Caserta – Antonio Noto, oltre ad essere il presidente della Ipr Marketing, uno degli istituti di sondaggi più autorevoli e consultati del nostro Paese, è anche un amico e un frequentatore usuale di www.casertace.it. Nel 2005, fu Noto a prevedere un mese prima delle elezioni provinciali la vittoria di Sandro De Franciscis su Nicola Cosentino. Chi scrive, al tempo direttore del Corriere di Caserta, ebbe la possibilità di pubblicare quei numeri che trovarono riscontro al centesimo di punto nell’urna elettorale. Insomma, se Noto fa un sondaggio, quando non ci prende in pieno, quanto meno ci va molto vicino. Se poi questo sondaggio lo concede anche a degli amici sta ancora più attento che questi amici non facciano una brutta figura. Oggi, l’Ipr, proprio in coincidenza con l’ultimo giorno consentito per la loro pubblicazione, ai sensi della famosa e famigerata legge sulla par condicio, ha sfornato la stima forse più attesa: quella della Regione Campania. La valutazione arriva quattro giorni dopo quella effettuata dalla Swg per il settimanale l’Espresso.Il sondaggio Ipr (leggilo completamente nel file da scaricare qui sotto) dice tutto, ma può anche non dire nulla, nel senso che l’8% secco attribuito alla Sinistra Arcobaleno garantirebbe lo sfondamento dello sbarramento e un paio di senatori al rassemblement capitanato a Fausto Bertinotti. Ma dire 8 per cento secco significa parlare di un dato incerto, anzi incertissimo, visto che il margine d’errore c’è ed è valutato statisticamente, tra l’uno e i due punti. Insomma, se alla fine la Sinistra Arcobaleno becca più di dell’8 per cento, la differenza sarebbe relativa visto che i senatori eletti sarebbero sempre due. Ma se raccoglie, mettiamo, il 7,99 per cento, allora, a fronte dell’impercettibile scostamento del voto reale rispetto a quello ipotizzato, lo scenario diventerebbe radicalmente diverso per quel che riguarda la ripartizione dei seggi. Non superando lo sbarramento, fissato per i partiti non inseriti in una coalizione proprio all’8 per cento, l’Arcobaleno rimarrebbe a secco e i due senatori “ballerini” se li aggiudicherebbe il Pd, soccombente nei confronti del Pdl, ma in grado di fare quasi il pieno dei 13 parlamentari di Palazzo Madama che toccano ai perdenti. E proprio sul “quasi” che casca l’asino. Per carità, è un modo di dire, dato che a a cascare sono le leggiadre e tremanti speranze di Rosa Suppa, numero 13 della lista del Pd. Il sondaggio Ipr attribuisce, infatti, un rassicurante 3,7 per cento all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, cioè uno 0,7 per cento in più rispetto ai voti raccolti dal partito di Tonino alle elezioni del 2006. E siccome, per i partiti che partecipano a una coalizione lo sbarramento non è fissato all’8 per cento, ma al 3 per cento, ecco che Idv confermerebbe il senatore che la volta scorsa prese per il rotto della cuffia e per effetto di un miracoloso 3 punto 0 per cento. Il senatore in questione fu Sergio De Gregorio, che prima si fece eleggere dal centrodestra alla presidenza della Commissione Difesa del Senato, successivamente passò dalla parte di Berlusconi che lo ha ricompensato con una candidatura nel Pdl che gli garantisce la rielezione. Questa volta il senatore campano di Di Pietro sarebbe Formisano che dovrebbe mettere al riparo l'ex eroe di Mani Pulite da scherzetti trasformistici. Con Formisano dentro, la Suppa è fuori, visto che il Pd eleggerebbe 12 senatori, esattamente fino a Chicco Ceceri, e l’Idv uno. Ma se il sondaggio dell’Ipr si dovesse trovare al millimetro, allora anche Chicco Ceceri rimarrebbe fuori. I 13 senatori che toccano ai perdenti sarebbero, infatti, così ripartiti: 10 al Pd, che sarebbero Marco Follini, Alfonso Andria, Anna Maria Carloni che è la moglie di Bassolino, Silvio Emilio Siriana, Maria Fortuna Incostante, Riccardo Villari, Teresa Armato, Franca Chiaromonte e Adriano Musi. Primo dei non eletti Giuseppe Russo, secondo dei non eletti Chicco Ceceri, nel senso che se due dei dieci suddetti tirano le cuoia, lui entra in parlamento, mentre per la Suppa, terza dei non eletti, occorrerebbe che palazzo Madama fosse colpito da un’epidemia di peste di manzoniana memoria. Un senatore – come detto, Formisano - andrebbe all’Italia dei Valori e due alla Sinistra Arcobaleno, che sarebbero Tommaso Sodano e Giacomo De Angelis. Sorte beffarda quella della Suppa, visto che De Angelis è un maddalonese come lei e che De Angelis sarebbe proprio colui il quale, insieme a Formisano, numeri alla mano di questo ultimo sondaggio Ipr marketing, frustrerebbe il sogno di Rosetta di mettere la sigla “sen.” dietro il suo nome.Dall’altra parte, 17 seggi pieni al Pdl con i casertani