giovedì 19 marzo 2009

Il cabaret sammaritano non chiude mai: niente assessore all'Idv. De Riso si infuria e firma la mozione di sfiducia

POLITICA SANTA MARIA CAPUA VETERE – Dato che ci siamo rotti le scatole di indignarci, tanto i sammaritani sono così e più i loro politici sono una chiavica (politicamente parlando, ovviamente) e loro più li votano, “la buttiamo a cabaret”. E sì, perché quello consumatasi qualche minuto fa è una scena degna della trasmissione No Stop, mitico palcoscenico Rai di fine anni Settanta, che consacrò gli estri incontinenti di comici del calibro di Troisi e Verdone. Solo che quelli fingevano, questi , invece, fanno ridere al naturale, facendo, cioè, sul serio. Il sindaco Giudicianni, alle 6 di oggi pomeriggio, ha convocato i capigruppo di maggioranza e ha letto i nomi della giunta: due socialisti (Leone, tra l’altro, vicesindaco, e Feola), tre Pd (Russo, Maio e Salzillo), uno di Rifondazione (Delle Femmine), uno solo dell’Italia dei valori (un tal Esposito di cui si riconoscono le tracce in quel di Caivano) e un indipendente, che sarebbe poi Castaldo, cioè il vero padrone, in questo momento, insieme a Giuseppe Stellato, della città. In poche parole, Giudicianni, che Castaldo non è caratterialmente in grado di buttarlo fuori, se n’è infischiato del diktat dell’Italia dei Valori, che, non senza ragione, protestava perché con quattro consiglieri avrebbero raccolto solo un posto in giunta, a differenza dei socialista, per di più ribaltonisti, che sempre con quattro consiglieri ottenevano due assessori, con il prezioso optional del vicesindaco.Da qui il colpo di teatro: De Riso, che era passato da Forza Italia al partito di Di Pietro, ha impugnato la penna e, intercettati i suoi ex amici di cordata del centrodestra, ha detto: firmo la mozione di sfiducia anche in questo momento. Gli altri tre dell’Idv sono rimasti con un palmo di naso e, in questo istante, non sanno che pesci pigliare. Alla firma di De Riso si è aggiunta quella di Peppe Rinaldi, il quale è stato sensibilizzato evidentemente da Biagio Di Muro, che ha cominciato finalmente a capire che l’opposizione si fa con atti limpidi e, soprattutto, politicamente formali. Insomma, le firme sono arrivate a 11. Una roba che, se Edgardo Olimpo mettesse in pratica un quarto di quello che ha espresso a parole contro questa amministrazione, la mozione avrebbe la forza per essere presentata e discussa in Consiglio.Staremo a vedere. Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: CasertaC'è

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