sabato 26 aprile 2008

Petteruti si è dimesso? Arriva la smentita, ma il clima è teso

Caserta - Giorni difficili per il sindaco Petteruti. La difficoltosa gestazione del Partito Democratico agita, in uno stillicidio di piccole scosse, anche la maggioranza di palazzo Castropignano. Il primo cittadino ha deciso di allontanarsi dalla città. E stamattina non ha partecipato né alle celebrazioni per il 25 aprile, né alla manifestazione di solidarietà nei confronti della giornalista de Il Mattino, Rosaria Capacchione, organizzata da un numeroso cartello di associazioni cattoliche e di volontariato vicine alla curia casertana. Un piccolo periodo di riposo per ritemprarsi dalla stanchezza accumulata, fanno sapere informalmente gli uomini del suo staff. Un modo per evitare di dire o di fare qualcosa di sconveniente, affermano fonti autorevoli interne alla maggioranza. E in effetti, quello che è accaduto nei giorni scorsi avrebbe indotto Petteruti a reiterare i propositi di dimissioni. Un dato, questo, confermato dalle voci incontrollate che, nel corso della mattinata, si sono sparse in ogni dove e che sono state riprese non solo da esponenti del centrodestra, ma anche da qualche assessore che si è informato presso suoi colleghi o presso consiglieri comunali. In largo Amico, dove si è dipanata la catena umana di solidarietà, nulla faceva pensare a un’evoluzione tanto radicale. Né il vicesindaco Alois, che rappresentava l’Amministrazione, né gli assessori Greco e D’Amico erano al corrente di gesti clamorosi. Eppure la notizia ha tardato a sgonfiarsi. C’era, addirittura, chi parlava di una disposizione data via telefono da Petteruti al segretario generale affinché quest’ultimo preparasse una lettera che il sindaco avrebbe firmato e poi consegnato al protocollo. Giro di telefonate e raccogliamo una serie di secche smentite. Petteruti sarebbe amareggiato per le polemiche di questi giorni e per la rissa da saloon in cui il consigliere comunale Paolo Marzo avrebbe tentato di colpire (pare che ‘sto benedetto o maledetto pugno, anche su questo si sono formate due correnti, non sia arrivato a segno) il suo collega Arturo Di Palo. E non meno scocciato Petteruti si sarebbe mostrato a conclusione della riunione avuta con i consiglieri del gruppo del Pd, i quali, a loro volta, lamentano lo scarso collegamento tra l’attività dell’Amministrazione attiva e la funzione di indirizzo che i consiglieri ritengono di dover svolgere. Fuori di formalità, Esposito, Barbieri e si ritengono tagliati fuori dalle decisioni che contano sia sul versante degli interventi sul tessuto urbano, sia, soprattutto, dalla fase di distribuzione degli incarichi. Il tutto, mentre Franco Capobianco, comincia a togliersi i sassolini dalle scarpe e, prendendo a prtesto l'espisodio Marzo - Di Palo, scrive una lettera a De Franciscis in cui annuncia le sue dimissioni da assessore provinciale, che erano, invece, latenti da almeno un mese e mezzo, dal momento cioè il cui Sandro aveva deciso di puntare, per la candidatura al parlamento, su Ceceri e non sullo stesso Capobianco. Insomma, niente dimissioni, ma, certo, un clima tutt’altro che tranquillo in vista della seduta di Bilancio fissata per il prossimo 5 maggio, data della morte di Napoleone Bonaparte. Qualcuno fa già gli scongiuri, ma ci sentiamo di tranquillizzarlo dato che di Bonaparte e di bonapartisti, dalle parti di Caserta, non ne ne vedono e neppure se ne intravedono. Un dato è, comunque, certo. Se il sindaco dovesse di nuovo rassegnare le dimissioni, difficilmente, questa volta, tornerebbe indietro. L'ingegnere è uomo troppo rigoroso e troppo poco frou frou per far finta la seconda volta di piantare baracca e burattini, salvo, poi, fare marcia indietro prima del fatale ventesimo giorno. Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: www.casertace.it

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