S.Maria C.V: – Rita Giaretta è nata a Quinto Vicentino (Vicenza) nel 1956. Ha vissuto la sua giovinezza impegnandosi come infermiera, sindacalista e “viaggiatrice”. È suora orsolina del S. Cuore di Maria dal 1987. Dopo il primo contatto con le problematiche dell’immigrazione, ha rivolto la sua attenzione operativa soprattutto alle donne. Dal 1995 è in “missione” a Caserta, dove è responsabile del centro di accoglienza “Casa Rut” per donne immigrate in gravi situazioni di difficoltà. Nel 2004 ha accompagnato e sostenuto la nascita della cooperativa sociale “neWhope”, per favorire l’inserimento lavorativo di queste donne e avviarle a una piena autonomia. Rita Giaretta venerdì 16 novembre (ore 19,00) sarà protagonista dell’incontro con i lettori della serie “Scrittori in carta e ossa. Una sera con…”, alla libreria Spartaco-Interno4 di via Martucci a Santa Maria Capua Vetere, con il libro “Non più schiave. Casa Rut, il coraggio di una Comunità”, recentemente pubblicato dalla casa editrice Marlin. Interverranno anche Mirela Macovei, presidente della cooperativa “neWhop”, e la sociologa Raffaella Palladino, presidente della cooperativa Eva. Chi si accosta a questo a libro-testimonianza, dal linguaggio vero, efficace, ricco di provocazioni e vibrazioni, vive l’impatto con quel fenomeno, ormai globalizzato, che è la tratta di donne e minori migranti, nuova forma di schiavitù a scopo di sfruttamento sessuale. Questa grave realtà di violenza mette il lettore di fronte alle scottanti questioni del rispetto della vita umana e della dignità della donna nel più ampio contesto della migrazione dei popoli, delle ottusità burocratiche, della inadeguatezza delle scelte politiche, della distribuzione iniqua delle risorse e della ricerca faticosa di un’etica responsabile. L’impegno creativo e appassionato di una comunità religiosa, in un territorio particolare come quello casertano, traccia qui un percorso possibile rispetto a queste angoscianti problematiche.Il contenuto del libro, denso e pregnante, nasce da un concerto di voci: suore, giovani donne vittime degli sfruttatori, presenze amiche, giornalisti, scrittrici, rappresentanti di istituzioni ecclesiali e laiche, che si armonizzano e convergono per generare ed esprimere, da una realtà di dolore e schiavitù, cammini di vita e di liberazione. La storia di Casa Rut, delle sue animatrici e delle terribili esperienze delle ragazze tolte dalla strada, è preceduta dall’introduzione della scrittrice Dacia Maraini, che segue da anni le lotte condotte dalla Comunità e ha partecipato a molte delle sue iniziative. La Maraini ne ha scritto più volte nelle rubriche che cura sul “Corriere della sera” e su “Io Donna”, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzione e invitandole a collaborare con la Comunità.
giovedì 15 novembre 2007
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