Caserta – Il presidente della Provincia De Franciscis rimarrà nel Pd e, nei prossimi mesi sarà ancora segretario provinciale del partito. Non lo ha annunciato lui, che, anzi, continua a sostenere il contrario. Ma quello che emerso da una riunione svoltasi ieri sera all’hotel Serenella, albergo di proprietà della famiglia di Chicco Ceceri, va in questa direzione. Presto sarà convocata un’assemblea dei delegati congressuali del Pd, i quali, come abbiamo già scritto ieri, acclameranno De Franciscis come loro capo indiscusso, chiedendogli di continuare dall’interno la battaglia contro Iannuzzi. Non è un caso che, scorrendo i quotidiani cartacei, gli strali maggiori Sandro li abbatta su quest’ultimo e non sui dirigenti nazionali, così com’era successo, invece, nei primissimi minuti successivi alla definizione della liste del Pd, nella serata di martedì. Si va verso il disgelo con Veltroni, dunque. Un dato confermato dal quasi certo ripensamento di Chicco Ceceri, pronto ora ad accettare il numero 12 nella lista del Senato. Numero 12 che gli consentirà, secondo i calcoli che in queste ore vengono fatti nei quartier generali del Pd di Roma e di Caserta, di essere il terzo o il secondo dei non eletti. E magari, non si sa mai, un miracolo elettorale o, più realisticamente, qualche candidatura al parlamento europeo l’anno prossimo di eletti di quest'anno o, al limite, con qualche decesso, magari accelerato dall’azione di menagramo assoldati per la bisogna, Chicco, fra uno o due anni, potrebbe anche diventare senatore. Ovviamente, il sì di Ceceri verrà presentato da De Franciscis come un estremo atto di responsabilità, di sacrificio e di disponibilità. Ma queste sono le parole della politica, che sono distanti anni luce (e la cosa non riguarda assolutamente il solo De Franciscis) dalle intenzioni e dai fatti concreti. Ma oltre a Ceceri, da Roma è dato per scontato anche il ripensamento di Rosa Suppa, la quale, dopo essersi chiusa in casa per tre giorni, dopo aver staccato i telefonini e abbassate le imposte della finestra, si avvierebbe a dire sì alla candidatura col numero 13, cioè nella posizione immediatamente successiva a quella di Ceceri. Un’eventuale elezione al Senato della Suppa sarebbe legata alla vittoria del Pd sul Pdl in Campania. Una eventualità, al momento, esclusa da tutti i sondaggisti del mondo, soprattutto a causa di quel De Mita capolista di Udc – Rosa Bianca e che si avvia a succhiare diverse decine di migliaia di voti a Veltroni soprattutto nelle province di Avellino e di Benevento. Ma si sa, la speme è l’ultima a morire. Ci vorrebbe un colpo di fortuna. Suppa e Ceceri ci sperano.
Autore: g.g. - Fonte: www.casertace.it
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