Giuliano, Sarro e Coronella eletti e accompagnati da Luigi Compagna, già senatore nella legislatura 2001 – 2006 eletto nel collegio senatoriale di Caserta e da Sergio Vetrella, napoletano, ma saldamente ancorato professionalmente alla nostra provincia dato che dirige il Centro di ricerca aerospaziale di Capua. Clamorosamente fuori dal parlamento rimarrebbero Ciriaco De Mita e la sannita Erminia Mazzoni, rispettivamente capolista e numero due al Senato dell’Udc, attestato, secondo il sondaggio di Ipr Marketing al 5,5 per cento, che è un dato forse più severo rispetto a quello fornito da altri istituti di sondaggi, i quali, però, non cambiano la sostanza della bocciatura in quanto danno l’Udc al massimo al 7,1 – 7,2 per cento.GLI ELETTI DELLA CAMERA- Per quel che riguarda la Camera dei Deputati, il discorso degli sbarramenti è più semplice. Sia la Sinistra Arcobaleno, sia l’Udc sono destinati a superare ampiamente lo sbarramento che per Montecitorio è nazionale e non regionale e che per i partiti non coalizzati è fissato al 4 per cento e non al 2 per cento com’è per quelli inglobati in una coalizione elettorale. Per l’Ipr Marketing nella circoscrizione di Campania due sarebbero eletti nel Pdl 17 candidati. I capilista Berlusconi e Fini e, nell’ordine, la Carfagna, i casertani Nicola Cosentino, Mario Landolfi, Giancarlo Lehner, la beneventana Nunzia De Girolamo, Edmondo Cirielli, Mario Pepe, Marco Mario Milanese, Giulia Cosenza, Michaela Biancofiore, il sannita Gennaro Malgieri, l’irpino Marco Pugliese, amministratore delegato dell’Avellino calcio ed ex proprietario della Ixfin di Marcianise, Pasquale Vessa, Gerardo Soglia e, per ultima, la casertana Giovanna Petrenga. Ottime possibilità di ingresso anche per i numeri 19 e 20, pronti a subentrare qualora Berlusconi ( a cui è legato il destino del numero 18, Nicola Formichella) e Fini ( a cui è legata la posizione del numero 19 Anna Ferrazzano) dovessero optare per l’elezione in altra circoscrizione. Primo dei non eletti sarebbe Antonio Lubritto, ex assessore regionale salernitano, che dopo un lungo peregrinare è approdato nel Pdl in zona borderline. Una curiosità: il piccolo Comune di Solopaca, in provincia di Benevento, quattromila abitanti o poco più, noto per le sue produzioni vitivinicole, avrebbe ben due parlamentari: Gennaro Malgieri in quota An e Nicola Formichella, uno che non eccelleva certo nelle sue zone per la qualità del suo pensiero e del suo impegno politico, ma che deve aver colpito moltissimo gli estri di Dell’Utri, che ne ha fatto uno dei punti di riferimento dei suoi circoli giovanili. Numeri di Antonio Noto alla mano, sarebbero 8 gli eletti del Pd. Con Veltroni che sicuramente opterebbe per un’altra circoscrizione, a Montecitorio entrerebbero la capolista Pina Picierno, il segretario regionale Tino Iannuzzi, Guglielmo Vaccaio, il sannita Costantino Boffa, la segretaria del ministro Gentiloni, Luciana Pedoto, Fulvio Bonavitacola, l’altro sannita di San Giorgio del Sannio Mario Pepe, segretario provinciale del Pd di Benevento e il casertano Stefano Graziano, che diventerebbe il parlamentare di maggior peso del centrosinistra casertano. Due gli eletti dell’Udc: Francesco Pionati, irpino, figlio dell’ex sindaco di Avellino, giornalista in aspettativa del Tg1, dove per anni ha curato l’immancabile pastone politico servito ogni sera a cena agli italiani, e Mimì Zinzi. Giuseppe De Mita rimarrebbe fuori proprio come lo zio rimarrebbe fuori dal Senato. Dato che ci siamo, è opportuno dare un’occhiata anche agli eletti nella circoscrizione della Camera di Campania 1, visto che anche in questa lista ci sono tre casertani in odore di elezione: si tratta di Italo Bocchino, di Gianfranco Paglia, il militare ridotto su una sedia a rotelle dalle ferite riportate mentre era in missione di pace ed Enzo D’Anna di Santa Maria a Vico, presidente regionale di Federlab. Ebbene, il clamoroso 47, 5 per cento che Ipr Marketing accredita al Pdl porterebbe all’elezione di 20 candidati di quella lista. Tra loro, Italo Bocchino, che, ricordiamo, è di Frignano, candidato col numero 5, Gianfranco Paglia, candidato col numero 19, e mettiamoci pure Maria Elena Stasi, numero 20, che di Caserta non è, ma a Caserta è molto conosciuta, avendo svolto la funzione di Prefetto e per qualche mese prima delle elezioni comunali del 2006 quella di commissario prefettizio al posto del decaduto sindaco Falco. Enzo D’Anna sarebbe dputato al 99 per cento, dato che per entrare basterebbe che uno solo tra Berlusconi e Fini optasse per un’altra circoscrizione.
Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: http://www.casertace.it/
0 commenti:
Posta un commento