giovedì 29 gennaio 2009

Sgominata una holding internazionale, sequestro di oltre un milione di euro contraffatti.

CASERTA - Quattro laboratori clandestini per la falsificazione di banconote, monete e marche da bollo sono stati scoperti dai carabinieri nel corso delle indagini che stamani hanno portato all'operazione per l'esecuzione di 109 ordinanze di custodia cautelare. Nel corso delle stesse indagini sono state sequestrate banconote false per oltre un milione e 240 mila euro e arrestate 50 persone, due delle quali in Spagna. Fin dall'alba, la vasta operazione dei carabinieri denominata 'Giotto' per l'esecuzione di 109 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di appartenenti a varie associazioni per delinquere finalizzate al falso monetario. L'operazione è stata svolta in tutta Italia, tra la Campania, la Calabria, il Lazio, la Sicilia, la Lombardia, l'Emilia Romagna, la Toscana, la Puglia e la Basilicata. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, tra le diverse associazioni finalizzate al falso c'era una vera e propria 'rete' operante su tutto il territorio nazionale e con diramazioni in Germania, Spagna e Lituania. Le misure restrittive in via d'esecuzione colpiscono le strutture associative individuate come componenti di una vera e propria 'holding del falso', dopo che nelle precedenti fasi investigative erano già stati scoperti quattro laboratori clandestini per la falsificazione di banconote, monete e marche da bollo, sequestrate banconote false per oltre 1.242.000 euro e tratte in arresto 50 persone, due delle quali in Spagna. E' questo il risultato di una complessa attività d'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina e condotta dal comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria insieme ai colleghi del Comando antifalsificazione monetaria, che si è articolata anche attraverso canali di cooperazione internazionale di polizia e con il supporto di organismi comunitari dell'Olaf e della Bce. Le persone coinvolte nell'operazione, secondo l'accusa, avevano dato vita ad una vera e propria holding criminale. Il lavoro investigativo, coordinato dalla Ddda della città dello Stretto, ha scoperto che gli indagati avevano costituito un'organizzazione a rete con ramificazioni anche all'estero. La gang non era direttamente collegata alla 'ndrangheta, anche se questa avrebbe poi poi provveduto a piazzare il danaro. Nel corso dell'attività investigativa i carabinieri hanno scoperto quattro laboratori per la falsificazione di monete, banconote e valori bollati, sequestrando danaro per un milione e 240 mila euro, arrestando, nel contempo, una cinquantina di persone. Avevano costituito un vero e proprio ''cartello'' per la produzione e la distribuzione capillare di banconote, valori bollati e documenti di identità falsi: 109 persone arrestate questa mattina dai carabinieri nell'operazione 'Giotto'. Erano strutturati in distinti gruppi criminali collegati tra loro a formare un ''network'' operante su tutto il territorio nazionale e con diramazioni in Germania, Spagna e Lituania. Oltre 700 carabinieri sono stati impegnati nell'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare e dei 150 decreti di perquisizione emessi dal gip e dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria. La complessa attività investigativa e' stata avviata nel 2005 dai carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo che nell'ambito d'una loro indagine antimafia colsero i primi riscontri sintomatici d'un diverso contesto criminoso, finalizzato appunto alla sistematica pratica del ''falso'', e ne acquisirono un'iniziale conferma con l'arresto, in provincia di Napoli, di un indagato trovato in possesso di circa 100mila euro falsi. Il profilarsi dello scenario d'una ramificata rete di falsari, estesa in ambito nazionale e anche oltre confine, portò la Dda reggina ad avviare un distinto procedimento penale e a dedicarvi un pool investigativo particolarmente qualificato. Oltre al Reparto operativo provinciale è stato affiancato il Comando antifalsificazione monetaria di Roma, l'organo centrale dell'Arma specializzato nel settore della prevenzione e del contrasto al falso nummario a livello nazionale ed internazionale. Sotto la direzione dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria, gli investigatori dell'Arma hanno operato attraverso l'attivazione di canali di cooperazione internazionale, sia con omologhe forze di polizia estere (tramite dell' Ufficio Centrale Nazionale del Falso Monetario della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Ministero dell'Interno) sia con organismi comunitari (l'European Technical and Scientific Centre dell'OLAF - Ufficio per la Lotta Antifrode della Commissione Europea - di Bruxelles ed il Central Analysis Centre della Banca Centrale Europea di Francoforte) dai quali sono venuti supporti di approfondimento tecnico specialistico. L'inchiesta, nelle sue precedenti fasi, aveva portato alla scoperta, nelle provincie di Napoli, Caserta e Reggio Calabria, di quattro "laboratori" clandestini per la produzione di banconote, monete e marche da bollo false, all'arresto in flagranza di 50 persone (due delle quali in Spagna) ed al sequestro di banconote false (da 20, 50 e 100 euro) per un valore nominale complessivo di oltre 1.242.000 euro. Dall'inchiesta contro un cartello di bande di falsari di euro che operava in tutta Italia ''emerge per l'ennesima volta la poliedricità della mafia calabrese: dal traffico degli stupefacenti agli appalti, dalle truffe alla produzione di banconote false, che sfrutta ogni occasione di guadagno illecito''. A dirlo è stato il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, incontrando i giornalisti. ''Quella di oggi - ha aggiunto - è un'operazione specialistica, partita grazie all'intuito dei carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo e del Comando provinciale, che si è estesa progressivamente al resto d'Italia e d'Europa''. Per il colonnello Alessandro Gentili, del comando generale dell'Arma, ''è stato possibile smantellare una cosi' vasta organizzazione grazie alla simbiosi messa in campo con le autorità comunitarie. Oggi si producono ottimi falsi di monete e banconote che vengono spesso utilizzate in Africa e sud America. E' chiaro che non riusciremo a smantellare per sempre i falsari italiani, ma possiamo certamente dire che oggi abbiamo inferto un duro colpo a questa organizzazione che ci lascerà per un certo tempo tranquilli''. Il comandante provinciale di Reggio, colonnello Leonardo Alestra, ha illustrato le caratteristiche dell'indagine sul versante calabrese. ''Da Melito Porto Salvo - ha detto - dove si realizzavano i bolli falsi, è stato possibile avviare una indagine che ha svelato contatti e sinergie tra criminali che agivano per compartimenti stagni, dove ognuno rispondeva per il proprio operato e in un quadro in cui molti degli arrestati neppure si conoscevano''. Michael Muller, direttore dell'organismo contro le frodi comunitarie(Etsc/Olaf) e Martin Mund, rappresentante della Bce hanno posto in evidenza la pericolosita' delle banconote false immesse sul mercato che per i loro tagli, da 100, 50 e 20 euro sono altamente spendibili. Le misure cautelari in carcere del Gip del tribunale di Reggio Calabria, emesse nel contesto dell'operazione "Giotto", sono 90. Lo stesso ufficio ha spiccato anche 19 ordinanze di custodia domiciliare, mentre l'attività di polizia giudiziaria, coordinata dalla procura della Repubblica reggina, tra l'altro, ha fatto registrare ben 164 perquisizioni domiciliari. Nel corso dell'indagine, avviata nell'aprile del 2004 in seguito alla scoperta di una stamperia di euro falsi a Melito Porto Salvo a Reggio Calabria, una cinquantina di persone sono state arrestate in flagranza di reato. Oltre al sequestro di banconote false per un totale di un milione 242.070 euro, l'attività d'indagine ha scoperto una stamperia clandestina a Carinola, nel Casertano, una zecca clandestina ad Afragola, un laboratorio serigrafico a Grumo Nevano e la tipografia clandestina per la stampa di marche da bollo false a Melito Porto Salvo, nel Reggino. L'operazione "Giotto", secondo quanto è stato reso noto nel corso di una conferenza stampa, ha individuato 11 distinte associazioni per delinquere tra loro collegate al punto da formare un network di falsari, denominato "cartello del falso", attivo in tutto il territorio nazionale ed anche all'estero. Gli associati dei vari cartelli non si conoscevano tra loro ed i contatti e l'interscambio, tra le varie maglie di questa rete criminale, avvenivano tramite i vertici dei singoli sottogruppi. A capo di questi ultimi vi erano Carmelo Araniti (29 i sodali) con "giurisdizione" su Reggio Calabria e con proiezioni in Sicilia; Antonino Toscano, coadiuvato da nove persone, con competenze sulla città dello Stretto e Cosenza; Pasquale Franco che godeva della collaborazione di undici complici che agivano su Napoli e Reggio Calabria; Antonio Esposito, nel cui sottogruppo vengono indicate 22 persone di Napoli e Reggio Calabria con proiezioni a Roma, Catanzaro e in Belgio; Davide Grimaldi ed Enrico Di Donato, aiutati rispettivamente da 16 e 24 complici con competenze su Napoli e provincia; Giovanni De Fabbio, con i suoi otto complici, con competenza su Afragola; Errico Prezioso e Giuseppe Lampinelli, con 8 e 5 sodali, il cui campo d'azione erano Napoli e Provincia. Due sottogruppi, composti da 11 persone, avevano come punto di riferimento Enrico Cante di Carinola. A Napoli e provincia, complessivamente operavano oltre 5 persone, con proiezioni in Spagna, Germania e Lituania. I provvedimenti restrittivi in carcere, emessi dal Gip del tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale procura della Repubblica, dell'operazione "Giotto" hanno raggiunto: Ciro Amodio, 46 anni di Afragola (Na), Carmelo Araniti (55) Reggio Calabria, Tommaso Armenio (37) Pompei (Na), Giuseppe Bartolomeo (52) Cosenza, Francesco Basile (52) Napoli, Giuseppina Basile (38) Giugliano (Na), Raffaella Basile (35) Giugliano (Na), Giuseppe Bruno (49) Napoli, Domenico Cante (44) Giugliano (Na), Enrico Cante (41) Giugliano (Na), Antonio Cardinale (50) Napoli, Antonio Cattolico (58) Mondragone (Caserta), Angelo Celetta (60) Montella (Av), Carmine Chianese (44), alias "mano mozza" di Parete (Ce), Antonio Clemente (55) Montella, Maurizio Codispoti (50) Graffignano di Viterbo, Mario Cappola (33) Napoli, Giovanni De Fabbio (49) Napoli, Salvatore De Franco (45) Ciro (Crotone), Antonio Del Sole (26) Napoli, Ciro Del Sole (45) Napoli, Enrico Di Donato (35) Napoli, Antonio Esposito (60) Napoli, Antonio Esposito (73) Napoli, Eduardo Esposito (42) Napoli, Francesca Esposito (43) Napoli, Pasquale Esposito (33) Napoli, Vincenzo Esposito (65), alias "americano" di Napoli, Paolo Falco (39) Reggio Calabria, Nino Fiorillo (379 Mondragone (Ce), Alfredo Franco (31) Caivano (Na), Pasquale Franco (53) Caivano (Na), Vittorio Franco (30) Napoli, Domenico Gioia (68) Napoli, Davide Grimaldi (35) Napoli, Giacomo Iafulli (43) Napoli, Ciro Imparato (28) Napoli, Mario Ioime (43) Napoli, Ivan Ioime (22) Napoli, Gaetano La Vecchia (48) Casalnuovo di Napoli, Giuseppe Leone (54) Catanzaro, Pietro Le Piane (42) Marano Principato ( Cosenza), Antonino Lotta (61) Messina, Michele Lucaioli (37) Afragola (Napoli), Cinzia Lugaresi (45) Napoli, Francesco Malaspina (70) Reggio Calabria, Serafino Malena (47) Cirò Marina (Kr), Lucio Marotta (49) Giugliano (Na), Carmelo Maugeri (40) Afragola (Na), Massimiliano Mazza 836) Napoli, Gaetano Mercadante (44) Napoli, Antonino Minniti (52) Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), Paolo Mirra (28) Casalnuovo di Napoli, Antonio Morelli (33) Frosinone, Gennaro Nappa (58) Aversa (Ce), Salvatore Pacella (36) Napoli, Redentore Pazienza (54) Nocera Torinese (Cz). Stesso provvedimento per Gennaro Panico (26) Napoli, Guido Pellino (37) Arzano (Napoli), Luigi Petriccione (38) Afragola (Na), Matilde Maria Platone (65) Napoli, Enrico Prezioso (66) Napoli, Giovanni Puglisi (77) Messina, Giuseppe Puzone (43) Afragola (Na), Demetrio Quattrone (37) Reggio Calabria, Immacolata Antonietta Rappoccio (51) Reggio Calabria, Luigi Reccia (55) Caivano (Napoli), Romeno Vincenzo (41) Montebello Ionico ( Reggio Calabria), Concetta Sauchella (31) Frosinone, Salvatore Scarpati (37) Napoli, Giuseppe Schinti Roger (38) Napoli, Antonio Silvano (57) Sant'Anastasia (Napoli), Gennaro Silvano (35) Napoli, Luisa Spada (50) Sessa Aurunca (Caserta), Ferdinando Suraci (41) Reggio Calabria, Francesco Tambaro (70) Villaricca (Napoli), Oriano Tebaidi (57) Bologna, Pietro Testa (64) Napoli, Antonino Toscano (55) Reggio Calabria. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Reggio Calabria ha posto ai domiciliari Pasquale Aragona (36) Reggio Calabria, Angelo Caratelli (58) Colleferro ( Roma), Alessandro Carbone (43) Napoli, Gincarlo Casadei (67) Perugia, Antonino Cogliando (49) Reggio Calabria, Carmine Di Martino (80) Torre Annunziata (Na), Domenico Gullì (50) Melito Porto Salvo (Rc), Maria Imperiale (43) Napoli, Pasquale Lacetera (74) Bitonto (Bari), Giovanna Napolano (65) Napoli, Giuseppe Nicolazzo (68) Reggio Calabria, Gianfranco Paniccia (67) Roma, Fortunato Pennestrì (34) Reggio Calabria, Francesco Richichi (46) Reggio Calabria, Domenico Roda' (44) Bruzzano Zeffirio (Rc), Alfredo Romeo (34) Reggio Calabria. Sono tuttora ricercati perchè destinati a finire in carcere Salvatore Alfonso (54) Messina, Ciro Carrino (46) Giugliano Napoli, James Dabbie (36) originario del Ghana, Salvatore Del Sole (23) Napoli, Giuseppe Lampitelli (33) Napoli, Gennaro La Vecchia (30) Napoli, Achille Lauri (61) Sarno (Salerno), Pietro Lauri (57) Palma Campania (Napoli), Abdelhamid Ben Monji Mabrouk (50) tunisino, Giuseppe Manna (46) Napoli, Giovanni Vecchiattini (61) Milano; Giovanni Mangiagli (47) Catania il quale è ricercato per la notifica del provvedimento degli arresti domiciliari. C'erano anche monete da 2 euro tra i tagli di denaro falsificati dalla banda sgominata oggi dai carabinieri. Gli inquirenti hanno individuato tre punti di produzione diversa: a Varcaturo avveniva la produzione del materiale idoneo per la coniazione delle monete, ad Avellino la lavorazione delle materie prime (metallo e rame) e ad Afragola la coniazione finale delle monete. Si parlava di ''maglietta'' o ''campionario'' quando nelle conversazioni telefoniche i componenti della banda di falsari discutevano tra loro. E' stato proprio questo linguaggio criptico a stuzzicare la curiosità degli inquirenti, che intercettavano alcuni di loro per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti. Con la modifica del linguaggio usato, cambiava anche l'oggetto a cui ci si riferiva. Non più ''appartamenti'' come era entrato nell'uso comune per indicare gli stupefacenti, ma altri nomi che indicavano affari diversi. I sospetti hanno trovato conferma quando nel settembre 2005 Redentore Pacienza, 54 anni, residente a Nocera Terinese, è stato trovato con banconote false per un totale di 100mila euro in biglietti da 50 euro, marche da bollo contraffatte. Il materiale era destinato ad un personaggio di origini calabresi che abitava in Belgio. Da questo episodio seguono intercettazioni telefoniche e il coinvolgimento del Comando carabinieri antifalsificazione monetaria di Roma che ha fornito il supporto tecnico alle indagini, concluse con l'arresto di 109 persone per un totale di 175 indagati. Gli associati al cartello del falso consegnavano i documenti falsi ''rifiniti'' ai vari collaboratori che accompagnavano le persone scelte ad effettuare l'incasso. Infine raccoglievano gli incassi, devolvendo ai componenti del sodalizio le percentuali concordate per ogni singola operazione portata a buon fine. Giovanni De Fabbio (49 anni) invece "distribuiva i compiti agli associati, predisponendo le attrezzature necessarie, coordinando la produzione, occupandosi materialmente della coniazione delle monete". Altri arrestati rifornivano l'associazione fabbricando falsi documenti d'identità e altri ancora fungevano da intermediari per l'acquisto di banconote false al fine di favorirne lo smercio. La falsificazione delle banconote in tagli da 20, 50 e 100 euro ''per la loro ottima qualità'' risultano ''particolarmente apprezzate anche in altri Stati europei, quindi dirette a soddisfare richieste illecita non solo interne''. Lo scrive il gip di Reggio Calabria nell'ordinanza di custodia cautelare a carico dei 109 falsari, che aggiunge: ''Siamo di fronte a contraffazioni in grado di ingannare anche i fruitori piu' attenti''. Anche la Bce e l'Europol, che hanno esaminato le banconote false, hanno riconosciuto che il prodotto è di ottima qualità. Inoltre hanno rilevato alcuni dettagli comuni che ''lasciano presupporre dei contatti fra le tipografie''. ''In particolare -scrive il magistrato- dall'attività d'indagine emerge un legame tra la contraffazione da 20 euro e quella da 50 euro, accostamento che è confermato dalla loro tecnica di stampa offset in quadricromia, mentre la contraffazione da 100 euro è sottoposta anche a processi produttivi di stampa offset al tratto, rivelando una tecnica tipografica assolutamente superiore e differente''. A fare la differenza è la 'C' che è simile sulle banconote da 20 e 50 euro, mentre sostanzialmente diversa su quelle da 100 euro. Fonte: CasertaC'è

