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venerdì 30 gennaio 2009

Macrico, Cosentino e Petrenga incontrano Ministro Bondi

Caserta – Ieri il Sottosegretario all'Economia On. Nicola Cosentino e l'On. Giovanna Petrenga hanno incontrato il Ministro dei Beni Culturali On. Bondi per essere aggiornati sulle attività poste in atto dal Governo relativamente alla questione Macrico. Il Ministro, nella qualità di Presidente del Comitato Interministeriale per la celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia - organismo insediatosi alla presenza del Presidente Berlusconi il 16 Gennaio u.s.- ha assicurato il Sottosegretario e l'On. Petrenga che nella prossima riunione del Comitato, in cui saranno ridefiniti tutti i progetti precedentemente approvati, le opere infrastrutturali riguardanti il Parco Urbano casertano saranno definite e approvate con i relativi finanziamenti. Fonte : comunicato stampa

mercoledì 22 ottobre 2008

Macrico, conferenza stampa con Grazia Francescato

Caserta – Conferenza stampa con il Presidente nazionale dei Verdi, Grazia Francescato sul tema: "Pari opportunità e Macrico, due aspetti di mancata democrazia" Giovedì 23 ottobre, alle ore 15,00, Jolly Hotel Parteciperanno anche Maria Carmela Caiola, Elio Mungivera Fonte : comunicato stampa

lunedì 13 ottobre 2008

Macrico, Ptrenga: "Governo pronto a rivalutare progetto"

Caserta – In data 07/10/2008 si è svolto in Roma un incontro tra l'On.Giovanna Petrenga ed il responsabile della struttura di missione per la realizzazione del parco Urbano "Unità d'Italia", Ing. Angelo Balducci. "Nonostante fosse già programmato da tempo – spiega l'On. Petrenga – l'incontro con l'ing. Balducci è stata l'occasione per porre all'attenzione del responsabile della struttura di missione le preoccupazioni di ordine procedurale e progettuale per la realizzazione del progetto del parco urbano nell' area ex Macrico emerse durante lo scorso consiglio comunale dai consiglieri della PDL. L'ingegnere Balducci , dopo avermi rassicurata circa lo stanziamento dei fondi per la città di Caserta, ha ribadito la massima disponibilità ad una rivalutazione complessiva del progetto tenuto conto che al momento ci troviamo ancora in una fase preliminare e che pertanto è aperta ai suggerimenti ed accorgimenti degli enti istituzionali preposti. Inoltre – conclude l'On. Petrenga – l'Ing. Balducci si è impegnato, dopo aver presentato al Presidente Berlusconi il progetto complessivo di tutte le opere nazionali inserite nell'ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, ad avere un incontro a Caserta per illustrare ai cittadini il progetto pervenuto alla struttura di missione". Fonte : comunicato stampa

