giovedì 15 maggio 2008

La Torre progettò l'uccisione del giudice anticamorra Raffaele Cantone

Mondragone – È partito da Ferrara l'ordine che doveva porre fine alla vita del giudice anticamorra Raffaello Cantone. Il segnale che doveva dare l'ok all'azione criminale contro il magistrato sarebbe partito dal carcere dell'Arginone. Che il giudice Cantone fosse finito nel mirino della camorra casertana questo già si sapeva, ma che il clan La Torre avesse già progettato il suo omicidio è emerso soltanto oggi quando il boss Augusto La Torre, capo dell'omonimo clan, attivo a Mondragone, ha ricevuto nel carcere di Ferrara dove è rinchiuso una nuova ordinanza di custodia cautelare. A sventare l'attentato al giudice anticamorra Raffaello Cantone, passato dalla Procura alla Corte di Cassazione, sono stati i carabinieri del nucleo operativo e del reparto operativo del comando provinciale di Caserta e della compagnia di Mondragone.Nel corso delle indagini è emerso che il pm è stato seguito a lungo da esponenti del clan e con lui anche alcuni dei suoi familiari. Nella preparazione dell'attentato al giudice, La Torre cercò di coinvolgere anche un ex collaboratore di giustizia appartenente a un altro clan. "Tu devi riferire ai tuoi parenti che poi devono mettersi in contatto con i miei uomini, che cosa devono fare con il giudice, già da tempo pedinato dai miei fedelissimi", disse nel suo colloquio con l'ex collaboratore Augusto La Torre. All'ultimo momento, però, l'ex pentito si chiamò fuori e raccontò ai carabinieri che il clan La Torre stava preparando un attentato contro il giudice. Fonte : www.casertanews.it

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