Rapinano un'anziana in piazza Mercato: arrestate

CAPUA - I Carabinieri dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Capua hanno tratto in arresto due cittadine romene Ruja Julieta dell’81 e Archiudean Eva dell’83 responsabili di rapina aggravata. Sotto la minaccia di un coltello a Capua nei pressi della piazza Mercato hanno rapinato il portafogli contenente 150 euro e il cellulare di una signora anziana di capua, dileguandosi subito dopo. Immediate indagini hanno permesso di identificare le due romene e di trarle in arresto in un appartamento nell’ex campo profughi di Capua. La refurtiva è stata recuperata e restituita all’anziana donna. Ore le due sono rinchiuse nel carcere femminile di Pozzuoli. Fonte: CasertaC'è

Rapinò 3.000 euro ad automobilista: arrestato 36enne

Marcianise – Ieri mattina, a conclusione di una mirata attivita' investigativa, e' stata data esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall'ufficio G.i.p. presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti del 36enne pregiudicato Raffaele Pistucci, residente a Napoli, ritenuto responsabile di rapina aggravata in concorso. Dall'attivita' d'indagine minuziosamente espletata e' emerso che l'uomo, unitamente a due complici in corso d'identificazione, in data 16 settembre 2008 era riuscito a forzare ed a penetrare all'interno dell'autovettura di una persona (un 40enne di Portico di Caserta) che si era recata presso la filiale di una banca a Casagiove per prelevare la somma contante di euro 3.000; successivamente aveva costretto la vittima, dietro minaccia di una pistola, a guidare la propria autovettura in una zona di campagna a Marcianise, ove gli aveva rapinato insieme ai complici la suddetta somma. Grazie agli elementi forniti in sede di denuncia dalla vittima, i militari sono riusciti ad identificare il Pistucci, nei cui confronti e' stato emesso il provvedimento restrittivo, notificato presso la casa circondariale di Napoli-Poggioreale, ove si trovava detenuto da circa due settimane per un altro reato contro il patrimonio commesso a Casoria. Sempre a Marcianise, nel pomeriggio di ieri, durante un servizio preventivo, i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato per "violazione della normativa sull'immigrazione" il 23enne albanese Blerim Hoxha, che ha continuato a permanere sul territorio nazionale nonostante fosse colpito da decreto d'espulsione dal 23 aprile 2008. Al momento del controllo, era in compagnia di un connazionale nei cui confronti e' stata avviata la procedura d'espulsione. Per l'arrestato, nella mattinata di domani sara' celebrato il rito direttissimo. Fonte : Caserta News

Misura cautelare per 63enne pregiudicato

S.Maria C.V. – Nel pomeriggio di ieri i carabinieri hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di aggravamento di misura cautelare in carcere emessa dalla corte d'appello di napoli, nei confronti del 63enne pregiudicato Salvatore Grauso, residente a Santa Maria Capua Vetere. Il provvedimento restrittivo e' stato emesso a seguito dell'arresto per "evasione dagli arresti domiciliari" effettuato lo scorso 5 gennaio. Il Grauso si trovava ai domiciliari poiche' condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione per "rapina in concorso". Dopo le formalita' di rito, l'arrestato e' stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Fonte : Caserta News

Diana (Pd): "Pronto il nostro programma per la città"

Aversa – All'indomani del coordinamento cittadino del PD, interviene Gennaro Diana, coordinatore della Segreteria PD di Aversa, il quale dichiara:" Stiamo elaborando un documento programmatico per un modello amministrativo e di governo della città di Aversa alternativo a quello dell'amministrazione Ciaramella. Proporremo una soluzione adeguata relativamente alle varie questioni che toccano e riguardano la città: urbanistica, ambiente, mobilità e trasporti, commercio,viabilità, sviluppo e attività produttive, sicurezza e legalità,politiche sociali. Insomma credo sia giunto il momento di restituire ad Aversa una funzione indiscussa di città capofila dell'intero agro aversano e questo è possibile solo attraverso un rilancio amministrativo adeguato che dia un'immagine diversa rispetto a quella attuale. E' sotto gli occhi di tutti i cittadini il degrado e l'invivibilità cui si assiste. Purtroppo le scelte di questa amministrazione si stanno rivelando completamente sbagliate e infelici e in alcuni casi c'è da restare molto sconcertati come è accaduto per la bocciatura del SIAD da parte della Regione perché non conforme al piano regolatore se si pensa che Aversa è l'unico comune della provincia di Caserta a non essere dotato del piano di commercio. Il PD ha il dovere politico a tutti gli effetti di guidare la coalizione di centrosinistra. Non è consentito a nessuno però di gettare discredito all'operato del nostro partito in maniera tra l'altro del tutto faziosa così come ha fatto il segretario di un partito(Monica del PDCI), il quale dovrebbe evidentemente riflettere sulla difficoltà che il suo e altri partiti della cosiddetta sinistra hanno riscontrato nel conseguimento dei consensi elettorali in occasione delle ultime elezioni politiche. Né tantomeno è accettabile che si venga a sindacare la dialettica interna di un grande partito, il Pd, all'interno del quale è fisiologico un dibattito caratterizzato da un pluralismo di idee, vera ricchezza di questo nuovo soggetto politico. Quanto ad una presunta assente azione di opposizione del PD in consiglio comunale, ricordo infine, che sebbene ridotti ad una minima ma valida rappresentanza nella persona di Francesco Gatto, siamo stati gli unici ad aver espresso voto contrario alla delibera di affidamento esterno del servizio di igiene urbana diversamente dai consiglieri di altri partiti di minoranza, i cui segretari ci accusano addirittura di inerzia politica. Per questa ragione dico no ai giudizi sommari e invito tutti i partiti che si richiamano alla nostra coalizione al massimo senso di responsabilità politica." Fonte : comunicato stampa

Polverino: Dipendenti senza stipendio, Interporto fallito

Marcianise – Dopo la denuncia della Cisas sul momento di crisi dell'Interporto, arriva puntuale l'interrogazione del Consigliere di An, Angelo Polverino. I dipendenti senza stipendio sono sul piede di guerra ed intenzionati ad andare fino in fondo. Si annunciano tempi duri per l'Interporto, che doveva essere lo snodo cardine su cui stabilizzare una fetta consistente dell'economia casertana. Ma si configura sempre di più come un grande bluff. "La verità - precisa l'alleanzino - è che siamo sempre agli annunci senza fine. Le giuste rivendicazioni del personale entrano in contrasto con le certezze dell'assessore Cascetta. Certezze vecchie che si trasformano in perplessità quando lo stesso assessore afferma che intende definire e realizzare un sistema regionale di centri merci, che faccia perno sui due poli di Nola e Marcianise e sul costruendo impianto di Battipaglia. Non è pensabile che dopo i finanziamenti a pioggia, fatti ricadere negli interporti della Campania, senza dimenticare quello di Marcianise - Maddaloni, si è ancora alla fase della definizione e realizzazione". L'attacco di Polverino è sulle eccessive cifre investite dalla Regione cui corrispondono perdite di tempo. Gli interporti nel resto dell'Italia sono attivi, particolarmente quelli sulle grandi direttive di traffico tra il nord ed il sud dell'Europa. Senza andare troppo lontano, basta rendersi conto dell'efficienza dell'interporto di Ancona. "Lo stallo si ha solo da noi - continua il Consigliere di An. L'assessore Cascetta deve spiegare, a questo punto, come sono stati programmati gli investimenti per 709 milioni di euro di cui il 62% sono stati già spesi o sono disponibili. E' inutile che ricorre alle relazioni cattedratiche, buone solo per chi sogna. Nel casertano, il sistema dell'intermodale ha creato due realtà in contrasto tra di loro. In una di essa piovono milioni, nell'altra miseria. I lavoratori sono costretti richiedere arretrati e tredicesime a fronte dei sovvenzioni pubbliche, che vengono destinate per il consolidamento del nostro interporto, mai realizzato e che dura da anni. Tralascio il clientelismo ed il cannibalismo della politica di potere della sinistra nella gestione dei posti di lavoro, ma non è possibile che ogni volta che si parla del nostro interporto è solo per le difficoltà interne alla struttura, che doveva assicurare il lavoro a migliaia di persone ed il rilancio della provincia. E' da oltre un decennio che aspettiamo il definitivo assestamento dell'interporto. Il nostro non è mai partito ed è costato un mare di denaro pubblico. Per questo chiamo in causa direttamente l'assessore Cascetta, affinché mi fornisca al più presto i dettagli di tutti gli investimenti fatti ricadere nella struttura, ridotta a passerella di autorità straniere e politiche, ignare di quello che si nasconde dietro quest'altra imponente opera dell'inganno. I responsabili della logistica farebbero bene a mostrare il vero volto dell'interporto, quello dei disoccupati e delle spese folli". Fonte : comunicato stampa

Torna il calcio al campo sportivo “Marco Spinelli”

Alife – Torna il grande calcio nel capoluogo alifano. Il campo sportivo comunale "Marco Spinelli", dopo gli imponenti lavori di restyling realizzati dall'amministrazione comunale retta dal sindaco Roberto Vitelli, su impulso dell'assessore delegato allo Sport Raffaele Rao, è tornato ad ospitare le gare casalinghe della locale squadra di calcio dell'Alife, impegnato nel campionato di seconda categoria nel girone molisano e costretto fino ad oggi a disputare fuori paese anche le partite interne. Una bellissima soddisfazione per i tantissimi cittadini alifani appassionati di calcio che, da oltre due settimane, possono godersi le imprese della compagine cittadina nel rinnovato campo sportivo, al centro di una profonda opera di ammodernamento e adeguamento funzionale che ha visto il rifacimento del manto in erba e del sottostante sistema di drenaggio che ne permette una perfetta impermeabilizzazione rispetto alle incessanti piogge degli ultimi mesi, la realizzazione delle nuove panchine ed il rifacimento totale ex novo della recinzione antiscavalco del rettangolo di gioco. Lavori eseguiti a regola d'arte e puntualmente in conformità alle prescrizioni federali della Figc, con la previsione anche di due distinti ingressi per i tifosi locali e per i tifosi ospiti, con entrambi destinati a diversi settori del pubblico divisi tra di loro senza possibilità che le tifoseria vengano a contatto tra di loro. Quanto agli spogliatoi, anche qui sono state rispettate in pieno le recenti regole federali con la realizzazione di servizi igienici e locali spogliatoi per le due squadre dei locali e degli ospiti, per la terna arbitrale e per le donne atteso che, negli ultimi tempi, sempre più frequente si registra la presenza di rappresentanti del gentil sesso tra guardalinee e fischietti. Finalmente, dopo decenni di attesa, ad Alife si potrà giocare a calcio anche di sera visto che l'amministrazione Vitelli ha anche provveduto alla realizzazione dell'impianto di pubblica illuminazione con l'installazione di tori faro in grado di fare luce sul campo di calcio. Analogamente, è stato sistemato a verde anche il piazzale antistante l'intero impianto sportivo "Spinelli" rendendolo davvero accogliente per gli sportivi di tutte le discipline che quotidianamente frequentano il centro attesa anche la presenza del nuovissimo palasport inaugurato recentemente e dedicato al compianto Fernando Guadagno. Fonte : comunicato stampa

