Casal di Principe - Erano in 30mila ad ascoltare la parola del cardinale e di tutti coloro che con lui hanno concelebrato la grande funzione in onore di Maria Preziosa, l'immagine sacra più cara ai fedeli di Casal di Principe, Incoronata 100 anni fa grazie a un atto cardinalizio. In 30mila hanno ascoltato le parole ferme di Crescenzio Sepe, cardinale, vescovo di Napoli, un figlio di questa terra. In tanti erano arrivati anche dalla "sua" Casaluce. Sepe ha parlato di camorra nella capitale della camorra. Parole ferme, secche, inequivocabili,che hanno scavato un confine chiaro tra quello che attiene alla qualità di un buon cristiano e quello che un buon cristiano non farebbe e non deve fare mai.E questo è stato un intervento doveroso in una terra in cui l'aberrazione di un malinteso senso della religiosità ha rappresentato spesso una passerella e un sistema di legittimazione sociale proprio per i boss e per i loro accoliti."Non permettete a nessuno - ha gridato il cardinale - di rubare la vostra identità cristiana. Non lo permettete. La Madonna non lo permetterà".E ancora: "A nessuno è lecito rubare questa vostra pietra preziosa. A nessuno è permesso di scambiare la preziosità della fede con la sopraffazione, con la camorra, con la violenza". "A nessuno - ha ancora tuonato il presule - è permesso di rubare questa pietra che voi avete ereditato e che dovete conservare in nome di Cristo, dei suoi insegnamenti e dell'amore per Maria Santissima Preziosa".Grande pathos, qualche appauso che poteva essere anche un po' più sentito, come si potrà verificare dal video linkato qui sotto, ma sempre meglio di niente. La conclusione di Sepe ha ripercorso di nuovo gli stessi temi, come se il cardinale, ritornando ancora sugli stessi concetti, volesse che la sua parola ammonitrice restasse impressa nella testa e nel cuore di tutti i presenti: "A nessuno è permesso di uccidere la speranza. E qui ci hanno provato, colpendo un sacerdote simbolo di giustizia e legalità. Hanno ucciso don Diana per cercare di intimorire le nostre coscienze. Ma noi dobbiamo reagire in nome della fede. Siate fieri di essere cristiani, casalesi, devoti di Maria". Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: www.casertace.it
venerdì 12 settembre 2008
L'anatema di Sepe davanti a 30mila casalesi: la camorra non vincerà sulla fede per la Madonna
Pubblicato da News Caserta Online alle 08:37
Etichette: casal di principe, cronaca, cronaca caserta, L'anatema di Sepe davanti a 30mila casalesi: la camorra non vincerà sulla fede per la Madonna, newscaserta.net
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