sabato 26 aprile 2008

L'ultima tentazione di Giudicianni: far dimettere Natale per far capire che dietro il ribaltone non ci sono gli affari

S. Maria C. V. - Un passaggio sempre più stretto, angusto e il pericolo sempre più concreto che il disegno di ribaltare la maggioranza voluta dai cittadini di Santa Maria Capua Vetere finisca a carte quarantotto. Il gruppo dei quattro (ogni riferimento a un gruppo cinese ben conosciuto a chi mastica qualcosa di storia del ventesimo secolo è puramente casuale), che aggrega, in un medesimo disegno….politico (anche qui casuale è l’assonanza con la formula rituale usata dai giudici per le indagini preliminari nella parte delle loro ordinanze in cui riassumono i reati contesatati agli indagati, vero, avvocato Stellato?) il sindaco Giudicianni, l’ex vicesindaco Giovanni Campochiaro, l’imprenditore Enzo Natale e lo stesso Stellato. Le reazioni sono state forti e la presa di posizione di Enzo Iodice e del suo gruppo, che alle elezioni comunali appoggiarono lealmente la candidatura della Chirico, ha seminato più di un dubbio nella testa della docente universitaria, che, come spieghiamo in un altro articolo, sta anche ipotizzando di transitare nel Pd. Insomma, quello che sembrava certo nei giorni scorsi, non lo è più adesso e la fatal giornata di lunedì, giorno fissato per la prossima seduta del Consiglio comunale, si avvicina minacciosa davanti alle prospettive di sopravvivenza del quartetto ribaltonista. Ma Giudicianni, Stellato, Natale e Campochiaro non possono tornare indietro. E devono giocarsi il tutto per tutto. L’ultima idea sarebbe nata proprio a conclusione di una serie di colloqui con la Chirico e i suoi consiglieri, i quali non hanno alcuna intenzione di prestare bordone a un’operazione che si configuri come un mero riposizionamento avente finalità esclusivamente inserite in una logica di potere. Il ribaltone diventerebbe più commestibile se fosse accompagnato dalle dimissioni di un assessore che direttamente risponde a uno del gruppo. Ed ecco, dunque, che le dimissioni dalla giunta di Massimiliano Natale, figlio di Enzo, potrebbero arrivare da un minuto all’altro sul tavolo del sindaco. In questo modo si direbbe alla città: Natale non ha retto alla canea delle indiscrezioni e delle malevolenze e, a dimostrazione che dietro questo passaggio politico non c’è alcuna deriva affaristica, nessun intento inconfessabile, ecco che arrivano le dimissioni dell’unico rappresentante del gruppo dei quattro presente in giunta. Ora, se è verto che i sammaritani sono un po’ faciloni e relativi quando entrano in cabina elettorale, certo non sono gli ultimi arrivati nell’interpretazione autentica delle vicende, soprattutto "retroseniche", che riguardano la propria politica e, soprattutto, i propri politici. E’ il segreto di pulcinella, al riguardo, che la famiglia Natale non consideri essenziale che uno dei suoi faccia l’assessore, ma attribuisca, invece, molta più importanza allo sviluppo di determinate operazioni economiche che gli possano garantire un vantaggio diretto o indiretto in termini di introito imprenditoriale o di consolidamento di relazione di partnership con altre aziende. In poche parole, Natale può anche uscire dalla giunta comunale se questo serve a far camminare il progetto del centro commerciale e altri affini. Ormai si gioca a carte scoperte. Il cerino è in mano alla Chirico. Si brucerà, la professoressa? O saprà gettarlo via un secondo prima? Le prossime 48 ore ci diranno tutto. Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: http://www.casertace.it/

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