Autovelox, Automobilisti vessati: la denuncia del Pd

S.Nicola L.S. – "Dopo il tentativo di incassare altri soldi con il piano parcheggi (leggi parcometro, ndr.) e gli ausiliari del traffico, recentemente l'amministrazione comunale ha approvato una delibera di espansione del precedente contratto con la quale riconosce alla ditta TEC Service s.r.l. 60 euro per tutte le infrazioni incassate attraverso il servizio di sollecito dei crediti ed 40 euro per ogni ricorso gestito ed effettivamente respinto dal Prefetto o in uno dei due gradi di giudizio Giudice di Pace o del Tribunale". A denunziarlo è la locale sezione del Partito Democratico, di cui è segretario cittadino l'avvocato Vito Marotta. "Il Prefetto di Caserta" – prosegue la nota – "con nota datata 17 dicembre 2008, indicava a tutti i sindaci della provincia le linee guida per il corretto impiego degli autovelox, precisando che "l'unico scopo del loro utilizzo deve essere quello di garantire la sicurezza della circolazione stradale". Il Prefetto, quindi, evidenziava, anche per il nostro comune" – sottolinea il PD – "la necessità che tali strumenti non divenissero semplicemente una fonte atipica di incremento per le entrate comunali. Al contrario, l'Amministrazione Comunale sannicolese, dopo aver installato nel 2003 i cd photored, al solo scopo di fare cassa, nel 2007, ha appaltato anche il sevizio di controllo della velocità mediante i cd autovelox. Le sanzioni derivanti dall'utilizzo di questi apparecchi hanno prodotto, nell'anno 2008, un'entrata di circa 750.000 per le indebitate casse della nostra Città. Gran parte di questi soldi" – fa sapere il PD – "dovrebbero essere impegnati per il miglioramento della circolazione stradale, per il miglioramento della segnaletica, ecc. Per questa ragione, il tema delle sanzioni amministrative è all'attenzione della Commissione consiliare di garanzia e controllo (di cui fa parte il capogruppo del PD Giuseppe Celiento, ndr.) dove continua l'impegno del PD a favore dei cittadini che si sentono letteralmente vessati. Altro che sicurezza! La Giunta di centrodestra che mal governa la nostra Città" – è il j'accuse lanciato dalla sinistra sannicolese – "non intende affatto rinunciare a questa ghiotta fonte di guadagno ed al danno ha aggiunto la beffa. Ovvero, dopo aver tenuto nascosto dietro le siepi gli apparecchi elettronici, dopo aver lasciato che le nostre strade cittadine sprofondassero nel disordine, nell'incuria ed in una pessima manutenzione, dopo il tentativo di incassare altri soldi con il piano parcheggi e gli ausiliari del traffico, recentemente, ha approvato una delibera di espansione del precedente contratto con la quale riconosce alla ditta TEC service srl 60 euro per tutte le infrazioni incassate attraverso il servizio di sollecito dei crediti ed 40 euro per ogni ricorso gestito ed effettivamente respinto dal Prefetto o in uno dei due gradi di giudizio Giudice di Pace\Tribunale. In pratica, secondo Pascariello, Gallo e Palombo" – denunziano – "il cittadino che presenta un legittimo ricorso "minaccia" i livelli di sicurezza stradale. A nostro avviso, invece, conferendo a ditte private importi difficilmente giustificabili, hanno deciso semplicemente di non compromettere il loro bilancio dopo feste e mutui a volontà". La denunzia del PD fa propria la rabbia dei cittadini e degli automobilisti che a decine di migliaia percorrono ogni giorno il viale Carlo III^, anche se nessuno di loro ha poi il coraggio di chiedere alla Procura della Repubblica se tali apparecchiature sono indispensabili, perfette, a regola, se sono più o meno visibili, se le luci poste sulla segnaletica sono regolamentari. Autore: Nunzio De Pinto

Giovane finisce con auto contro palo della luce

S.Marco E. – Una sbandata e poi lo schianto da paura contro un palo della pubblica illuminazione, che ha riportato evidenti danni. È successo martedì pomeriggio mattina attorno alle ore 15,30 sulla strada di Via Rampi. Protagonista un ragazzo di circa 20 anni della zona che era alla guida della sua Lancia Ipsilon che, dopo aver perso il controllo dell'autovettura, è finito contro uno dei pali della luce. Urto violento e palo che reca evidenti i segni dell'impatto. Fortunatamente, l'incidente non ha arrecato gravi danni al ventenne che si è salvato grazie all'airbag contro il quale è andato a sbattere. Dato l'orario, per la strada non c'erano molte macchine ragione per cui non ci sono state gravi ripercussioni al traffico della zona. Il giovane, comunque, ha riportato una contusione al capo per essere andato ad urtare contro il montante della Lancia. Non è stato però necessario il ricovero presso il pronto soccorso ospedaliero. Al giovane non è rimasto altro da fare che far rimuovere l'auto che nell'urto ha riportato notevoli danni. Autore: Nunzio De Pinto

Controlli antimafia Provincia. Magliocca: "Atto tardivo"

Caserta – "Le direttive adottate dalla giunta provinciale di Caserta ed impartite ai vari dirigenti per rafforzare i controlli antimafia nella gestione degli appalti pubblici e degli affidamenti diretti sono tardive ed in alcuni casi inefficaci." . Lo ha dichiarato il capogruppo di Alleanza Nazionale Giorgio Magliocca che ha poi aggiunto: "Con questa delibera l'organo esecutivo della Provincia conferma quanto più volte dichiarato nelle scorse settimane. E' oramai evidente a tutti che nel recente passato non tutto è stato gestito in modo certosino per evitare che l'ente venisse esposto a possibili infiltrazioni". Fonte : comunicato stampa

Assessore Perreca mette a punto Bilancio 2009

Capodrise – Il lavoro dell'Amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Fattopace prosegue al fine di raggiungere ogni obiettivo prefissato. Nell'ultimo periodo, in particolare, si sta lavorando sul Bilancio di E.F per il 2009. Il delegato alle Finanze, Avv. Alessandro Perreca, congiuntamente a tutta l'amministrazione ha posto l'attenzione su pregresse problematiche finanziarie che ad oggi comportano non poche difficoltà nella gestione delle risorse finanziarie tali da costringere l'ufficio ragioneria a fare ricorso all'anticipazione del tesoriere con conseguente esborso di spese per pagamento tassi di interesse. A tanto si aggiunge l'impegno costante dell'amministrazione per il recupero dei crediti maturati e non riscossi, quali oneri concessori, ICI eTarsu. Contestualmente e sempre in linea con gli obiettivi dell'amministrazione, finalmente sono state condotte e concluse alcune importanti transazioni per dirimere annose controversie, quali ad esempio,quella con il Consorzio Idrico di Caserta e quella con alcuni centri commerciali del territorio. Allo studio dell'ufficio di consulenza legale dell'Ente, attualmente vi sono una serie di ulteriori transazioni per pregressi contenziosi ancora pendenti innanzi le competenti autorità giudiziarie. "L'obiettivo prioritario degli amministratori"- ha dichiarato Perreca-" è quello di razionalizzare ogni spesa non necessaria ed evitare esborsi economici, dovuti a sentenze, che possano incidere gravemente sulle casse dell'ente". Fonte : comunicato stampa

