venerdì 12 settembre 2008

Prc: "Ricominciare dall'opposizione"

Caserta – Mercoledì 10 settembre si è riunito il comitato politico della federazione provinciale di Caserta ed ha avviato il dibattito che condurrà alla elaborazione e approvazione del documento politico sulla base del quale dovrebbe costituirsi a livello provinciale la stessa maggioranza che a livello nazionale ha approvato il documento Russo Spena "per una svolta a sinistra" ed ha eletto segretario nazionale Paolo Ferrero. La riunione è stata presieduta dal Presidente del Collegio di Garanzia della federazione di Caserta Antonio Italiano, eletto qualche minuto prima. Residente a Dragoni iscritto al circolo di Piedimonte Matese, esponente della mozione di maggioranza e dell'associazione Movimentazione, ha avuto il consenso del collegio dopo che l'offerta avanzata dalla delegazione del documento Ferrero-Grassi alla mozione Vendola di assumere la presidenza del delicato organismo di magistratura interna era stata rifutata. "Dobbiamo prima capire qual'è la linea politica che la federazione si appresta a seguire e se c'è davvero intenzione di ricostruire una comunità di compagne e compagni", hanno fatto sapere i Vendoliani, che confermano così di non essere interessati ad alcuna forma di gestione anche indiretta del partito e che faranno opposizione all'interno e all'esterno del partito. Il rifiuto non ha però sorpreso praticamente nessuno: "E' una scelta sbagliata perché spinge inutilmente ai margini del partito energie e intelligenze preziose" - ha commentato l'ex segretario Giosué Bove, che nella sua relazione introduttiva non ha fatto cenno alla questione - "bisogna provare a gettare il cuore oltre l'ostacolo". E l'ostacolo è enorme: "Il 14 aprile ci ha consegnato l'inadeguatezza del nostro partito e di una sinistra "radicaleggiante" e "sradicata" - ha detto Bove - ed ha drammaticamente dimostrato che non c'è uno spazio per una forza genericamente a sinistra del PD. C'è bisogno invece di una sinistra matura, critica e radicata, quella sinistra che proprio Rifondazione Comunista può interpretare, costituendo un riferimento per le masse popolari. Ma per essere credibile deve essere "autonoma dal PD", e riorganizzarsi per "riorganizzare il conflitto". La relazione è secca e non sfugge ai nodi politici locali. Su Provincia e Comune capoluogo va aperta una verifica severa le cui conclusioni e le conseguenti scelte dovranno essere "applicate con rigore". "Siamo ad un bivio: o queste amministrazioni si rilanciano, riconquistando una sintonia con le masse oppure è necessario cominciare da subito a lavorare ad una alternativa a questo quadro politico di centro sinistra" - ha detto Bove. Che ha tenuto a precisare che le questioni sono innanzitutto sulle cose da fare: "dobbiamo legare la permanenza nelle giunte a risultati concreti e immediati nella lotta contro il carovita, per la salvaguardia ed il potenziamento del welfare locale, contro la distruzione della scuola pubblica e più in generale alla possibilità di convergenze su una piattaforma programmatica provinciale". E su scuola, carovita e crisi industriale "cominciamo subito la campagna d'autunno". Il primo appuntamento, ancora di dibattito, è l'assemblea nazionale di Rifondazione Comunista "Ricominciare dall'opposizione" che si terrà Domenica 14 al Teatro Brancaccio di Roma, per raggiungere il quale la federazione ha messo a disposizione un pullman che partirà alle ore 6,30 di mattina dalla stazione di Caserta. Ma già l'11 ottobre è prevista una manifestazione nazionale. "Saremo in piazza contro il governo che taglia le scuole, privatizza i servizi e con il federalismo fiscale affoga il Sud". All'ex segretario ha replicato Giovanni Capobianco, denunciando la ferita politica e umana che si è aperta con il congresso di Chianciano e l'incoerenza delle mozioni minori che hanno costituito insieme all'area di Ferrero la nuova maggioranza. Antonio Erpice, dirigente provinciale dell'area di Falce e Martello ha ironicamente risposto a Capobianco ricordando un verso di una celebre canzone dei Rokes degli anni '60 "bisogna saper perdere, non sempre si pò vincere" e precisando che in ogni caso questa maggioranza a livello locale deve essere intanto ancora costruita e che naturalmente va verificata alla prova dei fatti, da come si svolgerà la verifica negli enti locali, in particolare provincia e comune capoluogo, e su come si riorganizzerà il partito per fare concretamente il radicamento sociale e nei luoghi di lavoro, per essere davvero il partito che "dice quello che fa e che fa quello che dice". Dopo Erpice è intervenuto Enrico Milani che ha sottolineato come sulle due cose essenziali che il congresso ha discusso, e cioè sulla permanenza del PRC ed il rifiuto del suo scioglimento, lento o immediato, con la costituente di sinistra, e sulla svolta a sinistra, cioè sul maggior livello di autonomia strategica dal PD ci sia stato fin dall'inizio un sentire comune tra le 4 aree che costituiscono oggi la maggioranza. E che l'intera area di maggioranza ha inoltre, a livello nazionale come a livello locale, caratterizzato la propria direzione di marcia nel senso di un recupero rapido e duraturo dell'unità del partito. L'ultimo intervento è stato quello di Antonio dell'Aquila che ha riconosciuto la durezza ed il clima "cattivo" del congresso come un limite forte che bisogna provare a superare costruendo una nuova fase ed una nuova capacità di radicamento sociale e di intervento politico, con un partito strutturato e non "illusoriamente" leggero e di opinione. Il dibattito è stato rinviato dal Presidente Italiano a Venerdì 19 settembre, data in cui molto probabilmente sarà presentato e messo ai voti il documento politico sulla base del quale la maggioranza che si costituirà dovrà eleggere il Segretario ed il Tesoriere.

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