mercoledì 25 giugno 2008

Pd, le "orfanelle" candidano Stellato alla segreteria, il problema di Sandro? I falchi della sua corrente

S. Maria C. V. - De Franciscis vuole l’unità, ma l’unità è difficile. Come abbiamo già più volte scritto, il presidente della Provincia intende ripercorrere le orme del suo predecessore Riccardo Ventre, prima presentandosi e, poi, aggiudicandosi evitando ogni sorta di sorpresa, un seggio al parlamento europeo. Ma l’operazione passa per un accordo con la corrente di Campania Democratica che fa perno su Bassolino e Cozzolino, che tengono in piedi la segreteria regionale di Iannuzzi. A Caserta, Campania Democratica si è, in pratica, già sfasciata. Da una parte ci sono i quattro quinti degli ex Ds, riuniti attorno all’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Enzo Iodice, a Lorenzo Diana, a Dario Abbate, Filippo Fecondo, a Ubaldo Greco, al presidente dell’Asi Cipullo e ad Achille Natalizio, dall’altra gli orfanelli e, soprattutto le orfanelle di De Mita, adottate amorevolmente dalla coppia Franceschini, Fioroni. Ieri sera, questi due gruppi hanno tenuto due riunioni separate. Per gli ex Ds, un’operazione nostalgia nella ormai storica sede di via Maielli, le orfanelle da qualche altra parte non ancora identificata. In sintesi, Campania democratica versione Quercia ha ammorbidito, in parte, i suoi toni, offrendo a De Franciscis una ciambella di salvataggio: Iodice e compagnia si sono, infatti, per la prima volta, dichiarati formalmente persuasi che l’unica strada sia quella dell’unità, ma ovviamente all’interno di questo perimetro, non rinuncerannoa rivendicare la segreteria provinciale, nell’ottica di un riequilibrio di potere oggi assolutamente sbilanciato, a loro dire, a favore dell’area di Sandro, che ha in mano Provincia, Comune di Caserta e Comune di Maddaloni. Restringendo ulteriormente e un po' brutalmente lo spazio della sintesi, i Ds dicono a quelli dell’area De Franciscis: non vogliamo indicare noi un nome secco, della serie “bere o affogare”, ma siamo disponibili a scegliere insieme a voi il personaggio della nostra corrente che può esservi gradito o, al limite, non sgradito. Se dipendesse solo da De Franciscis, l’accordo sarebbe già stato fatto. Il problema è che dalla sua area arrivano brutti spifferi. Sono tanti gli spiriti inquieti, coloro i quali hanno giurato che mai e poi mai al congresso provinciale del 4 luglio voteranno per un ex diessino. II fatto che si sia capito, poi, che Sandro l’accordo lo vuole “Cicero pro domo sua”, in esclusiva proiezione elettorale, peggiora, per quel che è possibile, il quadro di un ipotetica intesa. Per quel che riguarda l’area degli orfanelli e delle orfanelle adottate, la riunione di ieri sera, a cui erano presenti, tra gli altri e le altre, anche la neo deputata Pina Picierno e Rosa Suppa, ha stabilito una cosa chiara: che i numeri non tornano e che uno di loro non sarà mai segreterio provinciale, nonostante la spinta e le autorevoli sponsorizzazioni romane. Ma siccome bisogna dare l’idea che la corrente c’è, che è viva ed anche vegeta, bisogna mandare avanti un nome. E così, ieri sera è saltato fuori quello del consigliere regionale Giuseppe Stellato, autore di diverse piroette nell’ultimo anno. Prima fedelissimo di Squeglia, poi passato clamorosamente in appoggio a De Franciscis pochi minuti prima della drammatica assemblea provinciale del novembre scorso, oggi ritornato in braccio alla Picierno e alla Suppa, dove, tutto sommato, tanto male, per motivi facilmente comprensibili, non si sta. Il dato che nel codice etico del Pd si consigli caldamente a parlamentari e consiglieri regionali in carica di evitare di concorrere a cariche politiche è un puro optiona. Si tratta di cavilli fastidisosi, di autentiche pinzellacchere - vero avvocato Stellato? - ,di questioni che hanno a che fare con l’etica, non con le regole sancite. E si sa che da queste parti l’etica politica è un ridicolo simulacro buono al più per i cani che nei suoi pressi alzano la gamba e lo battezzano come merita. Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: http://www.casertace.it/

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