giovedì 11 dicembre 2008

Incredibile ma vero: Petteruti, dopo averlo cacciato perché fannullone, valuta la proposta di Di Palo di far tornare in giunta Chicco

CASERTA – Quando una ventina di giorni fa, su queste colonne, vaticinammo che Nicodemo Petteruti, pur di non lasciare la poltrona di sindaco, avrebbe fatto di tutto, anche un faustiano patto con il diavolo (avrebbe anche l'età giusta), fummo redarguiti anche da qualche amico. Che ci disse: "Voi (cioè noi, cioè io, n.d.d.) l’ingegnere Petteruti non lo conoscete bene. E’ un uomo tutto di un pezzo, non svenderà mai la sua dignità politica per rimanere un mese o un anno in più sulla poltrona di sindaco.” Uelà – pensammo noi - qui ci troviamo di fronte a un nuovo De Gasperi, a un nuovo Vanoni, a un severo Cincinnato. Vuol dire che la prossima volta dubiteremo in silenzio.Bene, come si combini questo ritratto del sindaco Petteruti con il fatto che il medesimo non abbia scagliato una sedia contro Arturo Di Palo quando questi, un’ora fa, ha illustrato la proposta del suo gruppo, cioè di Capobianco e dei suoi derivati Boccagna e Agostino Greco, lo andremo a domandare tra qualche minuto a quell’amico che ci rampognò. La proposta fatta è la seguente: l’unità sul mio nome per la presidenza del Consiglio comunale e Chicco o una persona indicata da lui che va a sedersi sulla sedia di assessore all’Urbanistica del Comune di Caserta. Petteruti pare si sia mostrato anche possibilista. A questo punto l’articolo dovrebbe terminare. C’è da rimanere sbigottiti di quanto relativo, di quanto inconsistente sia il tessuto etico – morale su cui questo sindaco e questi amministratori fondano la loro esperienza politica e istituzionale. Ma, se tre mesi fa si sono letteralmente sputati in faccia, se di Chicco Ceceri sono state dette le cose più gravi e lesive, se il sindaco ha scritto sulle motivazioni che lo cacciava perché, in pratica, era un fannullone, ora che fa, si rimangia tutto? E per carità di patria non aggiungiamo altro. Stavolta sì che il principe De Curtis e Peppino ci soccorrono: “Ho detto tutto”. Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: CasertaCè.

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