martedì 16 dicembre 2008

Pdl, le promesse di Landolfi e Giuliano: Romano o Ciaramella presidente della Provincia, Polverino alla Regione, Coronella segretario.

CASERTA – Se Umberto Eco scrisse il saggio “La Fenomenologia di Mike Buongiorno”, noi, più umilmente, molto più umilmente (ubi stramaior, straminor cessat) ci accontentiamo di mettere giù gli appunti…poco saggi di una eventuale “Fenomenologia di Nicola Cosentino”. Bene, da questi appunti emerge che il sottosegretario – coordinatore – onorevole – consigliere provinciale è riuscito ad assommare tutti questi titoli e tutte queste cariche perché quando si è accorto che nel suo partito si formava una coppia di alleati che potessero dargli qualche fastidio, lui interveniva e, con l’abilità di una vecchia comare, rompeva l’idillio. Nicola Cosentino ovvero il virtuoso della "bacchetta", il Paganini dello "sciarm'", che non è la traduzione del termine "fascino" in lingua transalpina, bensì l’arte sopraffina di “sciarmare”, edizione riveduta e corretta, in slang parteneopeo e casertano, del romano – latino “divide et impera”. Il fenomenologo di Nicola rischia, però, ora, di precipitare in una crisi di identità, dato che Cosentino, probabilmente assalito e assillato da troppi impegni, sta assistendo senza interferire, come solo lui sa fare, alla formazione di una vera e propria corrente interna, che si propone di occupare tutte le caselle possibili, da quelle politiche a quelle amministrative e parlamentari. Abbiamo già parlato nei giorni scorsi dei lavori in corso per conquistare al controllo di Mario Landolfi e Pasquale Giuliano, rispettivamente coordinatore regionale e senatore di An e Forza Italia, il timone politico provinciale del Pdl prossimo venturo, che, di qui a un anno sarà formalmente un partito solo, pur conservando i soggetti politici fondatori una propria identità autonoma economica e fiscale. Il nome individuato per la segreteria provinciale è, com'è noto, quello di Gennaro Coronella, oggi presidente della federazione casertana di An. Ma c’è di più: Landolfi, che di questo gruppo vuol essere guida e leader politico, ha posto vicino a sé anche altri esponenti dei due partiti: a Paolo Romano, che per qualche tempo ha guardato con molto interesse al Mpa di Lombardo e di Scotti, anche a causa della rottura sentimentale con lady Catone, ha promesso la candidatura a presidente della Provincia. Romano si è letteralmente commosso, dato che questo è un sogno o meglio, una chimera che insegue da molti anni. Insomma, nell’idea di Mario Landolfi, dopo il fine, delicato e colto De Franciscis, andrebbe sperimentata la strada di un presidente rustico e, per di più, non casertano, dato che Paolo Romano di Caserta non è, essendo nato, cresciuto e pasciuto a Quarto di Napoli. Il problema per l’attuale capogruppo di Fi alla Regione è che per trovare un altro aspirante alla stessa carica non bisogna neppure varcare il confine della corrente a cui ha aderito. L’avversario ce l’ha, infatti, già in casa. Mimmo Ciaramella, sindaco di Aversa, ha parlato chiaro al riguardo: vuol sapere, e anche in tempi rapidi, quale sarà la sua collocazione futura. Chiede un impegno solenne a Giuliano e se si dovesse accorgere che dall’altra parte si ciurla, come si suol dire, nel manico, allora è lecito aspettarsi significative scosse telluriche, a partire dal già malfermo teatro di conflitti, rappresentato dell’Amministrazione comunale di Aversa. Per Ciaramella andrebbe bene una candidatura alla Regione, ma la soluzione prediletta sarebbe proprio quella della presidenza della Provincia, la stessa che fa sognare dal 2003 Paolo Romano. Per di più che alle elezioni regionali Ciaramella andrebbe a scontrarsi con un altro pezzo da novanta della nuova corrente landolfian giulianea: Angelo Polverino, il quale, a sua volta, si aspetta il pieno appoggio di tutti. Non quello, però, di Giorgio Magliocca, ambizioso sindaco di Pignataro, oggi molto impegnato nell’attività di oppositore al governo provinciale di De Franciscis. A Magliocca, infatti, Landolfi e Coronella hanno promesso, addirittura una candidatura nel listino bloccato. E Polverino sa bene che questa promessa, in considerazione anche dei nuovi equilibri che vanno consolidandosi nell’area di An e delle indicazioni che arriveranno, presumibilmente, da Berlusconi in persona, che a Napoli ha messo solide tende, non potrà essere scontata. Quel che conta, però, è che Magliocca, da ora al momento in cui sarà inondato dalla doccia gelata della disillusione, lavori per la causa. Punta, infine, e anche molto, sui voti di Landolfi, Coronella e Giuliano l’europarlamentare uscente Riccardo Ventre, anche lui aggregato alla corrente di nuovo conio. Ventre sa bene che alle prossime elezioni europee dovrà prima di tutto raccogliere a Caserta più voti di quelli che raccolse nel 2004 quando gareggiò da presidente della Provincia, per compensare la certa flessione che accuserà nelle altre aree della mega circoscrizione meridionale che la volta scorsa lo gratificarono alla grandissima, grazie all’impegno profuso da Claudio Scajola proprio in virtù del fatto che Ventre era un un potente presidente di Provincia. Questo il quadro, che può essere, però, anche sintetizzato in una fotografia quella che pubblichiamo qui a fianco e che riguarda la conferenza stampa tenuta un paio di mesi fa da Landolfi allo scopo di difendersi dalle accuse formulategli dalla Dda in relazione all’indagine su camorra, rifiuti e voto di scambio. Guardate un po’ chi era presente in quell’occasione: neanche a dirlo, Romano, Polverino, Coronella e Ventre, con Giuliano pronto a surrogare la sua assenza con un corposo comunicato stampa di solidarietà. Queste, in sintesi, sono le manovre, questo il gruppo. Cosentino, per ora, si limita a osservare. Qualcuno ha azzardato: “Non interviene perché Landolfi, Coronella, Romano e Giuliano li considera innocui”. Oddio, non che abbia tutti i torti, dato che l’unico dell'allegra compagnia apparentemente in grado di costruire una piattaforma politica attorno a cui aggregare consenso e potere sarebbe Mario Landolfi. Ma Landolfi, in questo momento, è un’anatra zoppa. E Cosentino, che potrebbe anche rischiare di fare la stessa fine a causa delle note indagini che lo coinvolgono, ma che non l’ha ancora fatta quella fine, dato che su di lui non incombe, per il momento, a differenza di quanto è capitato al mondragonese, alcuna richiesta di rinvio a giudizio, sa bene che le anatre zoppe, di solito, non possono fare molta strada. Alla prossima! Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: CasertaC'è.

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