lunedì 5 maggio 2008

Aversa nella storia, è serie C

Aversa - E' festa folle e senza freni per Aversa calcistica che vede il suo nome per la prima volta iscritto nel campionato di serie C-2. Dopo una lunga cavalcata, a un certo punto diventata quasi impossibile, la squadra di Sergio (subentato a Boccolini a metà stagione) è riuscita a spuntarla su un Barletta che non si è arreso fino all'ultima giornata ed ha ceduto lo scettro ai granata per un solo punto. Una grande gioia per la città di Fieramosca e per tutto l'Agro costretto suo malgrado ad essere protagonista non sempre positivo della vita della provincia casertana. Un premio alla costanza e alla generosità dell'artefice di questo successo, ovviamente il presidente Spezzaferri che ha preso il calcio cittadino in una situazione fallimentare e lo ha portato in tre anni ai vertici della serie D e, dopo qualche delusione, nella storia.L'Aversa Normanna si presenta in campo a Bitonto con Robustelli, Cozzolino, Posillipo, Avolio, Di Girolamo, Arini, Longo, Marasco, Coquin, Ingenito, Sarli. I granata giocano praticamente in casa sostenuti da un seguito di quasi 1000 tifosi giunti a Bitonto con ogni mezzo. I normanni partono fortissimo determinati a raggiungere l'obbiettivo del professionismo. Manco a dirlo, dopo 4 minuti è già vantaggio per gli ospiti. La solita coppia Marasco-Sarli confeziona l'azione che porta il bomber a mettere dentro il pallone. Poco dopo pareggia il Bitonto con uno splendido gol in acrobazia di Ferrara. E' un fuoco di paglia perché nel giro di dieci minuti si scatena Checco Ingenito, l'altro goleador aversano, che mette a segno una doppietta che praticamente manda in archivio il primo tempo sul 3-1 senza che accada null'altro di rilevante. Le squadre tornano in campo ma l'Aversa deve solo gestire il vantaggio che incrementa con un bel colpo di testa di Di Girolamo. Un attimo prima del fischio finale gol del 4-2 che serve solo per le statistiche. I tifosi, già festanti dal primo tempo, toccano il sogno con mano. Aversa entra nel calcio professionistico per la prima volta nella sua storia. Autore: Alfonso Norelli

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