mercoledì 8 ottobre 2008

Macrico, Petteruti "rompe" con tutti

Caserta - "Anche gli ingegneri strutturisti, nel loro piccolo, si incazzano". C'è da fare il verso al libro milionario di Gino e Michele sulle formiche, che rubarono il titolo a Marcello Marchesi, per raccontare la scena del parlamentino cittadino, preannunciando ai nostri lettori che finora, salvo sfracelli di qualche kamikaze fatto fuori dal "giro", non c'è nulla di particolarmente nuovo da raccontare sulla questione Macrico e sul suo progeto milionario rispetto a quello che già abbiamo scritto negli ultimi due giorni.Al sindaco Nicodemo Petteruti piace con puntiglio fare la ramanzina. Usa parole antiquate e poco usuali, come per esempio "guiderdone" (se arrivassero le Iene in Consiglio a far domande, azzeccherebbe la risposta forse solo il professor Ventre).Petteruti fa la ramanzina a tutti. E' invasivamente autoreferenziale, fino allo spasimo. La sua professione, coltivata all'ombra di una consulenza o alla luce di un incarico negli anni passati, ha costruito la foggia di un uomo che conserva (lo si vide anche in campagna elettorale) quasi tutto. Delibere, atti, fotocopie,ritagli di giornali. E li tira fuori dalla sua fervida mente di professionista, gratificando ogni volta l'ego di quanti, come il Grande Vecchio di via San Carlo, un giorno decisero: "il nostro uomo per il dopo Falco è Nico".Bastona due architetti di grido della Caserta che conta come Servino e Cutillo, che collaborarono al progetto Boeri per l'ex area militare. Sono di sinistra, ma che fa? A lui non sta bene la "O" di Boeri e rispolvera il livello di natura sismica della nostra città che non la reggerebbe. Legge tutto d'un fiato l'elenco delle opere che "la giunta che fu" voleva sull'area. E così è servito pure l'ex assessore all'Urbanistica Gianni Mancino che, guarda il destino, con Biagio Esposito fu uno dei registi del "golpe argentino" che mandò a casa il pediatra di Dragoni per spianargli la strada.Si dice corroborato dalle recentissime frequentazioni con il vescovo Nogaro ma poi bestemmia ("Perdio, mi devono delle scuse quanti mi hanno chiamato bugiardo, palazzinaro e affarista!"). E "brucia" i Te Deum di Nogaro: hanno prodotto "solo fumo". Il clero dell'Istituto Diocesano? E' fatto di uomini in carne ed ossa: "Hanno anche loro pulsioni e, perchè no, appetiti".Manda un segnale alla Ucciero, ex boselliana ora in quota azzurra, ricordando le concertazioni della giunta di centrodestra con l'assessore regionale Marco Di Lello.E' un fiume in piena: arriva ad accusare di "omissione" i suoi stessi uffici che non hanno consegnato la copia del progetto all'alleanzino Marco Cerreto. Però, toh!, ce l'ha Nicola Garofalo, capogruppo dei cosentiniani. E non ce l'ha Peppe Greco, che con Pierpaolo Puoti terrà poi a distinguere la posizione dei zinziani dall'indistinto gruppo del Pdl.Petteruti al Pdl e alla minoranza tende la mano: "Dobbiamo portare a casa il risultato per la città". Gliel'ha detto al telefono anche Gianni Letta: "Il tempo scorre, la morte sta arrivando". Una frase che fa correre le mani in posti inconfessabili anche ai più educati casertani presenti in Consiglio. Maria Carmela Caiola, ex collega di giunta di Sandro De Franciscis, va e viene. Sergio Tanzarella resta seduto fino a quando parla. A loro e a Garofalo che ha sollevato il problema, Petteruti dice: "Non me ne frega niente di fare uno, dieci o centomila metri cubi in più". C'è da prenderlo in parola, ma non lo fa nessuno. Il gruppo Pd è rilassato, manca all'appello iniziale solo Franco Capobianco, chissà in quale città italiana o europea trattenuto da uno dei suoi tanti impegni derivanti dalla pluridelega che gli ha affidato in Provincia De Franciscis. C'è anche Raffaele Ceceri, il padre di Chicco, sereno come non mai. C'è Paolo Caterino, padre di Giacomo, cui si deve la trasmigrazione del nome di Sandro De Franciscis nientedimeno che nelle carte di un paio di fascicoli della procura della Capitale. Ci sono tutti, arriva in ritardo solo Riccardo Ventre. C'è il neo-consigliere Antonio Di Lella, rammaricato di vedere, sui banchi della maggioranza, consiglieri che erano al suo fianco nell'amministrazione di centrodestra. Ma, dice, "c'è sempre tempo per recuperare".Petteruti parla per quasi due ore. Fa a pezzetti, a modo suo, le critiche che gli hanno fatto. Più tardi, quasi in dialetto, l'indipendente Nello Spirito dirà: "Ma ci vuole tanto ad accorgersi che a Caserta non c'è uno a cui piaccia questo progetto".Ma "il tempo corre". Lo ha capito pure Enrico Guglielmo. Proprio oggi, sembra meravigliarsene anche il sindaco, è arrivata in Comune una nota della soprintendenza che elenca minuziose prescrizioni ma pare allertare il Comune a provvedere "in corsa". Prodigi della posta! Un soprintendente, da mesi nell'angolo tra ispezioni regionali e segnali da Roma, da quel ministero retto dall'ex comunista Sandro Bondi, proprio nel giorno del Consiglio fornisce un assist alla eoria del "fare presto, fare presto, fare presto". Perchè la morte sta arrivando, lo ha deto pure Gianni Letta. Autore: g.g. - Fonte: Caserta C'è.

martedì 7 ottobre 2008

Macrico, Sarnelli(Acli): "Pollice verde o pollice verso?"

