martedì 9 settembre 2008

Atti teppismo scuola media, la denuncia del preside

Cancello S. – "Malgrado alcune denunce presentate ai Carabinieri e lettere inviate alla Procura della Repubblica, al sig. Prefetto, al direttore scolastico regionale ed a quello provinciale di Caserta, nonché al Sig. Sindaco, la scuola media "A. Moro" di CANCELLO SCALO continua ad essere terra di nessuno, senza che alcuno intervento sia mai stato attivato.Nelle ore serali sono frequenti le incursioni di teppisti, di allegre brigate che si riuniscono per mangiare pizze,bere birra, imbrattando con gli avanzi ed i contenitori di carta, le scale, le vetrate e l'area esterna.Anche coppiette, in cerca d'intimità, accedono liberamente all'area esterna, lasciando sul terreno evidenti tracce delle loro effusioni.La presenza di siringhe è infine il segno evidente della presenza di tossicodipendenti.Nella recente ultima incursione, sono stati inoltre abbattuti i tre pennoni utilizzati per l'esposizione delle bandiere."Non mi stupisco, dice il dirigente scolastico prof. Vincenzo Casoria, di quanto accade ormai da gran tempo, ma resto sbigottito di fronte al silenzio ed all'indifferenza di quanti hanno il dovere morale ed istituzionale di assumere iniziative atte a contenere, se non debellare il fenomeno.Una scuola, continua il dirigente Casoria, non può essere tale di mattina, per trasformarsi di sera in "parco dell'amore" o area di libera droga, o tavola calda all'aperto, ovvero ancora in pista per evoluzioni acrobatiche di automobilisti e motociclisti alla ricerca di emozioni alla James Dean.Le soluzioni ci sarebbero ma sono ormai stanco di dare suggerimenti inutili ed inascoltati. Tempo fa, infine, denunciai invano agli stessi organi citati sopra, l'aggressione di un alunno disabile, avvenuta nella scuola, durante l'ora di educazione fisica, da parte di giovinastri.Poiché sembra che tutti si attivino e si commuovano solo quando ci scappa il morto, in quell'occasione, grazie a Dio, ci fu almeno risparmiato l'ipocrita rito dell'indignazione, delle dichiarazioni altisonanti, del bla bla di circostanza. Nessuno s'indignò, nessuno compianse il povero disabile aggredito, forse perché tutti impegnati ad organizzare qualche manifestazione o qualche concorso riguardanti la legalità.Grande è l'amarezza di fronte a tanto colpevole silenzio, ma sempre più grande e risoluta sarà la battaglia di civiltà che il dirigente intende condurre d'ora in poi, seguendo modalità assolutamente diverse da quelle finora seguite, improduttive di qualsiasi esito".

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