Tano Grasso a Capua per parlare di racket e usura

Capua – Riprende la programmazione del Premio Capua Follaro d'Oro 2008, assegnato quest'anno a DON LUIGI CIOTTI con un incontro fortemente voluto dalla Cooperativa Culturale Capuanova e dalla Associazione dei Commercianti Capuani presieduta da Antonio Modugno.In questo particolare momento di scontro fra lo Stato, finalmente presente in forze sul territorio, e la camorra i responsabili delle due associazioni capuane hanno ritenuto giusto ed opportuno mettere sotto i riflettori due fenomeni che frenano lo sviluppo e la crescita della Campania e dell'intero Mezzogiorno. Due fenomeni non estranei alla città di Capua ed al suo circondario, con punte di estremo vigore nell'agro Caleno e nel Basso Volturno. Fenomeni che non sempre appaiono nella loro giusta evidenza delinquenziale e qualche volta addirittura scambiati per favori elargiti da personaggi che sembrano estranei all'ambiente camorristico.Per conoscere meglio gli aspetti anche non violenti di racket ed usura che qualche volta arrivano addirittura come buoni consigli è stato invitato a parlarne Tano Grasso, primo fondatore di una associazione di commercianti antiracket in Sicilia, che ormai è considerato uno dei maggiori conoscitori in particolare del racket. E proprio in Campania, come consulente del Comune di Napoli, negli ultimi anni Tano Grasso ha svolto un grosso lavoro di aiuto e sostegno alle varie associazioni antiracket che sono sorte. Interpellato dal Presidente di Capuanova, Tano Grasso ha risposto: "torno volentieri a Capua dove l'anno scorso ho avuto una bellissima accoglienza". "Se posso fare qualcosa di utile per i capuani lo faccio con piacere e nella consapevolezza che il cuore della città è fortemente teso al trionfo della giustizia e della legalità. Sensazione che mi è rimasta dentro dopo la bellissima serata del gennaio 2008". E' forse opportuno ricordare che a Tano Grasso fu assegnato il FOLLARO D'ORO 2007 e che alla cerimonia di premiazione partecipò un pubblico numeroso ed entusiasta. Fonte : comunicato stampa

Pasquale Toscano capogruppo Pd al Consiglio comunale

Caserta – Il gruppo del Partito Democratico in seno al Consiglio comunale di Caserta ha designato Pasquale Toscano come nuovo capogruppo nel corso della riunione di oggi. Il segretario provinciale del PD, Enzo Iodice, esprime soddisfazione per la nomina: "Con la scelta di Pasquale Toscano – sottolinea – si chiude con successo un periodo non facile per il partito. Archiviata questa fase, occorre ora affrontare con nuovo slancio le sfide della città capoluogo, sostenendo l'azione del sindaco Petteruti e l'esperienza di governo del centrosinistra al Comune. All'amico Toscano – conclude Iodice – a tutti i consiglieri e alla squadra del primo cittadino formulo i migliori auguri di buon lavoro". Fonte : comunicato stampa

Sci, conclusa "1° Coppa Città Piedimonte Matese"

Piedimonte M. – La 1° Coppa Città di Piedimonte Matese segna ufficialmente l'inizio di una nuova specialità degli sport bianchi a completamento di quelli già praticati a Bocca della Selva: sci alpino e snowboard. La presenza ed il sostegno dell'Amministrazione Comunale di Piedimonte Matese rafforza e incoraggia l'operato dello Sci Club locale che ha come obiettivi la conoscenza delle risorse del territorio e avvicinare quanti più giovani e meno giovani alla pratica di sport sani e salutari per l'acquisizione, soprattutto, di un corretto stile di vita. Siamo felici!!!., h a dichiarato soddisfatta la Prof.ssa Antonietta Antonucci Presidente dello Sci Club, abbiamo avuto tutto quello che desideravamo: neve fresca in nottata sulla pista prontamente battuta dall'indispensabile e insostituibile Marco (il gattista delle nevi), spazzaneve in azione e strada pulitissima già alle otto di mattina, un'ampia schiarita in mattinata intervallata da qualche fiocco di neve, un buon numero di partecipanti con genitori a seguito, la solita calda accoglienza di tutto lo staff del rifugio "Cristallo", Gianmaria con l'amplificazione e soprattutto la presenza dell'Amministrazione Comunale di Piedimonte Matese rappresentata dal Consigliere Delegato allo Sport Avv. Benedetto Iannitti." La 1° Coppa Città di Piedimonte Matese annovera tra i vincitori i seguenti ragazzi:Categoria Ragazzi 1° Gregorio Stocchetti – 2° Piero Trocciola – 3° Giovanni Landi Categoria Ragazze 1° Giada Aurino – 2° Francesca Golini – 3° Giovanna Fetta Allievi e Open: 1° Emanuele Piazza – 2° Alfredo Franco – 3° Antonio Fattore Allieve e Open: 1° Francesca Riccio – 2° Melania Zappa – 3° Filomena Zappa Fonte : comunicato stampa

Alla Scuola "Vitale" si ricorda la "Shoah"

Piedimonte M. – Nella giornata della memoria, anniversario della chiusura del campo di concentramento di Auschwitz in cui si ricordano i tragici eventi della Shoah, anche la Scuola Media Giacomo Vitale di Piedimonte Matese, guidata dal Dirigente Scolastico Nicola Ginocchio, come numerose istituzioni italiane, ha voluto fare la sua parte ed essere presente. Nell'aula magna dell'edificio scolastico è stata infatti organizzata ieri mattina una mostra dal titolo "Destinazione Auschwitz – La speranza negata", che i giovani studenti hanno preparato con la guida dei loro docenti, svolgendo anche il compito di "piccole guide" alle diverse sezioni in cui la mostra era suddivisa. Impossibile non sentire i brividi dinanzi alla forza delle immagini e delle parole presentate nell'esposizione, narranti la tragedia e l'insensatezza dello sterminio degli ebrei compiuto dalle mani naziste, e in parte anche da quelle italiane, contestualizzandolo e arricchendolo con spunti di riflessione. Il via alla manifestazione è stato dato dal sindaco di Piedimonte Matese, avv. Vincenzo Cappello. "Trovo sia importante ricordare gli errori del passato, per poter costruire un futuro migliore", ha detto il primo cittadino, lasciando la parola all'assessore provinciale alla pubblica istruzione dott. Nicola Ucciero, che ha ribadito la necessità di "una memoria per il continuo rispetto dei diritti umani". All'apertura della mostra hanno partecipato anche il consigliere provinciale dott. Enzo Di Franco, l'assessore prof. Costantino Leuci e il presidente della Comunità Montana dott. Fabrizio Pepe. La mattinata è poi proseguita con una proiezione di filmati a tema e successivamente con la relazione "Le leggi razziali in Campania e la Shoah", del dott. Alessandro Marra dell'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini. Infine, il preside Nicola Ginocchio ha voluto porgere il proprio saluto e ringraziare tutte le autorità intervenute all'iniziativa della scuola, che ha offerto in questo modo ai suoi alunni più di una semplice giornata di scuola: un'occasione per riflettere e non dimenticare mai. Fonte : comunicato stampa

