lunedì 6 aprile 2009

Processione del Cristo Morto e dell'Addolorata

RELIGIONE Maddaloni – Venerdi 10 Aprile Processione del Cristo Morto e dell'Addolorata a Maddaloni (CE). In occasione della Santa Pasqua 2009 si ripropone la Processione del Cristo Morto e dell'Addolorata, essa è detta anche del Venerdì Santo perchè si celebra in Maddaloni, appunto, il Venerdì Santo, giorno di assoluta penitenza per la rievocazione della Crocefissione di Cristo. Nel pomeriggio di questo giorno, con la processione del Calvario, per le strade cittadine si vive un momento fortemente partecipato dall'intera comunità dei fedeli, che, commossa rivive la morte del Figlio di Maria. La rievocazione del Venerdì Santo a Maddaloni, alla luce della documentazione esistente, non è databile in maniera certa. Una serie di elementi ci portano a pensare però che questa processione abbia avuto inizio, nella seconda metà dell'ottocento. Un documento del 1895 conservato nell'Archivio Diocesano si riferisce ad un episodio che confermerebbe la presenza di tale manifestazione in tale epoca: il primo aprile del 1895 quarantacinque tra fedeli e collaboratori nell'organizzazione della processione del venerdì santo, scrivono all'ordinario diocesano, mons. Gennaro Cosenza, al fine di ottenere un intervento perché la processione del Cristo Morto e dell'Addolorata si faccia e si continui a fare con organizzazione e partenza dalla chiesa di San Francesco d'Assisi (nel volgo detta anche di Sant'Antonio). C'era stato un diverbio tra uno degli organizzatori ed il padre spirituale della chiesa di San Francesco d'Assisi ed il numero sostanzioso di persone che petulavano era di indizio della importanza della processione. Ma veniamo al momento organizzativo della processione. Nel corso del secolo scorso un posto di rilievo nell'organizzazione della processione lo ha avuto la Congregazione dell'Immacolata Concezione, che - fino agli inizi degli anni '90, – collaborava attivamente con gli assistenti della chiesa e del monastero francescano ove si conserva l'occorrente per la processione. In tale periodo il punto di riferimento per coloro i quali erano interessati a prendere parte alla funzione è stata, per circa quarant'anni, la signora Mosca, ora a riposo per l'età. Dal 2002 a curare l'organizzazione della Processione è Antonio Esposito, sottufficiale in pensione, terziario Francescano e collaboratore della comunità francescana locale. Il maresciallo Esposito ci ha riferito che l'organizzazione della processione anche quest'anno come per gli altri anni è iniziata, come codificato dal primo momento della memoria, il giorno dell'Immacolata Concezione (l'8 dicembre) per protrarsi sino al Venerdi Santo. Alle ore 16.30 del 10 Aprile 2009 dopo la funzione della Passione di Cristo dalla Chiesa di S. Francesco D'Assisi si formerà il corteo che per il 2008 ha avuto un'aggiunta iniziale come prodromo con la presenza della confraternita del S. Maria del Soccorso, di seguito gli Araldici, indi i bambini vestiti in rosso che raffigurano la Passione di Gesù Ecce Homo e le bambine in nero che rappresentano l'Addolorata, segue la bandiera, la croce grande portata da 8 donne, poi 32 cartelloni, 25 cuscini, calice, pane, tovaglia, brocca e lavamani, 14 stazione della via crucis, la Veronica, l' immagine di Ecce Homo, la Sacra Sindone, poi la bandiera e la Milizia dell'Immacolata, il terzo Ordine Francescano, segue Gesù Morto (unica statua portata da uomini) e quindi testiera e mantello dell'Addolorata, seguito dalla banda musicale e del coro formato da circa 100 persone. Termina la processione la statua della Madonna Addolorata seguita dal popolo che sicuramente sarà più folta degli altri anni. E' da precisare che la processione è formata da circa 350 comparse ufficiali e da un immenso seguito di fedeli. Sarà impossibile, come sempre, avere un numero anche approssimativo delle persone che fanno da ali al passagio della processione e che durante tutto il tragitto si accodano al corteo per accompagnare il Cristo Morto alla sua sede di sempre e che si accalcano per assistere al momento più emozionante e avvolgente, quello dell'ingresso in chiesa dei vari gruppi della processione, ma soprattutto della statua della Madonna che viene fatta rientrare all'indietro con il dolce suo sguardo di madre fisso sul suo popolo maddalonese in un abbraccio commovente al punto che si alza un forte applauso, espressione esterna della devozione sincera dei fedeli. Se poi si riesce ad entrare in chiesa subito dopo non si può fare a meno di continuare a commuoversi nell'ascoltare ancora una volta l'inno de "La Desolata" amplificato dal luogo chiuso ed ancora più penetrante. Forse in ricordo del brano del vangelo che da' alle pie donne un ruolo ben preciso e forte nel cammino doloroso di Gesù al Calvario o forse perchè figure di una Madre Dolorosa che segue il Figlio nella Passione fino alla Croce, alla morte ed alla deposizione nel dolore più assoluto, questo rito, imperdibile da parte di tutti gli abitanti di Maddaloni che lo vivono con pienezza di partecipazione e di coinvolgimento affettivo e di fede, trova nelle donne la sua struttura portante, laddove in tutte le altre rappresentazioni del Venerdì Santo è sempre il sesso maschile a farla da padrone, lasciando alle donne un ruolo secondario. Tutte le comparse, escluso i bambini che sono vestiti di rosso secondo l'iconografia dell'Ecce Homo, devono essere tassativamente donne scalze e totalmente vestite di nero compreso il velo che nasconde il volto nel tentativo perfettamente riuscito di rappresentare la stessa identica Madre che si addolora nel cammino della Croce e che si perpetua e rinnova lungo tutto il tragitto del corteo. Anche la statua dell'Addolorata è sostenuta da donne che si avvicendano in questo compito nel tentativo di risollevare la Madre dal suo stato di dolore immenso, senza però riuscirvi, e lentamente e ritmicamente, seguendo il lamento straziante del coro, si portano dietro il Cristo morto.Solo in questo quadro compare la presenza degli uomini: i portatori del Cristo morto sono infatti di sesso maschile ed in perfetto smoking provvedono alla loro funzione. Io ricordo che un tempo i portatori avevano i vestimenti particolari delle congregazioni e il colpo d'occhio era molto più accattivante ed emozionante. La presenza delle Congrecazioni è stata prevista infatti come prologo e rappresenta un punto a se stante che ricorda il passato e che non può inserirsi o incunearsi nel corteo delle donne velate per non interrompere il ruolo primario del nero e del velo che unisce tutta la processione in un unico momento di dolore e di misticismo.Per foto, parole, spartito, ed audio dell'inno consultare il sito www.giuseppeverdimaddaloni.it Giuseppe Fonte : comunicato stampa

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