venerdì 7 marzo 2008

Sandro come Cassano, ora la sfuriata va rimediata

Caserta – “Mi candido o non mi candido”. Il dubbio di Chicco Ceceri, assessore all’Urbanistica, non ha nulla di metafisico o di escatologico. Per cui, per una volta, si possono anche evitare le citazioni a buon mercato del mesto Amleto. Meglio parlare, piuttosto, di un Ceceri che sfoglia i petali della margherita, un fiore, tra l’altro, che l'avvocato amministrativista ha messo in soffitta da un pezzo, da quando, con il suo fratello siamese Sandro De Franciscis, lasciò polemicamente De Mita per emigrare nell’Udeur di Mastella. Passata la rabbia irrefrenabile dei primi minuti, che ha portato il presidente della Provincia alle "dimissioni emotive" da segretario provinciale del Pd, ieri sera gran riunione nel rifugio di sempre: all’hotel Serenella, albergo della famiglia Ceceri, luogo in cui sono state assunte nel passato remoto e prossimo le decisioni politiche più importanti. Rimuovere le macerie provocate dalle improvvide dichiarazioni di De Franciscis, che, uscito paonazzo dalla riunione romana degli stati maggiori del Pd, ha cercato ossessivamente con lo sguardo un taccuino buono, in grado di propagare il più possibile l’onda d’urto della sua rabbia. Lo ha trovato nell’Ansa, che in un battibaleno ha trasformato quelle parole di fuoco, vibrate dal cuore ferito di un uomo, più che di un politico, in un vero e proprio “caso Caserta”. Ora, è chiaro - sicuramente anche al diretto interessato - che quella posizione oltranzista non porterebbe da nessuna parte, anzi è destinata a danneggiare non poco l’immagine di questo presidente dai nervi fragili, dalle emozioni irrefrenabili e dalle dimissioni facili, che hanno ricordato a qualcuno il bambino un po’ prepotente che quando la partitella in cortile non va come lui desidera, chiude i giochi dicendo: “Il pallone è mio, me lo prendo e non si gioca più” Connotati caratteriali che a Caserta erano ben noti, ma che da martedì sono diventati, anche formalmente, un problema politico, dunque non più difendibili nella sfera di una normale rivendicazione della propria privacy, entrando nitidamente anche nel bagaglio di conoscenze di Veltroni e di Rutelli. E questa, certo, non è una buona notizia per il futuro politico di Sandro. Detto ciò, la parola d’ordine di oggi è: limitare i danni. Radio Roma informa che Veltroni ha fatto buon viso a cattivo gioco di fronte alle tante parole pronunciate i questi giorni dal leader casertano, ma ha abbozzato anche di fronte alle istanze provenienti dal segretario regionale Iannuzzi, accontentato in tutto allo scopo di evitare un’altra emorragia dopo l’addio di De Mita. Ma Iannuzzi non avrebbe vita lunga a capo del partito in Campania. E questo avrebbe convinto De Franciscis a rivedere, seppur gradualmente, i suoi propositi di abbandono. Fatta la marachella, nessuno pensi, però, che l’orgogliosissimo Sandro faccia come Cassano, che dopo Sampdoria – Torino, dopo aver tirato la maglietta in faccia all’arbitro, dopo aver discettato in campo sulle preseunte qualità peripatetiche delle donne dell’albero genealogico della giacchetta nera, ha fatto scrivere un comunicato di scuse, in cui ha detto, in pratica, che lui, in fondo, è un buono e che se lo legano e lo imbavagliano quando gli viene il raptus, ne sarebbe felice. De Franciscis, nemmeno sotto tortura ammetterà, invece, di aver esagerato, di aver spacciato per fatto politico un’emozione intima, piegando all’umanissima espressione della stessa, il ragionamento, l’esercizio della funzione di rappresentanza, questa sì tutta politica, e che mai come in questo caso avrebbe dovuto sopravanzare ogni altro tipo di pulsione. Non ammetterà mai di essere arrivato a tanto solo perché in ballo c’era il nome di Ceceri e che certo non si sarebbe scalmanato allo stesso modo se sulla graticola ci fosse stato un altro dei suoi fedelissimi. Non lo ammetterà mai! Ma questo non vuol dire che continuerà a stare sull’Aventino o che per lui si profila un futuro di Cincinnato in un uliveto di Tuoro. L’operazione di rientro è già partita come dimostra il ripensamento di Ceceri che ha accettato la candidatura al Senato, seppur in posizione di retroguardia.
Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: www.casertace.it

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