S. Maria Capua Vetere – 38 decreti di fermo a carico di altrettante persone ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi, disastro ambientale, truffa aggravata e frode nelle forniture. L'operazione chiamata ''Chernobyl'' riguarda la regione Campania e la provincia di Foggia. L'indagine, coordinata dalla procura della Repubblica presso il tribunale di S. Maria Capua Vetere, procuratore della Repubblica Maffei e dal pm Donato Ceglie, ha impegnato i carabinieri per la tutela dell'ambiente e l'Arma territoriale per circa due anni e ha consentito di fare luce su una vera e propria organizzazione criminale ben radicata sul territorio, che smaltiva illecitamente i fanghi da depurazione provenienti dai cinque depuratori consortili della Regione Campania. E' stato cosi' disposto il sequestro condizionato degli impianti e degli stabilimenti industriali intorno ai quali gravitava tale attivita' (Marcianise, Licola, Orta di Atella e Mercato San Severino) che, nel solo periodo 2006-2007, ha consentito illeciti profitti per circa 7,5 milioni di euro attraverso lo smaltimento di piu' di 980.000 tonnellate di rifiuti costituiti da fanghi pericolosi e non pericolosi. Una strategia che aveva garantito ai soggetti coinvolti ingenti guadagni: nel periodo 2006-2007 i profitti illegali ammontano a circa 7,5 milioni di euro. I fanghi per la maggior parte erano abbandonati in terreni agricoli e corsi d'acqua, oppure interrati in siti non idonei. Tra le conseguenze dell’attività, dunque, anche l’inquinamento di falde acquifere dalle quali le colture agricole “sistematicamente messe in opera su tali aree”, attingevano sostanze per la crescita. In molti casi l’organizzazione è arrivata a coinvolgere direttamente titolari di fondi agricoli corrispondendo loro somme di denaro. In altri casi invece è stato perpetrato un vero inganno attraverso l’uso strumentale di un parere del settore ecologia della Provincia di Salerno, che attestava in buona fede che “il compost può essere liberamente utilizzato in agricoltura”. Ma quello in questione era invece un compost avvelenato. Rifiuti pericolosi sono stati sversati anche nel fiume Sabato, nei pressi di Chianche e Petruro Irpino.
fonte: casertanews.

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