CASERTA – Fino a stamattina, quando si doveva ricorrere a un esempio di voto contrastato si faceva riferimento al famoso “spoglio della Florida”, una verifica all’ultimissima scheda che decideva alle presidenziali americane del novembre 2000 i destini del mondo. Ma neanche per il testa a testa per George W. Bush e Al Gore, che non si giocavano certo una segreteria provinciale ma la Casa Bianca, si era dovuto aspettare tanto.Alle 23.45 di lunedì 19 novembre l’Utar del Pd, che sta per ufficio tecnico amministrativo regionale, non ha ancora terminato il calcolo dei voti delle Primarie in provincia di Caserta. In tempi di “revanche” proporzionalista quelli del Pd non si sono voluti, infatti, far mancare nulla, neppure il calcolo dei resti, che del proporzionalismo puro è la quintessenza. E proprio i resti dovrebbero andare a colmare il piccolissimo divario che separa, sulla carta e a detta del gruppo degli iannuzziani, il conto complessivo dei delegati demitian-bassoliniani da quelli vicini al presidente della Provincia De Franciscis. Pari o giù di lì, anche se “ gli uomini del Presidente” fanno professione di ottimismo, affermando di essere loro in vantaggio rispeso a Squeglia, Greco, Diana e C.In questa italianissima confusione, che si condisce della guerra senza esclusione di colpi tra le componenti, non senza un po’ di malizia definito dall’ex sindaco di Mondragone uno scontro tra “le due metà del cielo casertano”, si consuma una vigilia congressuale in cui nulla è certo: né il luogo dell’assise, né l’orario, né la composizione definitiva della platea congressuale.Comunque, stasera, una delle “metà del cielo” si è riunita a Caserta in via Maielli nella sede dei fu Ds. La componente della Margherita era rappresentata dallo stesso Michele Zannini, oggi presidente delle Acli, dal consigliere regionale Giuseppe Stellato e da Sammy Pezone, esponente dei margheritini di Aversa. In semi solitudine, non si sa quanto splendida, Ubaldo Greco ha tenuto il vessillo della componente dei Ds, per la quale era presente anche l’attempato Remo Casale, ex consigliere comunale. Lorenzo Diana è arrivato solo a fine riunione. Per la componente dei riformisti socialisti c’era l’ex sindaco di San Tammaro Raffaele Raucci.Una riunione in cui la Margherita ha fato un solo nome: quello di Pierino Squeglia. Greco ha preso tempo, riservandosi di esprimere il punto di vista diessino entro 24/48 ore.Squeglia in campo significa proporre una soluzione di rottura rispetto a De Franciscis, dati i rapporti tutt’altro che idilliaci che si registrano da tempo tra i due. E significa che Squeglia è pronto a giocarsela nell’urna, magari costringendo lo stesso De Franciscis a partecipare a una sfida che si configurerebbe come un vero e proprio “duello finale”. Una mossa forse programmata, anche in virtù della recente nomina del presidente della Provincia nel coordinamento nazionale.De Franciscis ha convocato i “suoi” per mercoledì sera nel solito quartier generale dell’hotel Serenella in viale Carlo III. L’aria che tira è quella della conta, un giochino in cui il presidente della Provincia ha dimostrato di essere un asso già diverse volte: nel 2005 quando contro ogni pronostico, batté Cosentino e nel 2006, alle Primarie, in cui il “suo” Petteruti, messo in campo con un azzardo che a molti apparve temerario, batté Alois di misura, salvo poi beffarlo “di stramisura” al primo turno delle elezioni comunali.Si ha la sensazione che se Squeglia scende in campo, De Franciscis non potrà opporgli un candidato debole. Non certo una Lucia Esposito qualsiasi. Non certo i suoi amiconi di sempre Iaselli e Ceceri.Dovrà accettare il rischio di giocarsela di persona e allora sabato Iannuzzi e Veltroni, per tenere sereno il clima ed evitare disordine, dovranno forse disturbare i marines.Con queste premesse è ben difficile che Caserta possa partecipare ad un eventuale accordo regionale tra le componenti uscite fuori dalle primarie. Stasera si parlava di una Salerno concessa alla minoranza per controbilanciare il peso del segretario regionale Iannuzzi, che è salernitano, e per tenere buono il vulcanico sindaco De Luca.Si parlava di una Benevento e di una Avellino date in appalto alla Margherita, precisamente il capoluogo irpino a Giuseppe De Mita, nipote del Vate di Nusco e il Sannio all’ex deputato di San Giorgio, Mario Pepe. Napoli sarà indiscutibilmente in quota Ds, anche se qui, ancora stasera, continuavano a litigare di brutto la componente di Bassolino, che preme addirittura per far eleggere un uomo del suo staff, e quella del ministro Nicolais.
fonte: Casertace autore:Gianluigi Guarino
martedì 20 novembre 2007
Pd, Squeglia si candida ma De Franciscis aspetta i resti
Pubblicato da News Caserta Online alle 09:10