lunedì 23 giugno 2008

La Suppa ce la fa, la Picierno...si sposa

Caserta - Ha la stessa capacità di aggregazione di una puzzola stagionata e incazzata, ma questo l’ex ministro Fioroni (quello, per intenderci, che ha partorito gli ispettori ministeriali ignorantoni che hanno fatto rivoltare nella tomba Montale e Luciano di Samosata sputtanando le tracce degli esami di maturità,) non lo sa. E non lo sa neppure l’assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano. Presto, però, se ne accorgeranno, quando chiederanno a Rosa Suppa, il cui nome hanno sponsorizzato con determinazione degna di miglior causa, perché entrasse a far parte della stanza dei bottoni del Partito Democratico, di formare anche a Caserta una potente corrente che li rappresenti. Difficile, molto difficile che la Suppa, una mai eletta in vita sua e nonostante questo in grado di farsi nominare prima consigliera regionale, poi, addirittura, deputata della Repubblica italiana, riesca a mettere insieme i cocci di quella che fu l’antica corrente che faceva capo a Ciriaco De Mita e, qui a Caserta, a Pierino Squeglia. La Suppa, da ieri, è uno dei 120 componenti della direzione nazionale del partito, eletti a Roma a conclusione dell’assemblea in cui Veltroni ha decretato la fine della strategia aperturista nei confronti di Berlusconi e della maggioranza di centrodestra. Una direzione che risponde, col rigore del bilancino, a una logica di scientifica spartizione tra anime e correnti e che ha lasciato fuori personaggi di spicco come l’ex ministro Arturo Parisi, a cui ha nuociuto in maniera esiziale l’aver voluto essere, fino all’estremo, l’ultimo giapponese di Prodi e del prodismo, che nel Pd veltronico viene considerata una iattura ai limiti della piaga biblica. La Suppa dentro, la ministressa ombra o l’ombra di ministressa Pina Picierno da Teano, che alla Suppa, in pratica, ha soffiato il posto in parlamento e che oggi è ministro ombra, fuori dalla direzione del partito. Poco male, la ragazza si potrà consolare presto convolando a giuste nozze con un sindacalista della Cgil. Oltre alla Suppa, nella direzione nazionale, c’è, ovviamente, il presidente della Provincia Sandro De Franciscis, che ha rinsaldato, a quanto pare, negli ultimi tempi il proprio rapporto con Francesco Rutelli e che, dunque, dovrebbe apprestarsi a varcare il Rubicone, dopo i temporeggiamenti degli ultimi mesi, sopportando il rischio e abbracciando la causa degli innovatori di Donato Mosella, che, a Napoli, proprio in nome di Rutelli e di una politica che chiuda con il passato del bassolinismo imperante, sta lavorando per dar vita, partendo dal basso, dalle associazioni e da una società civile in grado di superare la logica dell’assistenzialismo, un gruppo in grado di contrapporsi alla potente corrente della conservazione che D’Alema sta mettendo in piedi avvalendosi di autentici campioni della gestione e del potere clientelare quali Cozzolino e lo stesso Montemarano, che restano abbarbicati al metodo Bassolino, al bassolinismo e allo stesso Bassolino Non è stata una giornata fausta, invece, per Lorenzo Diana, che nella direzione nazionale del Pd ha tentato in tutte le maniere di entrare e che, invece, per il dispacere dei suoi supporter casertani, non è entrato. Ieri pomeriggio Ubaldo Greco andava raccontando che Diana era dentro, De Franciscis, addirittura, fuori. Le cose sono andate, alla fine, esattamente al contrario. Diana si è speso senza alcun risparmio, a quanto pare arrivando a sensibilizzare anche il presidente della Repubblica Napolitano, in un incontro che Diana sostiene di aver avuto in quanto responsabile nazionale dell’Antimafia. Volutamente abbiamo omesso la citazione del partito in cui Diana eserciterebbe questa funzione. A quanto ci risulta, infatti, l’ex parlamentare di San Cipriano di Aversa rivestiva la carica nei Ds, che oggi, però, non ci sono più. Il Pd non ha ancora determinato alcuna investitura, anche se è chiaro che l’uomo di maggiore spessore, di indiscusso rilievo culturale e politico in materia di criminalità organizzata risponde al nome di Giuseppe Lumia, rispetto a quale Diana è destinato ad essere considerato iuna subordinata. Fin qui la cronaca scarna dell’assemblea nazionale del Pd. Da lunedì si passa alla fase dei congressi cittadini. Ne vedremo delle belle, a partire da quello che non si vede più. Cioè, gli elenchi di coloro che hanno votato alle primarie nell’ottobre scorso, letteralmente scomparsi in Comuni importantissimi quali Aversa e Marcianise. Ma questa è un’altra storia di cui cominceremo a occuparci dai prossimi giorni. Pace e bene! Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: www.casertace.it

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