A Caserta un prestito costa più che a Napoli e mediamente due punti più che al Nord. Una forbice che non vale solo per Terra di Lavoro ma per tutto il Meridione, in un divario che distanzia il Sud dal Nord per specifiche caratterizzazioni territoriali ma anche per la diversa articolazione degli istituti bancari e per la frammentazione creditizia, più ampia che altrove. E’ quanto sostiene la fondazione Tagliacarne in una recente ricerca. Il ruolo del credito nello sviluppo delle economie locali è sicuramente importante, un vero valore aggiunto e primario dei processi di crescita del territorio, questo il principio dell’istituto di ricerca Guglielmo Tagliacarne. Come l'analisi dei modelli locali di sviluppo è articolata e strettamente connessa ai territori di riferimento, così il sistema creditizio locale si esprime in maniera differenziata con dei tassi di interesse provinciali molto diversi tra loro. Si innesca, in questo modo, un circolo virtuoso o vizioso a seconda dei casi, tra livelli di sviluppo, sofferenze e formazione dei tassi di interesse. A Caserta, posizionata all’83esimo posto della classifica stilata, è attribuito un tasso medio dei prestiti del 7,70% . Meglio fa Napoli con il 7,33%, più in fondo alla classifica Avellino, Salerno e Benevento. Un caro-tassi ad ombrello che copre le famiglie, le piccole e medie imprese, la Pubblica Amministrazione. Un dato strettamente legato alla rischiosità delle province del Meridione, un ulteriore freno alla competitività del Mezzogiorno.
fonte: Casertace autore: A.V.
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