martedì 11 novembre 2008

Trasfiv, dissequestrate le quote azionarie

Marcianise - Le indagini a carico della Trasfiv erano iniziate nel 2004 con le denunce dell'ex imprenditore Giovanni Sandomenico, amministratore delle Sige Holding e Sige Group, società che presentano oltre 15 milioni di euro di debiti non onorati nei confronti della Trasfiv. A quanto pare, nelle sue denunce Sandomenico aveva sostenuto che le capacità finanziarie della Trasfiv fossero di origine incerta e non trasparente, circostanza ora smentita, non solo, da molti provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere, ma dallo stesso Tribunale del Riesame di Napoli che ha escluso qualsiasi ipotesi di reato a carico della Trasfiv. "E' singolare che - dichiara l'amministratore della Trasfiv, Alessandro Acconcia - l'Autorità giudiziaria non abbia rilevato la strana coincidenza temporale tra le denunce del Sandomenico e la progressione delle procedure esecutive in corso nei suoi confronti. Dal 2004 è impegnato in un'opera costante di strumentalizzazione delle indagini penali per i suoi fini personali, circostanza per la quale abbiamo già provveduto a denunciarlo per calunnia". "Ho sempre avuto una grande fiducia nella giustizia e sono sicuro che — prosegue - saprà accertare e riconoscere la serietà, la lealtà commerciale e la piena legalità della gestione della Trasfiv e delle altre società del nostro gruppo. Certo abbiamo dovuto subire una prova durissima, nè può sfuggire a nessuno il danno enorme all'immagine ed all'avviamento della Trasfiv creata da un provvedimento di sequestro sbagliato ed illegittimo". Per l'amministratore della Trasfiv "tutti gli imprenditori della nostra Regione - afferma - sanno che l'economia è strangolata dalla criminalità organizzata e che devono assumersi rischi che altrove non esistono per mantenere sana ed indenne da collusioni la propria realtà aziendale". "Spiace molto dover constatare che tra questi rischi vi sia anche il pericolo di essere colpiti da provvedimenti giudiziari ingiusti - prosegue - perchè emessi senza approfondimento, pur se nel lodevole intento di rispondere con urgenza a pressanti richieste di legalità". L'imprenditore Casertano, con tono perentorio evidenzia ancora che "la situazione paradossale è che l'attività economica in questa provincia finisca stretta in una morsa micidiale - afferma - da una parte la criminalità e dall'altra parte una giustizia che per fretta e troppa ansia di ripristinare la legalità sul territorio può colpire attività perfettamente legali". Da qui l'amara constatazione di Acconcia: "E'difficile, dal mio punto di vista - conclude - non percepire quanto il ruolo di un imprenditore nel nostro contesto sia condizionato da un grado di incertezza spesso inverosimile". Comunicato Stampa.

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