Gianfranco Di Caprio segretario del Partito Democratico

Alife – L'altra sera il coordinamento del Partito Democratico di Alife, a conclusione di un delicato processo di costruzione del Circolo che ha cercato di fondere tutte le anime di centrosinistra presenti sul territorio, ha espresso il nome del suo coordinatore: si tratta dell'ingegnere Gianfranco Di Caprio, 34 anni, da tempo impegnato nella fase costitutiva del Circolo. Si è arrivati così alla fine di un percorso che ha visto la partecipazione di molti soggetti impegnati in questo confronto, nella consapevolezza che le sfide da affrontare sono gigantesche in un contesto territoriale dominato da serie problematiche e che si appresta a vivere anche la grossa sfida delle elezioni amministrative. Al nuovo coordinatore Di Caprio, giovane professionista serio, capace e determinato, viene oggi affidato il delicato compito di costruire intorno al Partito Democratico alifano il consenso necessario per diventare forza di governo credibile. "Sono fortemente convinto della necessità di sostenere l'autonomia della politica, affinché questa si mostri affidabile ed in grado di rafforzare il rapporto di fiducia con i cittadini" afferma Di Caprio. "Intendo portare avanti il mio compito facendo in modo che il PD alifano si mostri sempre aperto all'ascolto della società e dei suoi bisogni, rispettoso delle altre autonomie ed in grado di coinvolgere tutti i soggetti, specialmente i giovani, che hanno voglia di creare un movimento autonomo e propositivo". "Anche eventuali differenze", continua, &ldquo ;non vanno interpretate come un ostacolo alla partecipazione ma piuttosto come opportunità di dialogo e di crescita comune". Il percorso è difficile ma non impossibile: la strada è aperta e la sfida è appena cominciata. Fonte : comunicato stampa

Sindaco risponde ad interrogazione Ferrante (Pdl)

Caserta – Con una lettera inviata al Capogruppo del PDL Giovanni Ferrante e al Prefetto di Caserta il Sindaco di Piedimonte Matese Avv. Vincenzo Cappello ha risposto all'interrogazione prot.604 del 13 gennaio scorso avente come oggetto chiarimenti in merito al servizio idrico e al funzionamento del depuratore esprimendo anche una nota di disappunto sull'operato della minoranza. "In riscontro alla nota meglio identificata in oggetto,scrive il Sindaco, si esprime innanzitutto il proprio disappunto per la palese pretestuosità dei contenuti, facilmente desumibile anche dalle dichiarazioni, rese attraverso stampa e pubblici manifesti, che, con altrettanta evidente irresponsabilità istituzionale, tendono fra l'altro a strumentalizzare il disagio economico di buona parte dei nostri cittadini. Si evidenzia preliminarmente, dunque, che questa Amministrazione, con grande senso di responsabilità ed in considerazione della delicatezza dei numerosi argomenti in esame, è doverosamente impegnata a ricercare ogni possibile dissertazione per risolvere le gravose problematiche ereditate dalle passate amministrazioni Sarro, per cui è ben lontana dall'assumere atteggiamenti ostruzionistici e irrispettosi nei riguardi della minoranza che, invece, farebbe bene ad approfondire ponderatamente le problematiche ed evitare facili quanto inutili ed improduttivi ragionamenti fittizi." In particolare, è stato ribadito dal Sindaco Cappello che l'Ufficio Tecnico sta eseguendo una sequenza di indagini serie ed approfondite allo scopo di acquisire una certezza "reale" circa il mancato funzionamento del depuratore. In proposito è stata richiesta una relazione sia al responsabile dell'Ufficio Tecnico di allora sia al concessionario del servizio, mentre sono stati avviati gli opportuni accertamenti relativi all'esecuzione dei lavori effettuati in quel periodo.Capello ha fatto notare, inoltre, che la nota del 10/12/2008 a cui fa riferimento il Consigliere Comunale Giovanni Ferrante è stata successivamente superata dalla nota n. 114 del 21/01/2009 a firma del medesimo responsabile di settore.Comunque, come già comunicato nella nota del 12/12/2008, l'Amministrazione ha confermato che sicuramente provvederà, in ossequio alla sentenza della Corte Costituzionale n. 335/08, allo sgravio ovvero al rimborso dei relativi oneri, nel caso in cui si dovesse accertare in modo inequivocabile il "mancato" funzionamento dell'impianto di depurazione. Fonte : comunicato stampa

Convegno sui "futuri possibili della scuola"

Caserta – "Tagliare o rinnovare: i futuri possibili della scuola" è il titolo della conferenza in programma, a Caserta, sabato 31 gennaio 2009, alle 15:45, nella sala consiliare della Camera di Commercio, in via Roma (a pochi metri dalla stazione FF.SS.). Organizzato dai C.I.P., Comitato Insegnanti Precari, di Caserta e moderato da Gianfranco Pignatelli, vicepresidente nazionale dei C.I.P., il dibattito verterà sulla riforma Gelmini, i disegni di legge all'esame della VII Commissione della Camera, che, ancora una volta, rivoluzioneranno il modo di far scuola e reclutare il personale docente, tra ambizioni di qualità e creazione di ulteriore precarietà. Sono previsti gli interventi di: Caterina Russo, responsabile C.I.P. Caserta, on. Pina Picierno, Ministro ombra delle Politiche giovanili PD e componente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Simonetta Salacone D.S. a Roma, Marina Boscaino, giornalista Piergiorgio Bergonzi, responsabile nazionale della scuola del Pdci, Pasquale Rienzo, responsabile provinciale scuola dell'UDC, Enrico Grillo, segretario provinciale Cgil scuola, Antonio Di Zazzo, segretario provinciale Uil scuola, Teresa Vicidomini, dell'esecutivo nazionale Cobas scuola, Anna Rainone, responsabile dipartimento scuola di Caserta. Agli interventi seguirà un breve dibattito. A disposizione dei giornalisti, a partire dalle ore 16, sarà disponibile una cartella stampa contenente le proposte e i documenti formulati dai C.I.P. e presentati nelle Commissioni parlamentari di Camera e Senato. Fonte : comunicato stampa

Appalti, la Provincia rafforza i controlli antimafia

Caserta – Una serie di atti d'indirizzo ai vertici amministrativi in materia di appalti, affidamenti e cottimi fiduciari relativamente ai lavori pubblici nell'ottica di rendere più stringente la già particolare attenzione ai temi della sicurezza, legalità e trasparenza della Provincia, formano l'oggetto di una delibera di Giunta approvata all'unanimità nel corso dell'ultima seduta. Il lavoro istruito dagli uffici su disposizione del presidente Sandro De Franciscis è stato coordinato dall'assessore alle Politiche per la Legalità e la Trasparenza, Domenico Napolitano per il quale, con questo atto, "l'Amministrazione ha voluto dare un ulteriore e più efficace segnale della volontà di contrasto al pericolo, per tutti gli enti locali, di alimentare in maniera inconsapevole economie per le imprese controllate dalla camorra". Si tratta di un atto che pone restrizioni che vanno ben oltre le indicazioni già fissate dalle norme vigenti in materia di antimafia e dai protocolli sottoscritti dall'Ente in tema di legalità sugli appalti. La delibera impone 5 rinnovate e più rafforzate misure di prevenzione delle forme di infiltrazione delle imprese controllate dalla malavita organizzata. Viene disposto che: Per tutti i contratti di appalto attualmente in essere venga richiesta nuova certificazione antimafia; Per tutti i contratti aventi validità annuale o pluriennale venga richiesta, una volta acquisita la preventiva certificazione antimafia necessaria alla stipula del contratto, nuova certificazione ogni sei mesi; Venga acquisita nuova certificazione antimafia anche per tutte le ditte iscritte nell'apposito Albo provinciale per i cosiddetti cottimi fiduciari; Nel caso di ricorso alla cosiddette somme urgenze venga richiesta al momento dell'affidamento dei lavori alla ditta individuata apposita certificazione circa la insussistenza di cause ostative a contrattare con la Pubblica Amministrazione, subordinando in ogni caso la liquidazione del corrispettivo all'acquisizione di certificazione antimafia in corso di validità; In tutti i bandi di gara e nei conseguenti contratti venga inserita specifica clausola di risoluzione espressa del contratto medesimo in caso di certificazione antimafia positiva a carico della ditta affidataria dei lavori, servizi e forniture. La Provincia di Caserta, inoltre, assumerà ulteriori iniziative nell'ottica di un sempre più rigoroso contrasto alla criminalità organizzata, che saranno annunciate nei prossimi giorni. Fonte : comunicato stampa

