lunedì 6 luglio 2009

Sanitopoli pugliese, c'è dentro il Gruppo Intini. Che fa affari anche a Caserta con la Sma

CRONACA Caserta - Perchè casertac'è si occupa dell'affaire politico-giudiziario che ha condotto all'azzeramento della giunta regionale pugliese? Dopo le rivelazioni a metà tra i piccanti dettagli delle notti delle ragazze escort a Palazzo Grazioli e i significativi passaggi di cronaca che evidenziavano il ruolo di Giampaolo Tarantini, imprenditore presto passato al conveniente settore delle relazioni istituzionali, foriere di business milionari, l'intreccio politico-giudiziario si fa sempre più complesso e insieme semplice, banale. A galla arrivano gli appalti da "pettinare", le gare pubbliche da aggiudicarsi, il filo spregiudicato e insieme tenace che da sempre lega una certa imprenditoria, innamorata degli affari veloci, al mondo della politica sempre più incapace di governare i processi, che invece subisce. Messo un po' da parte il ruolo di Tarantini, che resta centralissimo nelle indagini pugliesi, va raccontato ai nostri lettori che l'indagine dei pm sulla sanità pugliese ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di Lea Cosentino, direttore generale dell'Asl di Bari, con l'ipotesi di turbativa d'asta. La Cosentino, bella donna, subito ribattezzata con poca originalità "Lady Asl", manager considerata vicina al Pd, sospesa in via cautelativa, ha deciso di tutelare la sua posizione sia a livello amministrativo sia a livello penale. E infatti ha parlato, davanti ai pm, di "pressioni politiche" che non potevano non essere conosciute dal governatore regionale in persona, Nicky Vendola, ex Rifondazione Comunista. Nelle intercettazioni dell'inchiesta sarebbe emerso anche il nome di Sandro Frisullo (Pd), vicepresidente della giunta regionale e assessore allo Sviluppo economico, già circolato nel corso della prima tranche sulle ragazze escort. Tra gli indagati per turbativa d'asta - qui veniamo alle notizie più interessanti per i lettori di casertace - c'è anche l'imprenditore Enrico Intini il cui gruppo – attivo nei settori della tutela del territorio, costruzioni, ecologia e servizi – si era recentemente allargato anche ad attività nella sanità. Intini ha raccontato di aver sottoscritto un contratto di consulenza con la società G.C. Consulting srl dei fratelli Tarantini dopo che Gianpaolo aveva organizzato un incontro con il capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Il sottosegretario, già nominato in decine, forse centinaia di inchieste giudiziarie, ha ribattuto con una lunga ed articolata dichiarazione, che contiene anche significativi passaggi, relativamente a un personaggio molto noto, Fracesco Boccia, e ad altre interessanti questioni. Ecco le dichiarazioni di Bertolaso:"Come tutti i funzionari dello Stato, con incarichi di una qualche responsabilità, ho avuto occasione di ricevere in questi otto anni migliaia di rappresentanti delle aziende italiane, interessati ad avere rapporti con un settore che ha dimostrato di saper fare e non solo di chiacchierare. Né, d’altronde, un funzionario dello Stato può sottrarsi dall’essere interlocutore per tutti coloro i quali intendono sviluppare eventuali tecnologie e iniziative finalizzate a dare spazio al “Made in Italy” che rappresenta, come ben noto, una delle priorità della protezione civile, anche a livello internazionale”. “Ho incontrato il Dott. Tarantini in due occasioni, durante le quali mi sono state descritte le attività delle aziende legate al gruppo “Intini”, il cui titolare ha partecipato agli incontri”. “Il signor Intini mi era peraltro già noto, e se è vero che ha dichiarato di avermi conosciuto grazie al signor Tarantini, dimostra di aver la memoria molto corta. Nel maggio del 2007, infatti, fui presentato al signor Intini dal Professor Francesco Boccia, allora Capo Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. sotto il Governo Prodi, alla presenza del signor Roberto De Santis che si presentò come amico e collaboratore dell’allora Ministro degli Esteri”. “Allora, come oggi, mi vennero presentati alcuni progetti che il gruppo Intini voleva sviluppare nel settore della protezione civile. Tuttavia, poiché si trattava di argomenti e iniziative non coerenti con le attività