Caserta – La scelta nefasta per il Macrico è datata 1982 allorquando la cosiddetta commessa di piano del Consiglio comunale del tempo – delibera n.373 del 29 Luglio - imponeva al buon Beguinot, architetto estensore del nuovo PRG, a pag 19 Cap. VII (pignoleria necessaria) letteralmente: <>; da lasciare quindi fuori dal piano. Una scelta, questa , imposta dal potere politico per tenersi le mani libere sul futuro dell'area, non pensando , certamente, di destinarla a verde. Non a caso, successivamente alla redazione del Piano Beguinot, dalla sua adozione avvenuta nel '83 alla sua approvazione, Dicembre '87, passarono ben tre anni! La battaglia che ne seguì fu tutta incentrata sulla colorazione delle diverse particelle del piano, vale a dire, edilizia, servizi e soprattutto zone F: verde pubblico, di rispetto, di attrezzature etc.Tre anni, alla fine dei quali vinse la colorazione pro-cemento se è vero, come è vero, che le osservazioni al piano approvate ed imposte dall'ufficio tecnico provinciale –U.T.P – competente, stravolsero le percentuali abitative già previste larghe da Beguinot e approvarono, pag 39, solo una norma salva coscienza ,del tutto inutile: <>.Norma che puo' significare tutto o niente, allorché in essa sono compresi sia il progetto previsto per i "150 anni dell'unità di Italia" sia il desiderio della stragrande maggioranza dei cittadini casertani di volerla zona totalmente verde. Fu allora, forse, salvo recuperi impensabili, che si è persa la battaglia MACRICO VERDE. Come Acli Sicet Cisl e tante organizzazioni ambientali provammo con le nostre osservazioni ad ottenere questa salvaguardia insieme a tante altre salvaguardie , non ci riuscimmo, talchè, e speriamo non di nuovo , ancora una volta vinsero gli interessi speculativi. Eppure , va sottolineato, come già allora il piano stesso, (tra l'altro sovradimensionato perché ipotizzava una città di 100 mila abitanti) a pag 173 .della relazione - tab 33- DENUNCIAVA ( on impudenza) un deficiti di 607. 950 mq per verde attrezzato e sportivo nonchè 1.117.225 mq per parco urbano. Conseguenziale, già allora, ma maggiormente oggi, sarebbe stata , come sarebbe, la scelta a verde di tutte le aree militari: Macrico ed El Elamin.Oggi quella necessità di verde, dunque, è ineludibile, , questo in un quadro urbanistico certamente da tempo compromesso nel quale la nostra città , il nostro territorio, il nostro ambiente hanno subito interventi massicci, spesso abusivi Si è costruito dappertutto: anche nelle zone previste di salvaguardia come in Via Acquaviva, Via Ferrarecce, San Leucio e soprattutto nelle zone collinari, agricole e pedemontane. Ignorate le nuove necessità viarie, gli spazi culturali, quelli sportivi e i servizi. Ecco perché la battaglia per il Macrico Verde ridiventa un momento <> come quello riferito a 15 anni fa - quando la Città tutta si mobilitò, fino alla vittoria, contro la delibera 37/91, di appena tre righe, una variante di Piano che, di fatto, cementificava San Leucio, la Saint Gobain, le zone agricole e quelle pedemontane. E' positivo, allora, che per il Macrico, rinasca quel senso di difesa per i luoghi che ci appartengono e per i quali è ancora possibile organizzare scelte di vivibilità, sperando di non venir disattesi da parte di chi di dovere, privilegiandosi il pollice verde e non quello verso, in modo che, come auspica il nostro Vescovo Nogaro, si possa realizzare per i nostri figli il logo: domani ti porterò in un posto piu' bello!>>! : Fonte : comunicato stampa

venerdì 4 aprile 2008

Macrico, Ceceri (Pd): "Esempio di politica del fare"

Caserta – 'Con la stipula del protocollo che impegna risorse per 120 milioni di lire, tutti già disponibili, per il riassetto dell'area ex Macrico che diventerà il Parco urbano di Caserta, l'Amministrazione comunale del capoluogo ha praticamente già onorato il punto centrale del suo programma e l'impegno assunto con i cittadini del capoluogo'. Lo sostiene l'assessore all'Urbanistica della Giunta Petteruti e candidato al Senato del Partito Democratico, Giuseppe Ceceri.'È di tutta evidenza che, per la portata del progetto e le significative ricadute che esso avrà già dal 2010 sui destini del capoluogo – argomenta Ceceri – la sola stipula impegnativa con i soldi sul tavolo per annettere al patrimonio della città questa immensa area verde basta a contrassegnare con un segno positivo, e credo indelebile, il bilancio di questa Amministrazione. Noi ne facciamo un vanto per la sobrietà con la quale abbiamo portato avanti il progetto con il Ministero per i Beni culturali, la Regione e la Provincia, modello che ci ha consentito di presentare alla città una novità epocale e attesa da più di dieci anni, e per la piena consonanza tra il progetto di riconversione dell'area e quanto chiedono i cittadini: un'area al riparo da colate di cemento ma funzionale ad un capoluogo a forte vocazione turistica. Il successo che celebra oggi la città di Caserta – conclude il candidato al Senato del PD – è la riprova che questa classe politica e dirigente possiede un solo modo di operare: fare i fatti e parlare solo quando ce ne è bisogno'.