Caserta – Nessuno pensa seriamente di avere certezze su quella che sarà la composizione del gruppo degli eletti al Senato che toccheranno alle liste dei perdenti in Campania. E’ noto che al novantanove per cento i perdenti saranno il Pd – Italia dei Valori, l’Udc e la Sinistra Arcobaleno. Si sa, ancora, che, oltre al Pd, anche l’Italia dei Valori varcherà l’argine dello sbarramento, che per le liste partecipanti a una coalizione è fissato al 3 per cento. Ergo: l’Italia dei Valori beccherà un senatore, che sarà l’ex mastelliano Di Nardo. Il resto è tutto serbato nell’artitmetca confusa di percentuali incerte e di giochino assortiti che, magari, nell’ultima settimana potrebbero suggerire a qualcuno operazioni di voto asimettrico, con una Camera griffata in un modo e con l’altra Camera griffata in un altro. Un’incertezza che in un primo tempo il Pd casertano aveva trasformato in sfiducia. Prendiamo Chicco Ceceri, ad esempio. I primi dieci giorni di campagna elettorale il candidato al Senato col numero 12 li ha trascorsi in catalessi. Riteneva di meritare, anche e soprattutto in relazione al suo rapporto politico col leader De Franciscis, una posizione nella lista che gli garantisse l’elezione. Non l’ha ottenuta e c’è rimasto male, molto male. Ma da cinque, sei giorni a questa parte le cose sono cambiate. Uno scatto di orgoglio, una nuova valutazione politica che proietta il partito alle elezioni regionali che si dovrebbero tenere, anticipatamente, nel prossimo autunno, e anche, forse, la speranza crescente di potercela fare lo stesso ad andare a palazzo Madama, ha trasformato Ceceri in una sorta di moto perpetuo. Incontri, comizi, riunioni a raffica con sindaci, assessori, consiglieri provinciali e comunali di Caserta. E, soprattutto, tanta, tanta.... sanità. Non è certo passata inosservata, infatti, la presenza del direttore generale e del direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera Sant'anna e San Sebastiano di Caserta al piccolo happening elettorale con il ministro delle Comunicazioni, Gentiloni, svoltosi nei giorni scorsi nella sede provinciale del Pd in corso Trieste. Gigi Annunziata, il grande accusatore e forse affossatore di Clemente Mastella, ha aspettato insieme al direttore sanitario Diego Paternostro, ex forzista semidoc, l’arrivo del ministro nell’atrio del palazzo che ospita la sede del partito. I due affiancavano De Franciscis e Ceceri. Dopo aver salutato e aver seguito il drappello ministeriale per le faticose scale che conducono al quarto piano, si sono appollaiati su due divani in una saletta attigua. Ma la loro presenza ha rappresentato il segnale chiaro che De Franciscis e Ceceri confidano nella forte mobilitazione negli ambienti della sanità ospedaliera, di cui, poi, chiederanno conto agli stessi Annunziata e Paternostro, che devono le loro autorevoli carriere proprio all’apertura di credito che hanno ricevuto da quelli che ci siamo permessi di definire, absit iniuria verbis, i "gemelli siamesi" della politica casertana. Ma, se ai voti dell’ospedale ci pensano loro due, intercettare quelli dell’Asl, antico terreno di caccia di De Mita e Squeglia, non rappresenta un’operazione semplice. Ceceri, però, ci sta dando dentro di brutto e siccome, notoriamente, Sandro, da parte sua, è molto più bravo a condurre le campagne elettorali che a gestire un’amministrazione pubblica, ecco che anche l’Asl non può più essere considerato territorio off limits. Soprattutto se sabato, come ormai è ufficiale, l’assessore regionale alla sanità, Angelo Montemarano, sarà a Caserta al teatro Comunale proprio al fianco di Ceceri e De Franciscis. Insomma, Montemarano si farà vedere insieme agli avversari di De Mita e Squeglia. E questo, di per sé, costituirà un segnale non da poco per il direttore generale Bottino e compagnia. Ma la tela elettorale di Ceceri è ampia e comprende molte articolazioni. Non si focalizza, dunque, solo sul setacciamento del consenso nella sanità. Al riguardo, domenica scorsa abbiamo scritto di un possibile riposizionamento dell’area del presidente della Provincia all’interno del Pd. Di un sostanziale riavvicinamento di De Franciscis e Ceceri a Massimo D’Alema, che si è preso la rogna non da poco di traghettare la Campania e il centrosinistra campano all’éra post – Bassolino. Una possibilità che cammina spedita verso la certezza. Se domani pomeriggio alle 17, infatti, il governatore sarà ospite non già della sede del partito, non già di un auditorium qualsiasi della città o dell’hotel “tal dei tali”, ma dell’albergo di proprietà di Chicco Ceceri e della sua famiglia, la cosa non può essere considerata (come sta cercando di fare qualcuno in queste ore sostenendo che l’hotel Serenella sia l’unica location possibile) una variabile casuale. La visita di Bassolino a casa Ceceri – De Franciscis è un atto simbolico, di chiara legittimazione politica. La sanzione volutamente platealizzata di un’intesa forte. Rappresenta, inoltre, pietra tombale apposta sopra la fase della dialettica dello scontro, molto utile a Sandro in funzione anti Alois prima delle elezioni primarie di Caserta. Un conflitto in cui l’identità e l’orgoglio casertano si scontravano con il napolicentrismo di Bassolino, che diventava bersaglio di una rivalsa politica che doveva iniziare da un atto di ribellione nell'urna. L'epoca degli improbabili masanielli è terminata e oggi, per una legittima motivazione di ordine elettorale, De Franciscis e Ceceri sono impegnati a raccogliere il maggior numero di consensi per il partito e, contestualmente, per il mulino dell’assessore comunale all’Urbanistica. Se, poi, in futuro, questa liaison tra i “cari nemici” di una stagione che fu si tradurrà in un accordo per sostenere un candidato comune (probabilmente il sindaco di Salerno, De Luca) nella battaglia contro Nicolais per la candidatura a presidente della Regione, lo vedremo. Le prime mosse e i primi segnali vanno tutti verso questa direzione.
Autore: Gianluigi Guarino - Fonte: www.casertace.it
mercoledì 2 aprile 2008
Ceceri si mobilita. Ospedale sull'attenti. E all'Asl, da sabato, ci pensa Angelo Montemarano
Pubblicato da News Caserta Online alle 09:59
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