di competenza di questo settore, non vi fu alcun seguito agli incontri”. “Pertanto, né durante il Governo Prodi, né durante il Governo Berlusconi, la protezione civile nazionale ha mai ordinato né al signor Intini né al signor Tarantini l’acquisto di una matita, di un cerotto o di un estintore, al contrario, a quanto risulta, di quanto fatto da alcune strutture di stretta competenza regionale”. Bertolaso è un altro che va di fretta (nei prossimi giorni, ci sarà il G8 a L'Aquila, a rischio per il persistente sciame sismico che insidia il vertice) e non si preoccupa di coinvolgere il nome di uno dei principali collaboratori di Romano Prodi. Boccia, 41 anni, docente di Economia Aziendale, è stato direttore del CeRST (Centro di Ricerca per lo Sviluppo del Territorio) dal 1999 al 2005, uno dei più prestigiosi pensatoi nazionali. Dal luglio 2006 al'aprile 2008 è stato Capo Dipartimento per lo sviluppo delle Economie Territoriali alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Infine, dal 14 aprile 2008, è deputato del Pd, eletto proprio nella circoscrizione Puglia.Boccia è uno che ha incontrato politici regionali e casertani, da Antonio Bassolino a Sandro De Franciscis. Occupandosi, per il gabinetto Prodi, di emergenza rifiuti, con Alessandro Pansa e Guido Bertolaso. Bertolaso, per sbugiardare Intini e evidenziare il suo approccio e il suo metodo di lavoro con appalti e gare, si riferisce anche ad "alcune strutture di stretta competenza regionale” che avrebbero fatto al Gruppo Intini "ordinativi".A quali strutture si riferisce? A quelle pugliesi? A quelle di altre regioni? La sua ironia ("matita...cerotto...estintore") è davvero singolare per il comunicato ufficiale di un sottosegretario, diffuso sul sito web della Protezione Civile! Vediamo. Che fa il Gruppo Intini? "La sua mission, lo abbiamo detto, è quella di "offrire soluzioni di gestione, tutela e sviluppo del sistema territorio, coniugando logiche di redditività e sostenibilità".Dove lo fa? Dove capita. Dove gli affari sono possibili. Al Sud: in Puglia, in Calabria (con il Bic, acronimo che qui a Caserta rammenta vicende politico-giudiziarie a cavallo tra i due principali schieramenti politici). e anche in Campania.Dove Intini realizza SmaRtland.Cosa è SmaRtland? "Uno strumento efficace per la gestione e il coordinamento delle attività di protezione dal rischio idrogeologico e di programmazione integrata del territorio", dice il loro sito web. La Sma (già gruppo Finmeccanica), continua la comunicazione istituzionale del Gruppo Intini, è "oggi partner ideale delle Pubbliche Amministrazioni per tutte le attività correlate alla sicurezza del territorio. Ha attualmente in attivo convenzioni regionali che coinvolgono, opportunamente riqualificati, 1700 operatori selezionati dalla cosiddetta "platea storica" dei lavoratori socialmente utili".I casertani se li ricorderanno: quelli che occuparono la sede dell'ex comando di polizia municipale di viale Ellittico, nel capoluogo, imbandierandola di vessilli rossi.Perchè qui a Caserta, sulla scia dei rapporti sempre forti tra gli ex ds e rifondaroli di Terra di Lavoro e quelli del capoluogo di regione c'è una delle due sedi di Sma Campania, "prima società mista costituita dalla Regione Campania e dalla SMA" del Gruppo Intini. Che fanno i 1700 ex lsu? Che dovrebbero fare? Difesa di ampie aree di vegetazione dal rischio incendi, supporto alla difesa del territorio dal rischio idrogeologico. Sono state assunte circa 570 unità. SMA Campania (casertace già se ne è occupata in passato) si picca di aver predisposto un servizio per la sorveglianza, l'avvistamento, il pattugliamento ed il primo intervento anti incendio nelle aree non boschive colpite dall'emergenza.Achille Natalizio, Giosuè Bove, Franco Capobianco, Roberto Iavarone sono alcuni nomi dei politici casertani che, ai vertici o nel libro matricola della società o con altri ruoli, hanno avuto e hanno a che fare con la Sma. La Sma del Gruppo Intini, da giorni nel mirino dei magistrati pugliesi. La Sma che non ha ancora commentato il suo coinvolgimento nella vicenda, chiarendo natura e forme degli affari fatti anche a Caserta e in tutta Terra di Lavoro. Fonte: CasertaC'è

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