Caserta ( Dr.agr. Giuseppe Messina – Comitato scientifico di Legambiente ) Dalla magistratura penale, con l’operazione Olimpo, abbiamo visto chiudere le cave a Caserta; da quella amministrativa, invece, dopo 20 anni abbiamo avuto il Piano Regionale delle Attività Estrattive. Questi due atti fondamentali, espressione di una latitanza senza giustificazioni della politica e delle istituzioni locali e regionali hanno messo in moto un meccanismo inarrestabile: la delocalizzazione delle industrie insalubri collegate all’attività estrattiva. Le norme del PRAE lo prevedono, l’industria Moccia che opera a S.Clemente di Caserta ha dovuto avviare le procedure previste dall’art.28.12 e segu. del PRAE per trasferire l’attività altrove. Nel silenzio assoluto, ancora una volta della politica, il gruppo Moccia avrebbe optato di trapiantare cava e cementificio in un’area di riserva estrattiva prevista dal PRAE, nel territorio di Pietravairano, nei pressi del Monte Monaco, un’autentica gemma naturalistica della nostra provincia. Tale possibilità alla società Moccia gli sarebbe data da un’interpretazione forzata delle norme che consentirebbe alla ditta di utilizzare un’area di riserva, ossia quella intaccabile tra oltre 20 anni, quando cioè, tutte le aree suscettibili di nuove estrazioni saranno esaurite, e perché “potrebbe” derogare ai vincoli previsti dall’art.7 delle norme che fanno espresso divieto di attivare cave in aree boscate, percorse da incendi, vincolate, ecc. ecc. Il procedimento amministrativo si è avviato con la manifestazione di interesse da parte della ditta di delocalizzarsi e giorno 24 luglio ci sarà un incontro presso il Genio Civile di Caserta, ufficio preposto per legge a portare a termine il procedimento amministrativo. Naturalmente agli incontri partecipano le amministrazioni locali, la Provincia, ecc. nonché i movimenti e le associazioni, in sostanza i soggetti portatori di interessi diffusi. L’amministrazione locale e un vivace comitato cui fanno parte le associazioni ambientaliste, cittadini, tecnici, ecc. stanno manifestando il loro dissenso e soprattutto la rabbia di constatare come la politica e le istituzioni siano pressoché assenti su tutta la vicenda. Ma la questione è seria e va aldilà della stessa indicazione di Moccia su Pietravairano; essa afferisce infatti alla modalità con la quale si affrontano simili questioni; poiché se è vero e urgente che Moccia, così come la Cementir, abbandonino gli attuali siti ove esercitano l’intrapresa è vero pure che spetta alla politica e alla Provincia in primo luogo di dare precise indicazioni su come si deve fare per la scelta di un sito alternativo. In questo senso giovedì scorso in occasione di un’assemblea pubblica che si è tenuta a Pietravairano questa circostanza è venuta fuori con tutta la sua forza e contraddizione. Legambiente su questa vicenda ha una precisa proposta da fare alle istituzioni, al comitato di lotta e allo stesso Moccia. Esistono margini di confronto e volontà ad affrontare la questione?
fonte: casertasette.
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