Acms, chiesta dall’UGL convocazione al Prefetto

Caserta – "L'ACMS, azienda di oltre 550 lavoratori del Trasporto pubblico che dovrebbe garantire la mobilità nella provincia di Caserta, versa da anni in uno stato di coma che appare ormai irreversibile. Dal giugno 2006, sono cessate le funzioni dell'ultimo C.d.A. (composto da tre funzionari della Provincia) eletto dall'Assemblea degli enti locali soci azionisti e da allora ben tre collegi di Liquidatori e di Revisori hanno "vegliato al capezzale" dell'azienda senza riuscire a definire una Liquidazione secondo la vigente normativa in materia. Una liquidazione voluta dal Presidente della Provincia De Franciscis, deus ex machina dell'ACMS quale socio di maggioranza della Società. Una gara d'appalto ad evidenza europea per l'assegnazione delle autolinee e del personale ACMS ad altra Società, organizzata con un capitolato farraginoso e non conforme alla normativa europea e per conseguenza annullata. Consulenti vari che si sono avvicendati con grande onere a carico dell'azienda, i quali non hanno prodotto alcun Piano di liquidazione ed alcuna alternativa valida allo stato attuale delle cose. Verifiche amministrative e indagini giudiziarie in corso sull'operato e sugli atti degli Amministratori e dirigenti dell'azienda. Personaggi ormai parasindacali, dediti a ottenere il governo dell'azienda senza avere alcuna capacità e competenza in cambio della "tranquillità" interna all'azienda. Organigrammi rifatti e rimaneggiati al solo scopo di consentire il governo dell'azienda ad uno sparuto gruppo di personaggi interessati solo alla propria carriera. Tutti gli indici descritti costituiscono la dimostrazione della impossibilità della Provincia di garantire un futuro ai lavoratori e all'azienda trasporti e pertanto questa Segreteria ritiene necessario eliminare ogni tentativo di divisione e tentare di riportare l'azienda in un corretto contesto di legalità e concretezza ed a tale scopo la Scrivente O.S. richiede alla S.V. Ill.ma di intervenire con estrema urgenza, con la convocazione di un tavolo di discussione al quale dovrebbero partecipare tutti i Soggetti istituzionali interessati e tutte le OO.SS. di categoria". Fonte : comunicato stampa

Notte Bianca Paolina in diretta streaming sul web

Caserta – Andrà anche in mondovisione la Notte Bianca Paolina a Caserta, la maratona letteraria per credenti e non credenti prevista dal pomeriggio di sabato 31 gennaio e per tutta la notte fino alla mattina di domenica primo febbraio. Ci penserà internet, il magico mondo del world wide web, la ragnatela elettronica che lega tutto il mondo, a permettere la trasmissione della Notte Bianca Paolina in diretta on line.L'evento, infatti, in via sperimentale, grazie ad un gruppo di giovani appassionati che si è messo a disposizione della Notte Bianca Paolina, sarà ripreso con delle telecamere e inviato on line in streaming ad un server da cui sarà poi rimbalzato sul sito web www.homoviatoranspi.org appositamente ristrutturato per la Notte Bianca Paolina, da dove sarà possibile assistere in diretta alla maratona di lettura delle epistole paoline e ai momenti artistici della Notte Bianca. Si tratta di un grosso sforzo tecnico per l'organizzazione della Notte Bianca Paolina, considerato anche che la zona dell'Eremo di San Vitaliano a Casola, sul quartiere di Casertavecchia, non è adeguatamente coperta dai segnali della rete radiomobile e dunque è stato necessario adottare un sistema più complesso e delicato per la trasmissione del segnale dall'Eremo con tutte le difficoltà e gli imprevisti connessi. La ripresa in streaming è stata adottata per permettere a tutti coloro che hanno aderito alla Notte Bianca Paolina, diverse centinaia di persone, alcune anche dagli Stati Uniti, di assistere – almeno on line – all'evento casertano, unico in Italia per adesso nel suo genere. Chi vuole partecipare o leggere un passo può inviare una mail a nottebiancapaolina@gmail.com o visitare il sito www.myspace.com/scriveremo o il gruppo Notte Bianca Paolina su Facebook. Chi vuole un link al portale video della Notte Bianca Paolina può chiedere i codici di accesso all'organizzazione. Per ulteriori informazioni si possono contattare il 340 6338584 o il 333 5908817. Fonte : comunicato stampa

Bassolino a Marcianise: "Mai avuto dubbi su Fecondo. Cambiare legge scioglimenti"

Marcianise – "Tornano in funzione nei loro diritti il Sindaco, la giunta e il consiglio comunale di Marcianise, però dopo un periodo molto difficile. Un consiglio sciolto per infiltrazioni è un fatto duro per chi ha combattuto e combatte la criminalità". Lo ha affermato il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino in occasione del reinsediamento del sindaco di Marcianise e della sua giunta dopo la sentenza favorevole del Tar contro lo scioglimento del Comune per presunti condizionamenti da parte della criminalità organizzata. Bassolino ha anche auspicato una revisione delle norme sullo scioglimento dei comuni. "La sentenza del Tar - ha detto Bassolino - è comunque un segno di come nel nostro paese, nonostante tanti limiti, c'è un sistema di contrappesi che funziona, importante per la vita democratica italiana. Avevo immediatamente incoraggiato il sindaco a fare ricorso. Di certo non mi comporto così di fronte a ogni scioglimento. So bene quante volte questo accada a ragion veduta. Per Marcianise mi sono comportato "Credo che sia importante trarre da questa vicenda una lezione. Mi auguro che venga rivista l'attuale normativa. Perché le fattispecie per l'applicazione non sono del tutto chiare e ai prefetti viene attribuito un potere indeterminato e a volte è difficile anche per loro capire come muoversi", ha aggiunto Bassolino a Marcianise in occasione del reinsediamento del sindaco. "A questo si aggiunge - ha spiegato Bassolino - che le riforme degli anni '90 hanno cambiato il rapporto tra giunta e apparati amministrativi. La gestione e' soprattutto in capo ai dirigenti e ai funzionari e noi abbiamo il paradosso che la legge colpisce solo le giunte e i consigli. Un paradosso a maggior ragione in presenza di una legislazione antimafia che non si basa su reati accertati ma sul fatto che siano intercorsi contatti con la malavita, col rischio di colpire anche situazioni in cui gli amministratori sono vittime di tentativi di infiltrazione. Nella scorsa legislatura la Commissione Affari Costituzionali aveva approvato all'unanimità una proposta di modifica alla legge. L'augurio è che oggi si possa riprendere quel testo per fare avere una legge che colpisca nel modo più severo le collusioni e che sia più equa quando le collusioni non ci sono". Il sindaco ha ringraziato il presidente per la vicinanza umana e istituzionale e per le opere avviate a Marcianise grazie al sostegno della Regione come l'infrastrutturazione dell'area artigianale della città, il recupero del teatro Mingione e la creazione del "ring verd", una cintura verde intorno alla città.così perché conosco la situazione, le persone". Fonte : Caserta News