intercettate, veniva in gran parte consegnato, sino al suo arresto, direttamente a Setola, ed in parte diviso tra gli affiliati.Tre dei fermati, gravante, Russo e Vitolo erano sottoposti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nei comuni di residenza e sono noti per la loro storica affiliazione al "clan Bidognetti", per il quale svolgevano il ruolo fiduciario di "esattori". Gli stessi erano stati condannati nel gennaio 2002, insieme a Cirillo Francesco, cl. '74 e Cirillo Alessandro, cl. '76, a sei anni di reclusione per la tentata estorsione in danno di noviello domenico, titolare di un'autoscuola assassinato dal gruppo setola il 16 maggio 2008 a Baia Verde. Fonte : Caserta News

mercoledì 21 gennaio 2009

Camorra, Maroni incontra autori arresto Setola: «L'obiettivo è vittoria finale»

Roma – I successi raggiunti negli ultimi mesi nella lotta al contrasto del clan dei Casalesi nel casertano, e più in generale nella lotta alla camorra sono il risultato di un «modello di eccellenza che vogliamo continuare ad applicare anche nella lotta alle altre organizzazioni criminali». Lo ha detto il ministro Roberto Maroni nel corso dell'incontro di questa mattina al Viminale con i vertici della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza. Agli uomini e le donne delle forze dell'ordine impegnati sul campo il titolare del Viminale ha espresso il riconoscimento e la soddisfazione per gli importanti risultati nella cattura di latitanti, ultima quella del killer Giuseppe Setola, e nel sequestro dei patrimoni ai gruppi della camorra nel casertano. Un 'modello di eccellenza', ha sottolineato Maroni, che si fonda sul coordinamento e sulle sinergie tra le forze dell'ordine e la magistratura napoletana e casertana. Contro le mafie, ha poi sottolineato il ministro, c'è e ci sarà «una lotta senza quartiere e senza titubanze» che vede impegnate tutte le componenti dello Stato e la società civile «che sta dando segnali importanti», ed il cui obiettivo «è la vittoria finale» contro le organizzazioni criminali. Il capo della polizia Antonio Manganelli ha sottolineato che i risultati conseguiti in questi mesi nel casertano sono il frutto «di un grande lavoro e di un grande impegno». «Sono certo - ha ribadito Manganelli - che ulteriori risultati arriveranno». Una certezza condivisa dal comandante generale dell'Arma dei carabinieri Gianfrancesco Siazzu che ha sottolineato l'importanza del lavoro investigativo che ha portato alla cattura di feroci latitanti come Setola, arrestato proprio dai carabinieri. Risultati - ha sottolineato Siazzu - di un lavoro «svolto ogni giorno in silenzio; che non sono solo dei carabinieri, della polizia di Stato o della Guardia di finanza: sono il frutto di una sinergia che ci vede tutti uniti». Insieme al capo della polizia, al comandante generale dell'Arma dei carabinieri ed al comandante in seconda della Guardia di finanza Nino Di Paolo hanno partecipato all'incontro il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso e il procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli Franco Roberti. Fonte : comunicato stampa

martedì 20 gennaio 2009

Camorra, trovato ordigno inesploso nei pressi del covo di Giuseppe Setola

Trentola Ducenta – Un ordigno esplosivo e' stato ritrovato nel cantiere di una casa in costruzione a Trentola Ducenta, in via Cottolengo, nei pressi del covo di Giuseppe Setola, presunto capo dell'ala "stragista" del clan dei Casalesi arrestato dai carabinieri giovedi' scorso. La bomba e' stata rinvenuta da agenti del commissariato di polizia di Aversa. La miccia era stata accesa ma si era poi spenta, e questo aveva impedito che ci fosse la conseguente deflagrazione. La pista piu' battuta e' quella dell'estorsione di stampo camorristico da parte dei fiancheggiatori di Setola rimasti ancora in liberta'. Fonte : Caserta News

mercoledì 14 gennaio 2009

Camorra, senza sosta la caccia a Giuseppe Setola

Caserta – Continua senza sosta la caccia a Giuseppe Setola, il boss superlatitante dei Casalesi che ieri, scappando attraverso le fogne è sfuggito alla cattura. Posti di blocco sono stati attuati nel Casertano ma anche nel Napoletano; controllati pregiudicati ma ancor di più 'insospettabili'': sono loro, secondo gli inquirenti, il nucleo fondante della rete che protegge la latitanza del boss. Setola ieri è riuscito nuovamente a farla franca, Scalzo e in pigiama, all'arrivo dei carabinieri si è calato in una botola, appositamente costruita nella camera da letto, è la corsa lungo le fogne. Poi, attraverso un tombino, la 'salvezza' poco distante la sua abitazione dove si era rifugiato, a Trentola Ducenta; l'auto rapinata ad una donna, poi ritrovata nel Napoletano. Continua, dunque, la latitanza del boss tra i più pericolosi d'Italia, accusato della strage degli immigrati di Castel Volturno, agguati, omicidi, estorsioni. Nel suo covo i militari hanno sequestrato 12mila euro in banconote di vario taglio. Ora potrebbe essere decisivo l'interrogatorio della moglie di Setola, Stefania Martinelli, anche lei, ieri, nel rifugio e arrestata per possesso di una pistola. Forse domani l'udienza di convalida ed un interrogatorio che potrebbe fra luce sulla rete che protegge il super boss. Fonte : Caserta News