Caserta - Quale utilizzo per l’ex discarica di rifiuti industriali adiacente all’ex Ucar? Se lo chiede, con Giovanna Maietta, il Comitato Emergenza Rifiuti, riportando alla ribalta l'area oggetto di un accordo tra il Comune e la Tecnocampus di Augusto Tedeschi, oggi anche al vertice dell'importante associazione dei costruttori di Confindustria Caserta dopo essere subentrato ad Antonio Della Gatta.Settembre comincia: finite le vacanze, ritornano i tempi e i ritmi del business. La Tecnocampus è il "braccio operativo" del Gruppo di Cristoforo Coppola nell'area dell'ex St.Gobain, come ci ricorda questa inaugurazione di solo sette mesi fa:http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=523222&KeyW=DISMESSA Mentre il sindaco di San Nicola La Strada, Angelo Pascariello, ha autorizzato, lì vicino, un piano di lottizzazione convenzionata proprio a Cristoforo Coppola e Augusto Tedeschi:http://www.sito.regione.campania.it/burc/pdf06/burc27or_06/atti_urbanistici.pdf. Ma torniamo alla denuncia del comitato: "A pochi metri dal capannone dell’ex stabilimento industriale vi è una vasca che un tempo era la discarica della fabbrica di grafite. La discarica fu sottoposta a sequestro e quindi per anni è rimasta inutilizzata, su di essa un manto di vegetazione spontanea ha quasi dato la parvenza che fosse un’area salubre. Da qualche settimana qualcuno sta intervenendo su questa area con rimozione della vegetazione e uno scavo che ha evidenziato una vecchia impermeabilizzazione con geomembrana delle pareti perimetrali". Chi scava, chi mette mano all'area?Nell’ultima settimana il Comitato emergenza rifiuti ha cercato di capire se questi interventi sono finalizzati a una bonifica e se ci sarà un futuro utilizzo di questa discarica. Ma dal settore ecologia del comune di Caserta non è pervenuta alcuna risposta."Non perché sia calato il solito silenzio di quando si allestisce una discarica di rifiuti in area inidonea - scrive il comiato - ma a quanto pare perché nessuno ne sa niente. Forse dovremmo rivolgerci all’urbanistica? Sarebbe assurdo visto che qualsiasi intervento in quell’area presuppone una accurata bonifica ma principalmente un dissequestro". Ed ora il paradosso (continuiamo a definirle semplicemente così alcune stranezze comunali): l’assessore Luigi Del Rosso risponde al comitato che l’area non ricade nel territorio del comune di Caserta. Non è vero."Una espressione sintomatica di un plateale scaricabarile o semplicemente una lacunosa non conoscenza del territorio e dei propri confini? - si chiede il comitato - . Sarebbe superfluo chiedere al sindaco di San Nicola visto che con certezza possiamo affermare che si tratta di territorio di Caserta ma che per la sua vicinanza a San Nicola tutte le scelte indirizzate all’apertura di siti di trasferenza, di stoccaggio o discariche penalizzano i cittadini sannicolesi più dei casertani. Il Comitato emergenza rifiuti vuole vederci chiaro e ritiene inaccettabile che l’amministrazione comunale di Caserta ignori persino quello che accade in adiacenza a un capannone divenuto sito di stoccaggio di rifiuti solidi urbani e tutt’ora utilizzato nonostante la scadenza degli ormai trascorsi sei mesi. Il ComEr provvederà al inoltrare esposto alle autorità competenti per chiedere le dovute verifiche e finalmente fare chiarezza su questa strana vicenda". Fin qui la nota di Giovanna Maietta. Ma torniamo alla Tecnocampus. Per primi noi di casertac'è, nel bel mezzo del caos dell'emergenza a cavallo tra la fine del 2007 e l'avvio burrascoso del 2008, scrivemmo della società di Tedeschi e dell'intesa raggiunta con l'esecutivo Petteruti il cui vertice - il sindaco - ebbe parole di plauso per la "disponibilità" della società. Beh, salvo integrazioni tenute segrete, quell'accordo è scaduto. Perchè durava solo sei mesi e aveva, tra le pieghe della delibera di giunta, alcune clausole che ora ritornano buone per capire cosa stia succedendo nell'area affianco al capannone utilizzato per lo stoccaggio dei rifiuti. Ogni intervento di "bonifica" successivo al "comodato gratuito" è a carico del Comune, è scritto nella delibera di giunta. Ma l'area cui si riferisce il comitato è stata oggetto anche di denunce del blog Ambienti: lì ci sarebbero rifiuti pericolosi.Diventa allora urgente e importante che si accerti cosa accade nella zona. Chi sta mettendo mano all'area? Il Comune? Le ruspe del Gruppo Coppola? Per farci cosa?Intanto, come è possibile leggere qui sotto, Caserta è stata, nel 2007, all'ultimo posto in Italia per la differenziata. A qualcuno interessa che resti "al palo" per continuare i suoi lucrosi business? Fonte: www.casertace.it
lunedì 1 settembre 2008
Settembre, tempi di business per Tecnocampus e Gruppo Coppola.
Pubblicato da News Caserta Online alle 10:57
Etichette: cronaca, cronaca caserta, newscaserta.net, Settembre, tempi di business per Tecnocampus e Gruppo Coppola
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento